giovedì, Dicembre 9

Ricominciamo…

0

Ricominciamooo…‘, cantava a squarciagola ad inizi anni ’70 Adriano Joe Pappalardo, che poi perso il ‘Joe’ si è arenato sull’Isola dei famosi e dintorni.

 

Ricominciamo anche noi, dunque, perché questo è il primo: ‘il Contrappunto‘ della nuova serie, dopo il ‘festeggiamento’ del duecentocinquantesimo pezzo. Ma, ancor di più ‘Ricominciamo’, anzi ‘Ricominciamooo’ può, forse deve, essere l’urlo che sale da questo nostro povero, fottuto Belpaese. Fottuto in senso sia gucciniano, cioè di ‘maledetto’ (o qualcosa del genere), sia, sopra tutto, nel senso che è stato fregato, imbrogliato, e anche non troppo metaforicamente sodomizzato da chi l’ha posseduto per fini propri. E dunque, ora, finalmente ricominciamo, proviamo a ricominciare. Da cosa?

 

Già, da cosa. Abbiamo indicato qualche parametro, cercando di individuare quanto, di nuovo e innovativo (che non sono la stessa cosa) stia nascendo o possa nascere. E il ruolo di soggetti come ‘Laboratorio Italia’ e ‘Laboratorio 2016’, l’evoluzione, crescita e maturazione del Movimento Cinque Stelle sono più che segnali e indicatori di speranza. Così come i tentativi specificamente a sinistra: Maurizo Landini e la ’Coalizione sociale’; ‘Possibile’ di Giupeppe Pippo Civati e la riproponibile campagna di referendum. E la nuova (quanto nuova vedremo) ‘Sinistra Italiana’. Che potrà avere una propria dimensione e respiro se attorno a protagonisti come Stefano Fassina, Nicola Fratoianni, Paolo Cento, saprà costruire una rete di effettiva presenza e operatività. Così come si può sperare nel tanto che sta nascendo, rinascendo. Se non si autoghettizzerà in dinamiche puramente autoreferenziali, come troppo spesso siamo stati abituati a vedere.

 

Ma, e ancora una volta sopra tutto, ricominciamo da quello che manca a questo nostro povero, sempre più fottuto (in un’unica accezione: quella) Strapaese. Aprire nuovi percorsi, aggregare forze fresche ed originali, è una prospettiva percorribile. Necessaria a fronte dello stato preagonico del nostro Stato. Cui l’adrenalinica botta renziana dà una parvenza di movimento e vita, senza andare, almeno per ora, ad incidere sui ‘fondamentali’. Sulla fisiologia di un corpo fortemente ammalato: e, come per tutti i corpi di ammalati, è proprio il ‘portatore’ a percepirne meno degli altri lo stato di debolezza e la inerente gravità.

 

Molto pragmaticamente è possibile ricominciare. Fuor di retorica è soprattutto necessario. ‘Soprattutto’, termine che abbiamo usato più e più volte, perché ci sono priorità, una scala di necessità che vanno poste innanzi e affermate, e dalle quali non si può prescindere. E, dunque, ‘ricominciamo’, al di là dell’evento accidentale, significa ricollegarsi alle radici per progettare il futuro. Anche rifacendosi alla, in questo caso sana, retorica ‘americana’ del ‘nuovo inizio’.

 

Un’ultima sottolineatura: dal mondo cattolico è venuto forse il meglio e il peggio della politica italiana dagli anni ’40 ad oggi. Il peggio ed il meglio. Sotto la ‘sferza’ di Francesco ora potrebbero davvero prendere, riprendere, protagonismo giovani e meno giovani ‘soggetti’. Individuali e collettivi. E dare un valore aggiunto di assoluto valore, e peculiare, infungibile, qualità. Con prospettive, vogliamo credere, positive e orizzonti che oggi non riusciamo neppure a immaginare in pieno. Il combinato disposto di tutte queste forze potrebbe davvero dare origine a una reale novità.

 

Ricominciamo.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->