mercoledì, Maggio 12

Ricomincia l’avventura del Signor Bonaventura O la sciagura?

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Renzi cameron

Dalle pagine del Corriere dei Piccoli, il Signor Bonaventura, creato da Sergio Tofano, terminava le sue avventure guadagnando un mitico milione (poi miliardo). Dal palco della Sala Stampa di Palazzo Chigi, e dalle colonne dei giornali, il Signor Renzi promette che renderà ricco, o almeno meno povero, questo povero Paese.

Con la caratteristica marsina e la bombetta rossa, pantaloni bianchi larghi, il fedele cane bassotto al fianco, Bonaventura era il surreale protagonista di improbabili avventure che lo vedevano squattrinato all’inizio, milionario alla fine. Facendo partecipare della propria fortuna amici e comprimari, affiancato dal fedele bassotto giallo, sempre presente, e dal ‘bellissimo Cecè’, che la vanità trascina in situazioni pericolose. E poi generosissimi re, baroni, contesse, ma anche cattivi, come l’invidioso Barbariccia, e il disonesto barone Partecipazio.

La candida ingenuità e l’onestà del protagonista portarono al rapido e clamoroso successo presso intere generazioni di bambini e non solo. Poetico personaggio zavattiniano il Bonaventura originale, a noi altro Bonaventura è toccato in sorte, pur sempre arrivato a rapido e clamoroso successo. Quello del Bonaventura primevo durò molti decenni. Per il  Bonavenura odierno (succeduto ad altro millantante Bonaventura) vedremo. Anche perché tra i diversi modi di iniziare il suo racconto Tofano utilizzava all’inizio, e poi a volte, invece del ben noto “Qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura”, un più drammatico “Qui comincia la sventura…”. Vabbè, ognuno è libero di gestire, interpretare, ampliare la metafora come meglio crede, anche riguardo al disonesto Partecipazio, con il quale mai Bonaventura si allea, ai giorni nostri…

Mentre il Presidente del Consiglio continua a promettere altri mille giorni di legislatura dopo l’approvazione delle Riforme, e milioni, e miliardi, forsanche paperoneschi bisbisfantastiliardi, sul piano pratico procede la Riforma della Giustizia. Secondo le linee guida del Ministero ci sarà una stretta sulla responsabilità civile delle toghe. La bozza è stata pubblicata online: nessuna responsabilità diretta per i magistrati, ma obbligo di rivalsa in caso di negligenza grave e taglio fino al 50 per cento dello stipendio in assenza di dolo. Si amplia l’area su cui può far leva chi è vittima del “cattivo uso del potere giudiziario”.

Per quanto riguarda la Riforma del Senato la dead line di venerdì  8 Agosto per la chiusura (temporanea) dei lavori sembra assicurata. Resta la questione irrisolta dell’immunità, mentre dovrebbe definitivamente scomparire (vedremo in che modo sostituita o integrata) l’indennità. In alto mare, o almeno tra burrascosi flutti, la riforma della Pubblica Amministrazione, che ha fatto guadagnare (non da sola)  a Madonna Madia la copertina di Sette, il magazine settimanale del Corriere delle Sera, di venerdì scorso. 

E, per oggi, questo è tutto, ragazzi.

 

Avevamo concluso la scorsa settimana promettendo che ci saremmo occupati meno di Renzi e più di politica. Un calembour che, quando riesce, rivela la verità. Non sta a noi dire se è azzeccato, ma crediamo contenga una verità cui proveremo ad adeguarci. GDR

 

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