domenica, Settembre 19

Richie Beirach, il pianista classico convertito al jazz

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Il 23 maggio 1947 nasce a New York il pianista e compositore Richie Beirach, registrato all’anagrafe come Richard Beirach.

Il suo primo incontro con la tastiera avviene all’età di sei anni quando prende le prime lezioni di pianoforte. Fin dall’inizio ha un buon rapporto con lo strumento e per il decennio successivo si impegna a fondo nello studio perfezionandosi nella tecnica classica con l’appoggio e il sostegno anche economico della famiglia.
Tutto lascia pensare che la sua sia una strada in qualche modo segnata: una normale carriera da concertista classico con esibizioni sempre più prestigiose e riconoscimenti dal mondo accademico. A cambiargli il destino interviene  un innamoramento improvviso e definitivo per il jazz, un genere musicale che trova affascinante e che apparentemente è lontanissimo dalla strada sulla quale si era incamminato.
Per il giovane Richard, detto Richie, è un vero colpo di fulmine che cambia per sempre le sue prospettive.

Lo affascinano le possibilità offerte dai grandi innovatori degli anni Cinquanta e Sessanta. Lascia le sale classiche da concerto e si getta anima e corpo nel jazz dove ha subito modo di farsi notare suonando con alcuni protagonisti di quel periodo come Freddie Hubbard e Lee Konitz. Partecipa anche a vari progetti insieme ad altri strumentisti della sua generazione come Jack DeJohnette, Dave Holland e David Liebman.
All’inizio degli anni Settanta decide di dare un maggior sostegno teorico e tecnico a quello che fino a quel momento è stato un approccio fondamentalmente istintivo. Si iscrive alla famosa scuola jazz di Berklee e, successivamente, alla Manhattan School of Music presso la quale si diploma nel 1972.
Poco tempo dopo essersi diplomato entra a far parte della formazione di Stan Getz, con la quale compie una lunga tournée in Europa e in Giappone.
L’anno dopo è il pianista dei Lookout Farm, il prestigioso gruppo del sassofonista Dave Liebman. Con lui in formazione ci sono anche il chitarrista John Abercrombie, il batterista Jeff Williams, il bassista Frank Tusa e il percussionista Badal Roy.
Ci rimane tre anni pur non rinunciando a saltuarie esperienze al fianco di personaggi di primo piano come Jeremy Steig, Chet Baker e John Scofield.
Nel 1976, dopo lo scioglimento dei Lookout Farm, decide finalmente di dare vita a un proprio gruppo, il trio Eon. Negli anni successivi continuerà ad alternare la carriera in proprio con varie collaborazioni, soprattutto con il suo vecchio amico Dave Liebman e con il  chitarrista John Abercrombie.

Nel 1977 pubblica il suo primo album solista ‘Hubris’. Negli anni Ottanta Richie Beirach alterna esperienze in piano solo alla collaborazione con David Liebman. I due danno anche vita ai Quest, un gruppo dalla formazione instabile che fino al 1991, anno del definitivo scioglimento pubblica ben sei album.

Nel nuovo millennio Richie Beirach si stabilisce a Lipsia dove insegna pianoforte jazz presso il conservatorio Felix Mendelssohn.
Apprezzato da critica e pubblico nel tempo ha perfezionato il suo stile unico, estremamente compiuto sul piano formale e tecnico, nel quale si può cogliere la sintesi delle esperienze di alcuni tra i maggiori pianisti jazz del dopoguerra.
C’è chi ritiene che Beirach rappresenti il punto di sintesi tra le tecniche di Paul Bley, il melodismo di Keith Jarrett e le straordinarie evoluzioni di Bill Evans, Chick Corea ed Herbie Hancock. In realtà in lui si ritrova la passione per l’armonizzazione raffinata, non disgiunta da un robusto senso del ritmo. Buon compleanno Richie.

 

 

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