giovedì, Maggio 6

Riccastri post-Covid tra crociera a Piazza S. Marco e Super Lega calcio C'è un cavillo, c'è l'economia del post-Covid, così le grandi navi da crociera ritornano a distruggere la laguna e a portare le orde in Piazza S. Marco, mentre i riccastri mettono in scena il primo tempo dell'operazione Super Lega

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Non può che essere definito per quello che è: solo l’ennesimo insopportabile scandalo, anzi, gli ennesimi. Per l’ennesima volta svolti all’insaputa o con la complicità dei nostri Governi, ma specialmente dei nostri governanti e amministratori vari, che contano solo i voti che possono ricavarne.

Il primo, clamoroso, insopportabile, quello delle navi, che tra poco arriveranno di nuovo in massa nel bel mezzo di Venezia, getteranno l’ancora sulla piazza e si accosteranno con i due batticulo legati al campanile per fare scendere i passeggeri direttamente al Caffè Florian. Perfetto.
È uno scandalo, non c‘è dubbio, inutile discuterne. A moltivenezianipiace perché gli porta tanti soldini (in nero?) forse; a molti politicanti anche, perché gli porta voti, tanti; al ‘governatore’ del Veneto, pure, per il medesimo motivo; il Governo non se ne cura, quando se ne è curato lo ha fatto male.

E qui, al solito siamo al punto. Da anni (credo da oltre un decennio) si parla di questo problema. Certamente agli armatori la cosa fa piacere perché una cosa simile non accade tutti i giorni e la gente è disposta a pagare molto, moltissimo … per guardare quella meraviglia di equilibrio e di linee che è Venezia? No, figuriamoci, di quello se ne fregano. Il bello è vedere Venezia dall’alto di una nave mostruosa, per di più sapendo (perché io sono convinto che anche questo solletichi l’eccitazione dei ‘croceristi’) che basta uno starnuto del timoniere per mandare la nave a sbattere e a distruggere tutto: che emozione.
Poi, naturalmente c’è il problema dei fondali che si danneggiano, dell’inquinamento, ecc. Ma questo è il meno, chi se ne frega! Nemmeno hanno capito, evidentemente, duole dirlo, gli stessi veneziani, che l’emozione di vedere di nuovo il fondo dei canali e perfino i pesci ha un valore turistico immenso: ma certo per andare a guardare i pesci del Canal Grande, ci devi andare a piedi, e mentre guardi i pesci mica ti compri il gelato (confezionato a Los Angeles) e il panino (si fa per dire) preparato a Dubai con carne di Timbuktu. E quindi meglio l’enorme nave, che vomita proprio direttamente in piazza migliaia di ‘turisti’ in un solo colpo, che comprano caffè e panini e vasi e vasetti di Murano fatti in Cina, e ripartono.

Questa è la logica che governa e, fino ad oggi, ha governato la cosa. Ma che sia uno scempio, che sia un insulto alla città, che sia (è secondo me la cosa più importante, ma appunto proprio per questo la meno citata) una offesa alla cultura alla bellezza, all’equilibrio, appunto, è ovvio. E allora che si fa? niente, perché c’è il cavillo, naturalmente risalente all’era Renzi e forse anche prima, ma poi lasciato lì da Franceschini e da non so chi altri. Insomma, c’è il cavillo, e quindi, grazie al cavillo, le navi tra pochi giorni torneranno a distruggere la laguna … che poi lo facciano anche altre navi è solo un’aggravante. In quella meraviglia già le gondole sono troppe.
Ma c’è il cavillo e dunque si deve superarlo e ci vuole un gran lavoro, perché si deva collegare il tutto con l’approdo alternativo e con il modo di portare le orde in Piazza S. Marco senza che facciano nemmeno un passo, ecc., e naturalmente ci sono i commercianti che ci si ingrassano da sempre e che vuoi fare, dopo la pandemia, non vuoi mollare ogni freno? Eppure, basterebbe un Governo che sia un Governo, certo anche un Parlamento, ma non esageriamo, che dica semplicemente e brutalmente: ora basta, non ce ne importa niente dei cavilli, fatemi causa … Non lo faranno.

Ma poi, uno legge anche altro, legge e vede le facce, le solite facce di gente stracarica di soldi, barbuta, arrogante, volgare, sciatta ma col vestito da diecimila euro, vede gente che fa un Lega calcio tutta nuova, una lega delle grandi squadre: una lega dei ricchi, la Super Lega. Insomma, lo sapete tutti, io meno di altri, perchè di calcio non capisco nulla e una partita di calcio (specie di queste con quelle prime donne da ridere in campo) non la guardo manco se mi ci portano di forza e poi sono di una noia mortale.
E va bene, direte, parla per te. Giusto. Ma, premesso che quella roba che si vede sta al calcio come una grande nave da crociera sta a Piazza S. Marco, è una questione solo ed esclusivamente di soldi. Queste squadre straricche, vogliono diventare ancora più ricche e magari fare dei campionati tutti per sé, tutti a pagamento, con diritti televisivi stellari, ecc.
Se devo dire una cosa, forse sgradevole ma vera: questi personaggi dalle facce scialbe e non proprio illuminate dalla luce dell’intelletto, hanno solo fatto in modo ufficiale ciò che fanno in pratica, anzi, hanno già fatto: il calcio, lo ‘sport del calcio’, è solo un affare di soldi, di molti soldi e di molti investimenti. Tutto il resto sono chiacchiere, a cominciare dai singhiozzi non credibili di allenatori e qualche (pochi, molto pochi) giocatore sullo sport tradito, sull’affezione per la squadra, ecc.
A questi buzzurri barbuti e non, pieni di soldi, va riconosciuto il merito di avere detto la semplice verità: il tifo, le tradizioni, la squadra, i colori, eccetera eccetera, sono balle: il calcio è un affare, come il wrestling, il circo e quant’altro. Il resto è ciò che lo nutre di … soldi.
Quei quattro riccastri, hanno solo colto l’occasione: con la scusa del COVID, hanno cercato di fare il colpaccio, solo per trasformare poi il tutto in quello che è: un grande affare, tanto più grande per quei pochi che avendo tanti soldi possono prendersi i funamboli migliori e pagarli a peso d’oro, consumarli in un paio di anni e poi sostituirli con altri. Dov’è la differenza con la ‘comune’ impresa per fare soldi?
La poesia del calcio, o anche, addirittura, la fine del ‘sogno democratico’ (c’è chi lo ha scritto!) del calcio … a paragonare quattro tizi in mutande a dare calci ad una palla al gioco della democrazia ci vuole una fantasia al limite della pornografia. Insomma, calcio, uguale legittimo guadagno, legittima impresa. Vero. E quindi merito a quei quattro brutti ceffi: per una volta nella loro inutile vita, hanno detto la verità. E non mi facciano ridere i santoni del calcio vero, che temono solo di perdere le prebende che hanno ora come ora.

Ma poi: la sconfitta, la sgonfiatura. Ma davvero ci credete?
Ma cosa credete che gente simile abbia ‘amore per il calcio’ o per la ‘democrazia rappresentata dal calcio’? ma ci vogliamo prendere in giro? Ma le avete viste quelle facce, quelle barbe, le avete sentite quelle parole … vi pare gente che rinuncia a quattro o cinque miliardi così, con uno schiocco di dita’
Sveglia, signori, sveglia.
Questo è solo il primo tempo, di una partita cominciata vari anni fa, costruendosquadredi saltimbanchi super-pagati da mostrare a milioni di persone. Altro che uno stadio. Ormai quella gente dello stadio se ne frega, quelli che ci vanno sono una minoranza e contano ormai sempre di meno, anche se poi li si manda in piazza a fare chiasso. Oggi c’è gente che spende quasi 150 euro all’anno solo per Dazn (e magri si lamenta per il canone RAI) e i soldi, quelli veri, stanno lì.
Ripeto, questo è solo il primo tempo, si trattava di porre il problema sul tappeto e l’operazione è riuscita, sì, è riuscita. Ora si tratta di costruire in silenzio la partita vera, se già non è iniziata. La reazione isterica della Federazione internazionale, o quello che è, è solo la risposta per trattare. Su cosa e sul come, non saprei, ma è evidente che ci si avvia a fare ciò che è ovvio, visti i soldi che circolano. Come per il pugilato o la pallacanestro e le sue federazioni. Gli ingenui si prendono a pugni per quattro soldi, e i furbi li guardano da lontano e quando migliorano e sono abbastanza affamati li ‘inventano’, li usano per qualche anno e poi via, i nuovi.
Dategli un po’ di tempo, nemmeno molto, e vedrete la signora Evelina Christillin, oggi sconvolta, assumerne la Presidenza, dandosi di gomito con Berlusconi e Renzi … gli unici in Italia a dire che ‘sì, forse, perché no’.
Un cavillo e un furbastro sono come un democristiano: si trovano sempre, per lo più nel PD.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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