mercoledì, Giugno 16

Riccardo Nencini riscopre Giacomo Matteotti Nel suo romanzo ‘Solo’, il senatore e segretario del Partito socialista coraggiosamente, sceglie di raccontare quanto ha scoperto negli archivi di Stato per restituire finalmente la completezza del quadro storico

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Sulla vicenda del rapimento e dell’uccisione del deputato Giacomo Matteotti ci sono sempre state due scuole di pensiero.

Gli storici pensano che l’omicidio sia stato ordinato direttamente dal Duce mentre un’altra corrente, più saggistica e quindi meno rigorosa, ritiene che il delitto abbia come mandanti due collaboratori e cioè Marinelli e Cesare Rossi.

Questa parte è supportata da uno storico prestigioso, De Felice e ultimamente da Antonio Scurati, vincitore del premio Strega con ‘M. il figlio del secolo’.

Ora è uscito da poco il libro ‘Solo (Mondadori) del senatore e segretario del Partito socialista, Riccardo Nencini. Si tratta di un ‘romanzo’ basato però strettamente sui fatti storici e quindi di fatto un saggio romanzato.

Il politico giunge alla conclusione che il mandante dell’omicidio Matteotti avvenuto nel 1924 sia in realtà proprio Benito Mussolini e il motivo sia da ricercarsi non solo nei problemi che il socialista dava al regime dal punto di vista ideologico, nello specifico la denuncia alla camera di brogli elettorali, ma anche e soprattutto dal fatto che avesse scoperto una corruzione petrolifera che aveva favorito il fratello del Duce, Arnaldo, allora direttore de ‘Il Popolo d’Italia’.

L’opera –nuovi documenti alla mano- fa luce anche su un altro fatto che per molti anni è stato solo sussurrato e cioè che in un altro rapimento che Matteotti subì nel 1921 sia stato stuprato da una squadra fascista con una candela.

Un particolare raccapricciante che riapre anche un discorso di metodologia storica e cioè se rivelare apertamente il fatto oppure non divulgarlo per ‘preservare’ la figura ideologica. Nencini, coraggiosamente, essendo un erede diretto della tradizione socialista, sceglie di raccontare quanto ha scoperto negli archivi di Stato per restituire finalmente la completezza del quadro storico.

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