sabato, Ottobre 23

Resurrezione true

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 Iqbal-Masih

Guardate, io posso pure crederci che le persone che stanno proprio in cima al mondo, quelli che decidono davvero come va tutto quanto, siano persone miti e umane, siano colti e non-violenti, perfino disinteressati al proprio tornaconto che si trovano là per nascita e intelligenza e forza morale, e cercano di portare avanti il genere umano e tutto il pianeta meglio che possono. Può pure essere.

Solo che per farlo, loro – il segmento più alto della piramide, i cui nomi e le cui facce noialtri gente comune nemmeno immaginiamo -, usano una seconda specie di persone: gli uomini e le donne del potere visibile
E questi qua, interessati al proprio tornaconto e oltremodo ambiziosi certo che lo sono! Stanno lì appunto per ambizione e spregiudicatezza, oltre che per intelligenza e anche un po’ per nascita. Ma soprattutto perché la gente – noialtri – li conosca e riconosca, e li ami o li tema. O entrambe le cose.
E guardate, io posso pure credere che questi qui – il secondo segmento a scendere, della piramide del potere – siano tutt’altro che sadici, che non farebbero male a una mosca, e che se vedessero ogni giorno le conseguenze concrete, sulla pelle della gente, delle proprie decisioni economiche, finanziarie, politiche, magari gli verrebbe uno sturbo. E infatti non glieli fanno vedere, tutti gli effetti di quello che dispongono governando, sfruttando, accumulando (sulla scorta, sempre beninteso, dell’orizzonte di massima dei decisori supremi: quelli del vertice invisibile della piramide): è qualcun altro che provvede a renderle concrete, a inciderle diciamo sulla pelle della gente e del pianeta, le loro deliberazioni. Sono gli uomini del terzo e ultimo segmento del potere

E questa è genìa tosta. Sono quelli ambiziosi, ma pure perfidi. Io direi dissoluti, degenerati – e credo che così li giudichino anche lassù gli ‘efori’ della cima piramidale. Sono quelli cooptati nei ranghi a partire da qualunque nascita, anche la più triviale, purché siano abbastanza abili ed energici e del tutto a-morali, in-colti. Ce n’è tanti, purtroppo, e di categorie e mansioni diversissime, tante quante sono le articolazioni del controllo concreto del potere sulla gente. Sono quelli che strozzano la vita degli uomini e ne vedono tutte le conseguenze, quotidianamente, senza scomporsi – anzi gli piace. Quelli che ingannano se c’è da ingannare, che desertificano se c’è da desertificare, che intrallazzano, che insozzano, che diseducano, che menano se c’è da menare – in tutti i sensi.
Quelli che si auto-ingannano in ogni pensiero
L’umanità – come sentimento – li ha abbandonati, e quindi loro non considerano degna di alcun rispetto l’Umanità né il pianeta che la nutre e la sopporta.
Questi fanno brutto a vederli, a saperli. Anche quando tatticamente mettono da parte la violenza. Terribili – anche perché sono quelli che più somigliano a chiunque di noi. Dal mio punto di vista, sono malati profondamente. Vittime, se vogliamo. Ma intanto sono i nostri aguzzini – e quindi la resistenza, almeno, ci sarà concessa! E magari una controffensiva ogni tanto. 

Ecco come la vedo. Schematizzando parecchio, certo – e scusatemi.

Ma perché – per concludere, quasi – quelli su in cima, quelli così miti e umani, colti e non-violenti, disinteressati al proprio tornaconto, straordinari per nascita e intelligenza e forza morale, che per senso del dovere cercano di portare avanti il genere umano e tutto il pianeta meglio che possono, perché diavolo hanno dato – e sempre riconfermano – il potere visibile agli ambiziosi, i quali lo esercitano storicamente con la guerra di classe verso il basso, avvalendosi peraltro di bruti o poco più per far sentire il pugno di ferro in bocca alla gente come noi? 
Perché?

Io credo: perché i sommi decisori, della gente, hanno paura. Hanno paura che senza questa piramide, senza questi metodi – anche i pessimi tra i metodi -, noi, il popolo, la stragrande maggioranza, il 99.9% del genere umano, i sommersi diciamo, possiamo fare anche peggio di così: che possiamo fare peggio a noi stessi, alla Terra, alla storia!
Hanno paura, e nessuna stima. Nessuna fiducia, nessuna visione progressiva, nessuna fede nell’uomo. Nessuna fede.
Poveri – li compatisco: tutto il potere in mano, e tutta questa insanabile, paralizzante disperazione!
Li compatiscoma non potrei essere più di così in disaccordo con loro, sia in via teoretica sia perché la loro anti-fede diventa ogni giorno il potere reale che schiaccia proprio me in quanto uomo e cittadino del mondo, me e chi e ciò che amo. E quindi – di nuovo – ho ben diritto alla resistenza e, perché no, a una controffensiva ogni tanto!
Tale resistenza si chiama democrazia, la controffensiva si chiama socialismo.

Ecco due parole spiegate – spero.

Però – fratelli umani, sorelle umane – la cosa in assoluto più importante è che noi, coi nostri comportamenti e coi nostri pensieri, smentiamo l’assunto terrorizzato (e di conseguenza terroristico) del vertice del potere, ossia che l’uomo sia in sé pessimo e incapace di far altro che male a sé, e a tutto: noi non dobbiamo essere l’auto-avveramento della loro triste profezia.

Dobbiamo invece essere – noi, i popoli, il 99.9% di tutte e tutti – la donna migliore e l’uomo migliore che vorremmo incrociare, la donna migliore e l’uomo migliore che vorremmo avere affianco, che vorremmo poter dire di aver conosciuto, che speriamo incontrino i nostri figli nel corso della vita. E tutto questo è cultura, sennò la cultura è niente – peggio: un’arma.
Ecco un’altra parola spiegata.

Tiro le somme: dobbiamo essere senza paura, senza ambizione, con tanta volontà, con tanto amore – solo umani.

Si può fare!

Buona resurrezione, laica. Di civiltà.

(Grazie, cucciolo d’uomo. Grazie Iqbal)

 

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