mercoledì, Maggio 12

Restyling canoviano al Correr

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Il progetto ‘Sublime Canova’ è dedicato alle opere presenti nel Museo Correr di Venezia di Antonio Canova, il maggiore artista europeo del periodo neoclassico, universalmente ammirato e onorato dai contemporanei per i valori estetici, poetici e sentimentali.

Venezia fu la sua città di formazione, nella quale egli trovò sia gli spunti basilari per la sua arte nuova, sia i primi committenti e promotori della sua fortunata carriera. Il museo custodisce un cospicuo numero di opere dell’artista, frutto delle diverse fasi creative e di varie tecniche espressive e di lavoro. La collezione è costituita da marmi autografi come quelli di ‘Orfeo e Euridice’ e di ‘Dedalo e Icaro’, gessi come l’‘Amorino alato’, la ‘Venere Italica’, l’‘Autoritratto’, le due erme di ‘Saffo’ e della ‘Vestale Tuccia’, bozzetti come quelli in terracotta e terracruda di ‘Ettore’, della ‘Maddalena penitente’, di ‘Paride’ e di ‘Amore e Psiche’, dipinti ad olio e monocromi a tempera, disegni di studio e finiti. Vi è anche la serie completa di lastre a bassorilievo, come quelle celebri con ‘La danza dei figli di Alcinoo’ e ‘La morte di Priapo’. La raccolta contiene anche strumenti di lavoro, onorificenze, oggetti personali e documenti iconografici del grande maestro. Tutto questo è fondamentale per la conoscenza, lo studio dell’intera opera dell’artista e la testimonianza del rapporto tra Canova e Venezia, specie nel periodo giovanile del maestro.

Gli obiettivi del progetto nel museo sono il restauro, il recupero, la valorizzazione e il rilancio della sezione dedicata ad Antonio Canova, che si vuole riproporre in maniera organica per permettere al visitatore una visione unitaria ed emozionale dell’intera collezione. Le opere esposte, benché consistenti, non rappresentano la raccolta integrale dell’artista e alcune assenze sono significative e di ostacolo per la comprensione dell’intera opera canoviana. Quanto viene esposto ora, inoltre, non è fruibile in maniera unitaria e organica perché disperso nei vari ambienti neoclassici, la sontuosità dei quali tende a mettere in ombra le stesse opere, non facendone cogliere il significato nel loro insieme.

Si vuole con tale progetto ripristinare il carattere unitario della raccolta canoviana attraverso la ‘venezianità’ e valorizzarne il rapporto con le sale che la ospitano, offrendo al pubblico e agli studiosi un quadro unitario che permetta la conoscenza completa sia dell’opera che dell’artista stesso.

Tale produzione verrà esposta in quattro nuove sale, secondo un ordinamento cronologico che illustri il processo creativo ed esecutivo di Canova: dall’idea all’opera finita, passando per le fasi fondamentali del disegno, del bozzetto, del modellino e del modello in scala reale.

Nel Salone da Ballo del museo saranno collocate le sculture che richiedono una maggiore spazialità circolare, ‘Apollo e Dafne’, ‘Dedalo e Icaro’ e ‘Perseo’, mentre le opere restanti saranno poste tra la Galleria Napoleonica e le due sale attigue. In una di queste sarà montato il ‘Mobile Canova’, fatto realizzare da Domenico Zoppetti, mercante veneziano appassionato collezionista canoviano, in forma di scenografico ‘altare-reliquario’ laico, ricco di cimeli dell’artista, testimonianza del culto riservato dai contemporanei veneziani al genio dell’artista, nato a Possagno.

Oltre al riallestimento della collezione, una fase importante del progetto sarà il restauro e la revisione conservativa delle opere che godono per la maggior parte di un discreto stato di conservazione, ma che hanno bisogno di necessari interventi di revisione e/o operazioni di pulitura delle superfici scultoree. Due sculture in cera, un bozzetto di terracotta, due dipinti, alcuni disegni e stampe necessitano invece di restauro conservativo, così come il ‘Mobile Canova’ che va montato e integrato nelle parti mancanti. Le sale che accoglieranno la rinnovata sezione canoviana, caratterizzate da apparati decorativi neoclassici, avranno bisogno di interventi conservativi nel soffitto a volta affrescato, nelle decorazioni parietali, nelle porte e nel marmorino alle pareti.

Il progetto ‘Sublime Canova’ si farà carico di finanziare i nuovi apparati espositivi che, per migliorare la fruizione da parte del pubblico in piena sicurezza, consisteranno anche in teche climatizzate. È un progetto complesso, nel quale la Venice International Foundation, con la partecipazione di Montblanc Cultural Foundation e della partner statunitense Friend of Venice Italy, fornirà la cifra di 260 mila euro a Walter Hartsarich, Presidente della Fondazione Musei Civici Veneziani, grazie alla formula del micromecenatismo, ossia delle microdonazioni da parte di privati e aziende.

Il progetto sarà illustrato sabato sera in una cena annuale dei soci a Ca’ Rezzonico. La Venice International Foundation non è nuova a questo tipo di iniziative, è già riuscita a salvare la cupola della Creazione della Basilica di San Marco, la Porta del Tiepolo di Ca’ Rezzonico e i tesori di Palazzo Fortuny.

‘Sublime Canova’ è il primo passo del progetto ‘Grande Correr’, con un investimento totale di 2 milioni di euro, che porterà alla ristrutturazione integrale del museo, coinvolgendo l’ambito architettonico, museologico-espositivo e dei servizi al pubblico.

Abbiamo intervistato Franca Coin, presidente della Venice International Foundation che sta finanziando il progetto.

In che cosa consiste il progetto ‘Sublime Canova’ al Museo Correr?

La Fondazione dei Musei Civici veneziani ci ha proposto il progetto di rinnovamento di tutto il Museo Correr che è in Piazza San Marco a Venezia di fronte alla Basilica e quindi in un posto unico al mondo. Il Correr è considerato il museo della storia veneziana, e quindi questo è un progetto complesso che avrà una durata di vari anni. Noi, come Venice International Foundation, ci siamo presi l’incarico di cominciare dalla revisione del percorso canoviano. Il progetto è stato intitolato ‘Sublime Canova’ perché da parte della Fondazione Artistica dei Musei Civici ci è stata presentata questa revisione dei lavori di Canova ivi conservati per rifare un percorso più comprensibile per quel genio artistico. Noi abbiamo lanciato questo progetto (che sarà presentato sabato sera) in sostegno ai Musei Civici veneziani, con cui lavoriamo da quasi vent’anni, ormai quasi come parte integrante di essi, ma con una nostra indipendenza, e lo abbiamo finanziato con 260 mila euro che saranno dati alla Presidenza della Fondazione dei musei stessi. Dopo si cominceranno i lavori che termineranno in occasione dell’Expo, diciamo verso maggio 2015. Il progetto ‘Sublime Canova’ consiste nella pulizia e restauro delle statue, nella revisione del percorso, nelle luci, ecc. È un lavoro complesso, ma molto interessante, visto che ci sarà una nuova lettura di quello che è stato Canova a Venezia. Il mio sogno è anche quello di collegare in un percorso turistico- culturale Venezia e Possagno, che è il luogo dove è nato Canova e dove c’è un museo straordinario su questo artista, oltre che un territorio interessante con le ville palladiane, buon cibo e musica. Per questo progetto abbiamo lanciato un micromecenatismo tra le aziende e i privati, di cui si occupa da anni la Fondazione, e ora dobbiamo raccogliere questo denaro. Un altro mio sogno sarebbe di collegare e di operare insieme agli altri comitati che lavorano su Venezia, come ad esempio Save Venice, per portare avanti insieme questa revisione del sistema Correr.

Il progetto prevede la formula delle microdonazioni da parte di privati e aziende. Ce ne parla meglio?

Io l’ho sempre chiamato micromecenatismo, adesso lo chiamano crowdfunding. Quando uso questo termine per me vuol dire il coinvolgimento attraverso donazioni. Noi non ci occupiamo di sponsorizzazioni, ma di donazioni: il che vuol dire cercare le singole persone appassionate di mecenatismo, non i ricchi ma persone consapevoli che i beni artistici ci appartengono e che li dobbiamo preservare, tema che è stato al centro della mia politica di comunicazione. I fondi istituzionali non ci sono e siamo noi privati a doverci occupare di queste realtà; c’è chi lo fa come aziende no profit o servizio civile, come noi, creando posti di lavoro e grande successo. Le donazioni possono essere minime o anche alte, ma in genere sono di media entità. L’organizzazione è formata da un gruppo di amici che stanno bene insieme e che si sono resi conto che si può procedere affiancati su queste tematiche. Siamo anche on-line, ma io non sono riuscita a mettere tutto disponibile in via telematica perché è troppo costoso. Siamo attentissimi al centesimo: ogni centesimo che entra è uno che esce per un progetto preciso. Abbiamo raccolto e fatto tanto in questi anni: dal soffitto di Palazzo Ducale, alla cupola della Creazione di San Marco, a Porta Tiepolo a Ca’Rezzonico, al Fortuny. Adesso un museo alla volta ci dedichiamo con amore e tanta passione al raggiungimento del nostro scopo, attraverso donazioni di mecenati piccoli e grandi che non chiedono nulla in cambio per le cifre che donano e questo a me ed ai miei soci ha dato tanta soddisfazione.

Anche la Montblanc Cultural Foudation prenderà parte al progetto. In che modo farà parte di questo progetto?

La Montblanc, che io ammiro perché fa delle iniziative molto interessanti in campo artistico, ed io stessa presi il Premio Montblanc tanti anni fa che è poi servito ad effettuare un restauro a Ca’ Rezzonico, è stata la prima società a mettersi in contatto con noi. È stata l’apripista per altre aziende che possono partecipare a questo progetto di raccolta fondi.

Come mai avete scelto proprio Canova tra i tanti artisti presenti nel museo?

Abbiamo cominciato a parlare di questo progetto e a dedicarci ad esso due anni fa. Io ho aperto a New York una società di raccolta fondi perché in America si è detassati per le donazioni no profit, mentre in Italia non era così fino a poco fa. Quando presentai negli USA il progetto Canova, mi chiesero che artista fosse: non lo conoscevano, anche se Canova fece una statua al presidente George Washington e la mandò negli Stati Uniti, dove all’epoca era conosciuto. Da un anno e mezzo a questa parte, da quando cioè si è cominciato a spiegare chi fosse, che tipo di importanza avesse avuto in Europa con vari articoli e dopo aver fatto anche una mostra al Metropolitan Museum, tutti sono ansiosi di vedere il rinnovamento del Museo Correr attraverso il percorso canoviano. Canova è stato uno scultore notevole e adesso è, per usare una parola inappropriata, ‘tornato di moda’. Ben venga dunque anche questo mezzo, per arrivare ad una conoscenza più approfondita dell’artista.

‘Sublime Canova’ rappresenta la prima tappa del progetto ‘Grande Correr’ che porterà alla ristrutturazione completa del museo. Come è stato collaborare con questo museo per la vostra fondazione?

Nel 1966 Venezia fu il primo caso di collaborazione fra pubblico e privato per la grande alluvione che allagò sia Firenze che Venezia. La prima città non riuscì a creare dei comitati internazionali che portarono alla salvaguardia dei beni, come fece invece Venezia. Tramite sir Ashley Clarke si creò una specie di ONU, grazie al quale tutti i paesi più importanti al mondo parteciparono alla salvaguardia di Venezia. Noi, come Venice International Foundation, siamo nati più tardi, nel 1996, e siamo entrati in questi comitati internazionali mantenendo la nostra identità privata pur collaborando con il pubblico, e facciamo anche parte dell’UNESCO. Io sono un’appassionata di arte e ho dato tutta la mia conoscenza all’istituzione pubblica a Venezia, che ha sempre avuto una grande attenzione al privato.

Quali sono i progetti futuri del Venice International Foundation?

Per i prossimi cinque anni ci occuperemo del Museo Correr, senza dimenticare gli altri grandi musei veneziani: infatti finanziamo anche la mostra delle porcellane che ci sarà a Ca’ Rezzonico dal 13 giugno e collaboriamo con il Fortuny. Il nostro progetto principale comunque è concentrarci su Piazza San Marco, ovvero il Museo Correr.

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