giovedì, Maggio 6

Resi pubblici gli atti sulla P2 40

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P2 gelli

Da poche ore  sono consultabili online gli atti relativi all’attività della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2, la cui presentazione  si è tenuta all’Archivio di Stato di Firenze in occasione del Convegno dal  titolo “Carte a rischio: sulle tracce  di una memoria sommersa. Le fonti documentarie toscane sul terrorismo e la criminalità organizzata”.

All’iniziativa hanno  preso parte il Ministro dei beni culturali Dario Franceschini, il Presidente della Regione Toscana Enrico RossiBenedetta Tobagi, giornalista e scrittrice aderente alla Rete degli archivi Per non dimenticare. Ed è proprio la rete che ha realizzato la digitalizzazione degli Archivi in collaborazione con la Direzione generale degli archivi stessi. “Abbiamo messo a disposizione del pubblico il più ampio possibile, a costo zero, la fotografia della fonte principale, per evitare le banalizzazioni sulla loggia P2″,   ha detto la giornalista, figlia di Walter Tobagi, che perse la vita in un attentato terroristico. “Questi strumenti non sostituiscono l’archivio e il lavoro dell’archivista, ma vogliono offrire strumenti nuovi, digitalizzati e consultabili liberamente tramite motore di ricerca, sulla base della correttezza  scientifica data dal lavoro degli archivisti, per consentire di accedere più facilmente a questa documentazione”. Per Dario Franceschini, “la declassificazione annunciata dal Premier Renzi è un segnale doveroso di trasparenza, per la ricerca della verità, che doveva essere fatto anche prima e che dovrà essere completato”.

“Un’importante operazione – aggiunge la Direttrice dell’Archivio di Stato, Carla Zarrilliaccolta con favore e interesse fin dal suo lancio in rete.  Numerosissimi sono stati fin  dal primo momento gli accessi. Si tratta di 120 volumi, disponibili e consultabili on line  sul portale www.fontitaliarepubblicana.it),  quindi migliaia di pagine, scannerizzate e digitalizzate che contengono tutte le carte relative alla P2 prodotte  dalla Commissione parlamentare d’inchiesta”. Dunque, a breve tempo dalla decisione di Matteo Renzi di  declassificare  tali atti e  consentirne la consultazione, anche on line,  questi sono stati  trasferiti all’Archivio di Stato e presentati al  convegno sulle “tracce della memoria sommersa”,  al quale hanno partecipato  studiosi e cittadini impegnati nell’approfondimento della conoscenza sugli atti di terrorismo e sulle stragi che hanno insanguinato anche la Toscana e  sulle difficoltà che si incontrano: tra queste, quelle della carenza di personale. E a tal riguardo Franceschini  ha preannunciato, nell’ambito del decreto millegiovani, l’assunzione di 50 tirocinanti da destinare alla digitalizzazione degli archivi. C’è inoltre un problema di spazi , che potrebbe essere risolto, risparmiando 22 milioni di euro l’anno, con il recupero delle caserme dismesse.

Tornando all’ “operazione trasparenza”  Benedetta Tobagi  ha  aggiunto: “l’unico vero antidoto alla banalizzazione è che aumenti il numero delle teste pensanti che non si limitano ad andare a cercare la curiosità, a pescare un documento svincolato dal contesto, un nome, una battuta, uno spettro”. Insomma, un forte richiamo da parte di Benedetta  all’uso del  metodo  scientifico,  di un approccio serio e corretto a queste importantissime “carte”, per meglio conoscere e approfondire una realtà avvolta spesso da zone d’ombra o banalizzata e strumentalizzata a fini di  lotta politica. Certo, nulla  potrà evitare questo rischio – ha proseguito – ma qui si fa qualcosa che può aiutare  a capire meglio certi fenomeni che hanno attraversato  sinistramente la vita del nostro paese in un determinato periodo e che hanno proiettato le loro ombre anche in tempi successivi. E una di queste “teste pensanti” è senza dubbio il prof. Cosimo Ceccuti, noto storico, già stretto collaboratore di Giovanni Spadolini ed attuale direttore della Fondazione Spadolini Nuova Antologia: “E’ un’apertura benedetta quella di mettere a disposizione archivi e documenti finora secretati o consultabili soltanto presso le Camere. In linea di principio è un fatto importante, poiché la consultazione delle carte è una fonte fondamentale per la ricerca storica, così ci hanno insegnato i nostri Maestri da De Felice a Spadolini. Nello specifico si tratterà di  verificare il valore di questi documenti, quali elementi di novità vi siano contenuti,  quali segreti siano stati tolti e se sono pervenuti  integri al Parlamento e, quindi, all’Archivio di Stato e ora on line.  Comunque, ripeto, in linea di principio è un  fatto importante, sopratutto come mentalità”-

Sarà interessante appunto verificare  il loro valore. Ma il fatto stesso che siano tutti consultabili, può offrire al ricercatore, allo studioso, una visione ampia, a tutto campo, delle indagini e delle risultanze cui le varie inchieste sono pervenute, quali sentieri tortuosi e oscuri  siano stati percorsi e quale quadro emerge del nostro Paese di quegli anni dannati, che hanno lasciato un segno anche nella  nostra recente storia nazionale.    

Dagli anni 70 in poi, la Toscana è stata colpita dalle stragi terroristiche. La lista va  dagli attentati ai treni  ( Italicus, 12 vittime e  Vernio),  fino all’ultimo attentato  mafioso agli Uffizi ( 5 vittime tra cui una bambina), passando per vari atti criminosi  attribuibili al terrorismo nero ( 2 agenti uccisi da Mario Tuti) , e a quelli di stampo brigatista (omicidio dell’ex Sindaco Lando Conti, assassinio dell’agente  Dionigi) . E’  stato un susseguirsi di fatti delittuosi che hanno segnato col sangue gli Anni dello stragismo e del terrore,  da Brescia a Bologna. Interessante sarà poter consultare, con estrema velocità e facilità, gli atti della Commissione d’inchiesta sulla la Loggia segreta della P2 di Licio Gelli,  un fenomeno degenerativo della massoneria e delle istituzioni,  nato in Toscana e da qui  diffusosi a livello nazionale. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Benedetta  Tobagi ha detto che:  “La prima cosa che hanno fatto i piduisti, Gelli in testa, è stata quella di lavorare a tappeto a livello comunicativo per sminuire la rilevanza del fenomeno P2″.

L’auspicio è che l’esame delle carte consenta di cogliere in tutta la sua portata e gravità l’ attività  eversiva di quella loggia segreta che sconvolse le istituzioni e la stessa  storia centenaria della Massoneria  la quale,   proprio a Firenze, aveva visto  la nascita  della prima loggia in Italia tra il 1731 e 32,  ben accolta dalla stessa corte lorenese. Dal secolo dei lumi al  Novecento la sua storia ha avuto varie evoluzioni e vari protagonisti della storia Risorgimentale e unitaria : uno fra i tanti, Giuseppe Garibaldi. Ma gli ideali  di filantropismo, mutuo soccorso, solidarismo furono completamente stravolti  e travolti dal carattere eversivo della P2, con le sue  connessioni con la politica,i servizi deviati, la finanza, l’editoria  e i poteri occulti, nel corso degli Anni Settanta  segnati anche da  stragi.  Tant’è che con legge del Parlamento tale loggia fu disciolta. Gli atti della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla P 2  presieduta dall’on.Tina Anselmi, oggi disponibili on line, contengono vari filoni che riguardano alcuni nodi aggrovigliati della vicenda politica italiana con il loro intreccio di poteri occulti, terrorismo, servizi segreti, criminalità organizzata. La mozione conclusiva sulle risultanze di quella Commissione, approvata nella seduta del 6 marzo 1986,faceva riferimento all’acquisizione  di una vasta e ricca documentazione, dalla quale  si hanno “gravi e concordanti conferme in ordine alla pericolosità per l’ordinamento repubblicano delle attività poste in essere dalla loggia massonica P2 in delicati settori della vita nazionale quali quello della pubblica amministrazione civile e militare, segnatamente con riferimento ai servizi di informazione e sicurezza, nonché quello dell’editoria e dell’informazione e quello finanziario e bancario”. Quel documento denunciava “la possibilità del persistere di rischi di ulteriori turbative dell’ordinario sviluppo della vita democratica del Paese da parte di centri di interesse e di pressione non soltanto nazionali, coperti da forme di segretezza che ne impediscono la riconoscibilità da parte dell’opinione pubblica e delle istituzioni competenti. Quindi, impegnava il Governo a porre in essere le intese internazionali necessarie per la cattura e l’estradizione di Licio Gelli e degli altri ricercati”.

Dalla lettura di quegli atti  e dalle inchieste parlamentari e della magistratura, si evince come la P2 apparve  agli inquirenti non come un’associazione, pur segreta, impegnata nel semplice sostegno, più o meno legale, alle ambizioni dei singoli iscritti, ma come una struttura in grado di elaborare strategie ben precise, il cui fine era la realizzazione di un nuovo ordinamento istituzionale, caratterizzato dal superamento della nostra Costituzione. Il cosiddetto “piano di rinascita democratica” si poneva obbiettivi programmatici che soltanto un’organizzazione consapevole della propria influenza e ramificazione nei centri del potere poteva elaborare. Gelli, insomma, non era un millantatore in preda a manie di grandezza. “La logica del controllo – scriveva uno dei membri di quella Commissione, l’on. Elio Gabbuggiani –  era la vera chiave interpretativa della storia della Loggia, cioè la capacità di usare strumentalmente forze politiche, sociali, istituzionali come pedine cui delegare le azioni atte al raggiungimento degli scopi  della P2″. Il fatto che gli inquirenti avessero messo in luce il reticolo di vaste attività illegali della Loggia deviata  ( rapporti con l’eversione terroristica, con la criminalità comune organizzata, ecc. fino al suo coinvolgimento nella strage della stazione di Bologna) , fa pensare su quante  complicità e connivenze abbia potuto contare.  La relazione conclusiva sottolineava di non essere in grado di fornire  “risposte certe”, circa i rapporti tra P2 e vicenda Moro, e tuttavia, l’on.Bellocchio,  nella seduta conclusiva disse “chi era dentro la P2 aveva un progetto politico oggettivamente coincidente con  l’assassinio di Aldo Moro”. Sospetti pesanti,che sono andati a sommarsi ad altri emersi nel corso degli anni da varie inchieste. La democrazia italiana ebbe un sussulto, una reazione, a difesa dei valori posti a base della nostra Repubblica. Anche la Massoneria decise di aprire le porte e gli archivi contro ogni retaggio di segretezza. Ma molti misteri di allora sono ancora avvolti nell’ombra. E i pericoli  di degenerazioni autoritarie della nostra democrazia, pur nella diversità delle forme in cui si presentano e dei soggetti, appaiono sempre ricorrenti nella storia della   nostra storicamente giovane democrazia. 

 

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