martedì, Giugno 15

Repubblica Centrafricana: dove un vescovo dialoga con l’Islam Nzapalainga ha indetto una marcia della pace nei quartiere musulmani della capitale, lanciando un significativo messaggio all’intera popolazione

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Nella Repubblica Centrafricana dal dicembre 2013 vige il caos politico, la violenza, la pulizia etnica, e una finta guerra di religione. Una situazione da inferno dantesco che ha creato centinaia di morti (spesso non documentabili) e 538.400 rifugiati su di una popolazione stimata di 4,5 milioni di abitanti. Il conflitto si sviluppa con motivazioni di ‘scontro religioso’: musulmani contro cristiani, ma, in realtà, l’origine è puramente geopolitica.

Come è successo in Mali, la Francia, desiderosa di sbarazzarsi dello scomodo alleato Francois Bozize, Presidente del Paese fino al 2013, supporta una coalizione di milizie musulmane denominata Seleka che, giunte al potere, si rivelano incontrollabili. Per spodestarle, la Francia crea e arma una nuova milizia denominata Anti-Balaka che si professa di fede cristiana. Le interferenze coloniali francesi (ampiante dimostrate da Jean Bernard Piantel, ex Generale e luminare dell’intelligence francese), distruggono il fragile Paese africano che tutt’ora è in preda alla violenza.

Nuove ondate di scontri inter-religiosi tra Seleka e Anti Balaka si sono registrate la scorsa settimana presso la cittadina di Kaga Bandoro, nel centro del Paese. Il bilancio ufficiale sarebbe di nove morti e 17 feriti gravi. Lo scontro sarebbe stato originato da un attacco delle milizie mussulmane Seleka ad una radio locale, ‘Radio Kaga’. Le milizie cristiane Anti Balaka avrebbero successivamente attuato una pesante rappresaglia contro la popolazione musulmana della cittadina. Le milizie Seleka hanno lanciato una contro-offensiva per vendicare la morte dei musulmani e la cittadina per quattro giorno è stata teatro di duri scontri a fuoco e inaudite violenze. Non è la prima volta che Kaga Bandoro è teatro di scontri interreligiosi. Lo scorso settembre si registrarono violenze di grave entità che costrinsero il contingente dei Caschi Blu, MINUSCA, a promettere un rafforzamento delle sue unità militari nella cittadina. Rafforzamento mai avvenuto.

Dinanzi alla passività dei Caschi Blu, l’Arcivescovo di Bangui e Presidente della Conferenza Epicopale Centrafricana (CECA), Monsignor Dieudonné Nzapalainga, ha indetto una marcia della pace nei quartiere musulmani della capitale, lanciando un significativo messaggio all’intera popolazione centrafricana. «Nessuno può dividere il nostro popolo. Noi vogliamo la pace per assicurare un futuro al nostro Paese», ha dichiarato Monsignor Nzapalainga durante la breve conferenza stampa dopo la manifestazione, alla quale hanno partecipato sia cristiani che musulmani.

La marcia della pace è stata ideata per rispondere alla ripresa del conflitto interreligioso che ha toccato sia la cittadina di Kaga Bandoro che i quartieri musulmani della capitale Bangui. Con questa manifestazione Monsignor Nzapalainga ha voluto chiarire in modo inequivocabile che la Chiesa Cattolica non supporta le milizie cristiane, ma le condanna alla pari delle milizie musulmane Seleka. Monsignor Nzapalainga sta cercando di dare vita a una alleanza con gli Imam musulmani al fine di togliere a queste due milizie la ‘copertura’ religiosa, il pretesto di agire in nome di un Dio. Secondo informatori in loco, molti musulmani e Imam non considerano i Seleka come loro difensori nè combattenti di Allah.

Monsignor Nzapalainga sarebbe stato anche il promotore dell’incontro a Roma di 13 gruppi armati della Repubblica Centrafricana avvenuto lo scorso 19 giugno. Durante l’incontro è stato firmato un cessate il fuoco. Monsignor Nzapalainga avrebbe agito in concerto con il Santo Padre e la Comunità di Sant’Egidio. Purtroppo il cessate il fuoco è durato solo 24 ore. Il 20 giugno 2017 i combattimenti sono ripresi presso la cittadina di Bria, provocando oltre cento morti. Dinanzi a questo fallimento Monsignor Nzapalainga ha smentito di essere il promotore dell’incontro per ragioni sconosciute, ma ha triplicato gli sforzi per raggiungere una vera e propria alleanza con gli Imam musulmani per togliere credibilità alle milizie Seleka e Anti Balaka, e fermare gli scontri religiosi che sono del tutto artificiali, in quanto nascondono piuttosto interessi economici e geostrategici.

La Francia, dopo aver creato il caos, sta annunciando ufficialmente la fine dell’operazione militare Sangaris. Una notizia confermata dal Ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian.

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