lunedì, Agosto 8

Repubblica Centrafricana: caos elettorale

0
1 2


In realtà la MINUSCA come il Consiglio Nazionale di Transizione sono strumenti utilizzati da Parigi per il mantenimento degli interessi economici e geo strategici delle multinazionali francesi dopo la destabilizzazione del paese utilizzando prima la guerriglia islamica Seleka e successivamente le milizie cristiane Anti Balaka, rivelazioni fatte dal ex Generale francese Jean-Bernard Pinatel nel gennaio 2015.

Il fallimento delle elezioni legislative era scontato. Dopo due anni di un Governo di transizione caratterizzato da corruzione e totalmente asservito agli interessi francesi, la Francia ha imposto le elezioni senza che vi fossero i requisiti di base necessari. Obiettivo: dichiarare formalmente chiusa la fase di transizione dalla guerra civile alla pace e alla democrazia, al fine di rafforzare il ‘successo’ dell’intervento francese nel Paese africano.

Le elezioni sono state più volte rinviate nel 2015 anche per evitare che la visita di Papa Francesco coincidesse in un periodo pre o post elettorale dai contorni incerti.

Se le elezioni legislative hanno evidenziato l’impreparazione logistica, quelle presidenziali hanno evidenziato un voto anti francese. Anicet Georges Dologuele, ex Primo Ministro 1999 – 2001 ha ottenuto il 23,74% dei voti seguito da Faustin Archange Touadera, ex Primo Ministro 2008 – 2013. Entrambi i candidati provengono dal regime di Francois Bozize, spodestato nel 2013 con la forza dalla Francia tramite la guerra civile scatenata dai terroristi islamici Seleka. Dologuele ha ricevuto il sostegno dell’apparato del regime Bozize e di fatto sostituisce l’ex Presidente che non si è potuto presentare alle elezioni in quanto oggetto di un mandato di arresto internazionale emesso dal Governo Transitorio su ordini francesi.

Il secondo turno delle Presidenziali, dalla data incerta, potrebbe non avvenire. Il beniamino francese Touadera ha grosse possibilità di essere sconfitto. Un Governo Dologuele rappresenterebbe un grosso problema per Parigi in quanto riabiliterebbe il regime di Bozize. Al momento il Consiglio Nazionale di Transizione rimane in carica al Parlamento. Potrebbe rimanere in carica anche la contestata e corrotta Presidente Catherine Samba Panza posta al potere da Parigi senza elezioni popolari. Il Governo Panza potrebbe restare in carica senza voto popolare per evitare l’ascesa di Dologuele. Se la situazione sociale interna al Paese obbligherà alle elezioni del secondo turno presidenziale e, in caso di vittoria dell’uomo di Bozize il Consiglio Nazionale di Transizione, controllato dalla Francia, potrebbe essere usato per contrastare il nuovo Presidente creando una impasse politica inserita nella ripresa delle violenze etniche religiose che rischiano di coinvolgere nuovamente la capitale Bangui.

La Repubblica Centrafricana è il quarto Paese distrutto dalle logiche geo strategiche della France Afrique dopo il Mali, la Libia e il Burundi. La Francia sta entrando in una turbolente fase dove prioritario è conservare il dominio nelle sue colonie africane. Ossessionata dal riprendere il potere in Rwanda, Parigi sta sostenendo il gruppo terrorista ruandese FDLR in Burundi come anticamera per la conquista del potere a Kigali, consapevole che questi terroristi stanno attuando un genocidio nel Burundi e pianificando uno successivo qualora riuscissero ad entrare militarmente in Rwanda. Forti divergenze stanno sorgendo in altre colonie francesi quali Camerun, Ciad, Gabon. Per continuare il dominio la Francia non esita di utilizzare il terrorismo islamico armando il gruppo terroristico nigeriano Boko Haram contro Nigeria e Camerun e gruppi legati ad Al Qaeda Magreb Islamique autori dell’attentato di Ouagadougou, Burkina Faso attuato tre mesi dopo il fallito golpe in Burkina Faso orchestrato dalla Francia. Nella pazzesca e criminale strategia del terrore e del caos l’Eliseo starebbe ora tentando di installare cellule terroristiche ISIL-DAESH in Rwanda. Tentativo al momento stroncato con determinazione dalle forze di sicurezza ruandesi.

 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->