mercoledì, Dicembre 8

Repubblica Centrafricana: caos elettorale

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Kampala – Le elezioni legislative tenutesi il 30 dicembre scorso sono state annullate da una decisione dal Presidente della Corte Costituzionale Transitoria Zacharie Ndoumba. All’origine della decisione vi è la constatazione delle numerose irregolarità di voto che hanno compromesso l’esito delle urne. Le legislative sono state organizzate in tutte le circoscrizioni del Paese, ma il materiale elettorale e il 40% dei bollettini di voto non sono arrivati nei seggi dove l’elettorato ha potuto votare solo per le elezioni presidenziali.

I processi verbali non sono pervenuti al 100% alla Commissione Nazionale Elettorale e tra quelli pervenuti una significativa minoranza non erano stati compilati correttamente. Nonostante l’alta partecipazione al voto, l’esito caotico delle legislative è stato caratterizzato più da carenze logistiche, organizzative e dall’inesperienza del personale ai seggi che da vere e proprie frodi. Nuove elezioni dovrebbero essere organizzate entro 60 giorni ma forti sono i rischi che la data venga ulteriormente riportata o addirittura cancellata.

Al momento il Consiglio Nazionale della Transizione (CNT) rimane al controllo dell’Assemblea Nazionale, corrispondente al nostro parlamento. Anche il secondo turno delle presidenziali, previsto per il 31 gennaio sarà riportato di qualche settimana. Una situazione imbarazzante per la Francia che ha voluto le elezioni a tutti i costi senza pacificare e stabilizzare il Paese. Le violenze etniche religiose continuano e la spirale delle violenze registra pericolose escalation.

Dopo la propaganda della pace inter religiosa promossa dalla Chiesa Cattolica durante il viaggio di Papa Francesco nel martoriato Paese africano, le violenze tra musulmani e cristiani sono riprese. Violenze che vedono forti responsabilità e provocazioni da parte delle milizie cristiane Anti Balaka che hanno fatto della pulizia etnica contro i musulmani, la loro ragione di esistere. Si calcola che nel Paese su 145.000 musulmani ne rimangano solo 900, secondo il reportage realizzato nel marzo 2014 dal quotidiano ‘The Guardian’.  La maggioranza dei musulmani, attaccati in tutte le parti del Paese, è stato costretto a fuggire, rifugiandosi nei Paesi vicini: Ciad, Camerun e Niger. Il numero di vittime mai riconosciuto dalla Comunità Internazionale ammonta a 12.000 musulmani uccisi e gettati nelle fosse comuni. I musulmani rimasti in Centrafrica sono costretti a convertirsi al cristianesimo per evitare sentenze di morte.

Il 18 gennaio i Caschi Blu della MINUSCA (Missione Multidimensionale Integrata delle Nazioni Unite per la Stabilizzazione della Repubblica Centrafricana) sono statti attaccati a Bangui, la capitale. Una vendetta per i centinaia di stupri su minori compiuti dai Caschi Blu e dai soldati francesi per tutto il 2014 e il 2015. Per tentare di allentare la pressione militare contro la MUNISCO, il 15 gennaio sono stati allontanati 108 soldati dell’Unità di Polizia della Repubblica Democratica del Congo rei di atroci atti di pedofilia, giunti all’attenzione dell’opinione pubblica nell’agosto 2015. Saranno sostituiti da unità di polizia della Mauritania, altro Paese alleato della Francia.

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