lunedì, Settembre 27

Repubblica Ceca: elezioni, migranti rom tra Zeman e Drahos Nel testa a testa tra i due leader, centrale la questione dei rom

0

Oggi e domani i cechi sono chiamati al voto per il ballottaggio presidenziale. Gli sfidanti sono l’attuale Presidente, il populista, antimigranti, filorusso e filocinese Milos Zeman, il cui mandato scade l’8 marzo, e il moderato Jiri Drahos, scienziato nuovo alla politica, ex capo dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca.

Quasi tutti i sondaggi prevedono un testa a testa serrato, con l’ex comunista Zeman di 73 anni al 45,5% dei voti contro il 45% per Drahos.
A poche ore dall’apertura dei seggi, il 10% degli elettori era ancora indeciso – e pure questa fetta di indecisi era spaccata a metà. La vittoria, dunque, pare sarà assegnata con un margine decisamente minimale.

Al primo turno del 12 e 13 gennaio, Zeman aveva ottenuto il 38,56% dei voti,  Drahos il 26,60%.

«Questo è uno scontro tra due candidati completamente diversi che rappresentano due parti di una società piuttosto divisa», ha detto all’agenzia ‘AFP’ l’analista politico Tomas Lebeda.

Secondo gli osservatori locali, queste votazioni hanno il sapore di un referendum pro o contro  Zeman. 73 anni, di salute malferma, Zeman è l’immagine stessa del populismo che percorre l’Europa. Anti-migranti e anti-Islam, modi spicci fuori dalle regole, una passione per gli alcolici e un linguaggio volgare, si sostiene che il suo entourage di fatto rappresenti un gruppo di potere e affari.

Il voto arriva in mezzo ad un’ ampia crisi politica, mentre il Primo Ministro, il populista miliardario Andrej Babis, è accusato di frode sui fondi UE e non riesce formare un nuovo Governo. Il movimento populista dell’ANO (Alleanza del cittadino scontento) di Babis ha vinto le elezioni generali di ottobre  forte di slogan anti-corruzione e anti-euro, anti-immigrati, portando a casa 78 seggi su 200.
I potenziali partner della coalizione hanno evitato Babis che è stato costretto a formare un Governo di minoranza che il 16 gennaio non è riuscito a portare a casa la fiducia del Parlamento.
Zeman ha dato a Babis una seconda opportunità, in linea con la Costituzione, chiedendogli di formare un nuovo Gabinetto e impegnandosi a nominare il suo secondo gabinetto prima che il suo mandato scada l’8 marzo, indipendentemente dal risultato del voto presidenziale.  Di certo questo voto potrebbe pesare sulla riuscita o meno di Babis di formare questo Esecutivo.

Il Paese di 10,6 milioni di abitanti ha ricevuto 12 migranti nell’ambito del sistema delle quote UE, eppure la migrazione è diventata la questione chiave nella campagna. In contrasto con Bruxelles, come Polonia e Ungheria, in tema di quote obbligatorie di rifugiati, Zeman ha definito la crisi dei migranti del 2015 «un’invasione organizzata» dell’Europa, sostenendo che i musulmani sono «impossibili da integrare».

Cartelloni pubblicitari in tutta la Repubblica Ceca hanno cercato di appellarsi agli elettori con messaggi anti-migranti: infatti Zeman rappresenta gli elettori a basso reddito con un’istruzione inferiore e coloro che vivono in campagna.

Drahos, 68 anni, chimico, ex capo dell’Accademia delle Scienze, centrista dai modi gentili, al contrario, fa appello agli abitanti urbani più ricchi e ben istruiti. E’ sostenuto dalla dichiarazione di voto a suo favore di quasi tutti gli altri candidati sconfitti al primo turno, cosa che lo potrebbe avvantaggiare in effetti.  Praga – una città dove il tenore di vita è di gran lunga più elevato della media nazionale ceca e persino di tante parti della Europa occidentale- sarà il suo principale serbatoio di voti.

E’ un europeista critico su alcune politiche, anche sul sistema delle quote, ma sostiene che la Repubblica Ceca è abbastanza forte da accettare i suoi 2.600 rifugiati assegnati, il che gli è valso disprezzo nei media pro-Zeman e sui social network. In un paese come la Repubblica ceca dove l’80% dei cittadini è contrario a politiche di accoglienza dei migranti provenienti dall’Africa e dal Medioriente, tanto più se di religione musulmana, Drahos in più di una occasione, ha precisato di non essere d`accordo con i toni della retorica anti-migranti di Zeman,  aggiungendo di non essere neanche lui, però, a favore delle quote di ricollocazione della Ue.

Altro grosso tema che spacca la società è quello dei rom. Da questo punto di vista, come sottolinea, in un articolo per The Conversation, Celia Donert Docente dell’ University of Liverpool, le controverse osservazioni di Zeman sui rom dimostrano che molte delle questioni che dividono i cechi sono radicate anche nel passato della nazione. Alla fine del 2017, Zeman, in un’ intervento televisivo, riguardo ad una relazione delle Nazioni Unite sui diritti umani dei Roma, ha provocatoriamente affermato che il 90% dei cittadini “non integrabili” del suo paese sono probabilmente proprio i Rom. Parole dure che ha ripetuto anche nel discorso di Natale e che hanno suscitato le critiche da parte dei membri del consiglio del governo ceco per gli affari della comunità rom. Senza contare le rivendicazioni da parte dei cittadini rom che sentono la Repubblica ceca la loro patria.

Visualizzando 1 di 2
Visualizzando 1 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->