martedì, Settembre 21

Renzi si diverte. E il Paese? Tra riforme impantanate e che vanno avanti, Berlusconi promette un progetto, ‘nuovo e rivoluzionario’

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Si diverte. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi certamente è libero di divertirsi come meglio ritiene opportuno. Così ci fa sapere che a lui piace andare un po’ ovunque, «in una rubinetteria come l’anno scorso, a Cernobbio come oggi, al festival dell’Unità e al Gran premio di Formula Uno come sto per fare». Poi, nel corso del lungo colloquio avuto con ‘Il Corriere della Sera’ confida che «può vedere i grandi professori, così come ora incontro Bono Vox; che mi interessa di più». I grandi professori certo possono essere noiosi, perfino dei grandi tromboni; può essere un pavloviano riflesso di quando andava a scuola. Così, va bene, meglio un selfie con Bono Vox che con i grandi professori del Forum Ambrosetti raccolti a Cernobbio. Perché Renzi, evidentemente è fatto così, un po’ come il Jovanotti di ‘Ciao mamma’: «Che bello quando c’è tanta gente/…É una libidine/una rivoluzione/…oh oh ah ah ah/ Ciao mamma guarda come mi diverto…».

In ogni caso, assicura Renzi, «io mi diverto…Mi sono divertito ad andare dai ciellini a dire che vent’anni di berlusconismo hanno bloccato il Paese. Mi sono divertito a dire all’establishment italiano che i salotti buoni sono chiusi per sempre. Che la logica degli ‘amici degli amici’ è finita. Che la stagione del capitalismo di relazione appartiene al passato». Di divertimento in divertimento, Renzi ci dice che il sindacato ha fatto danni, ma i patti di sindacato ne hanno fatti ancora di più; che la politica deve cambiare e sta cambiando, ma pure l’imprenditoria deve cambiare uomini e logiche, e aprirsi a una nuova generazione; che secondo la stragrande maggioranza degli economisti gli 80 euro non sarebbero serviti a niente, mentre ora Bankitalia sostiene che hanno fatto ripartire i consumi.

Divertimento, ma non solo; perché Renzi ci tiene a sottolineare che le riforme erano, prima di lui, «impantanate»; e ora, al contrario, «vanno avanti».    C’è, sì, il problema che la minoranza del Partito Democratico non sembra voler recedere dalla sua opposizione sulle nuove regole per l’elezione dei senatori: l’auspicato accordo-compromesso sembra ancora lontano; e, infatti, Renzi ammette: «Si sta discutendo…A me va bene tutto: il listino collegato alle elezioni regionali, oppure delegare la scelta alle Regioni. L’importante è che non si rivoti un articolo che è già stato votato due volte».

La preoccupazione maggiore del Presidente del Consiglio sembra sia, comunque, quella dellacomunicazione’. Lo dice e lo ripete a tutti i suoi collaboratori: «Occorre sfruttare tutte le occasioni possibili per raccontare il tanto che il Governo ha fatto, le riforme avviate in questo primo anno». Qui, forse, la chiave per comprendere perché Renzi ha preferito, quest’anno, all’equivalente di una fabbrica di rubinetti, la platea di Cernobbio. Un segnale, poi confermato dal successivo intervento del Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: «Siamo all’inizio di un ciclo positivo e dall’anno prossimo il debito inizierà a calare. Il taglio delle tasse è centrale nella strategia del Governo. Useremo la clausola di flessibilità al meglio». Padoan lo sillaba, quello che sarà il cavallo di battaglia dei prossimi mesi: «Nella legge di Stabilità taglieremo le tasse anche alle imprese».

Gli altri componenti del giglio renziano non sono da meno. Ascoltiamo il Ministro Maria Elena Boschi, anche quest’anno iper-paparazzata in situazioni più o meno sexy a dibattiti, matrimoni, vacanze marinare. Il suo tema è la legge elettorale: «L’Italicum non va rimesso in discussione perché dà stabilità: non possiamo avere più un Governo in media ogni 13 mesi. Una legge elettorale con un premio di maggioranza esplicito, certo e predeterminato come il nostro dà una maggiore stabilità anche rinunciando a quelle coalizioni in grado di vincere ma poi non di governare assieme. Per me è stato tutt’altro che secondario e giusto metterla al centro dell’agenda del Governo».

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