mercoledì, Settembre 22

Renzi: sfiduciatemi se potete

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Ad alimentare questo sussurro, questa voce, questo ‘pissi pissi’, non saranno Silvio Berlusconi o Salvini, Beppe Grillo o Giorgia Meloni; cercheranno di farlo, ma non sono loro che preoccupano Madonna Boschi. La fonte di preoccupazione, l’avete certamente indovinato, è il giglio magico che ruota e si piega attorno a Renzi. Anzi, proprio lui. Dite di no? Le stimmate a Madonna Boschi non gliele toglie più nessuno. Il suo sorriso maliardo e da incantatrice non sedurranno più come un tempo. E sapete che c’è? Forse non è neppure lontano il tempo in cui Madonna Boschi farà la fine di un qualsiasi Graziano Del Rio: rimossa, e chissà se promossa, per consolazione.
Renzi è un politico di razza: vale a dire spregiudicato, cinico, demagogo, freddo, calcolatore (poi magari sbaglia qualche somma, ma insomma l’essenziale, cioe’ il piu’ e il meno, lo sa fare). Ti rassicura e subito dopo ti taglia la gola,  come ben sa il povero Enrico Letta, che ora sì è sereno: a Parigi. Per non parlare di Pier Luigi Bersani e la sua ‘ditta’, sempre più ridotta a una bad company.
E però…c’e sempre un però…Una vera alternativa a Renzi, non c’è, nel PD, almeno. Ma neppure nel centro-destra.
Cosa resta, cosa si deve temere, allora? Un elettorato deluso, frustrato, che le ha provate tutte, che non si fida più di nessuno; ed è aperto a qualunque soluzione purchè sia contro … contro tutto; contro tutti. Contro il ‘vecchio’, che sa di stantio e non se ne vuole andare; contro il ‘nuovo’ che è percepito come un ‘vecchio’ peggiore. Cosa rimane? Si, proprio quello che fino a ieri sembrava impossibile, incredibile, impensabile: quanti ne avete sentiti dire: ‘voto Grillo sapendo che è Grillo, ma questi qui, basta, a casa …
I sondaggi demoscopici dicono che sono tanti a pensarla così. Se il PD di Renzi un giorno diceva: siamo il 40,8 per cento (dei votanti, beninteso), oggi non lo dice più, e a denti stretti di ammette che i pentastelluti gli soffiano sul collo, sono a due punti di distanza, al massimo tre.
Ecco, l’incubo di Renzi è questo, questo il suo problema. In vista delle elezioni amministrative freneticamente trama e trema. Alla recente Leopolda non gli è andata così bene, il suo muoversi, il porgerei, lo stesso tono di voce, quel suo giochino con i titoli dei giornali da mettere alla berlina, tutto erano meno un segno di sicurezza e di ottimismo. La luna di miele è finita da tempo. I fedeli salmodianti ci sono ancora, ma c’è da giurare che anche loro stanno fiutando l’aria; i leali, quelli non sono mai troppo graditi, appunto perchè tali, e anche prima di Renzi, e non solo da Renzi.
Non e’ questione di gufi e di rosiconi; è che tante sono state le promesse mancate, tante le assicurazioni senza seguito; e la memoria di un popolo, anche quello italiano, per quanto labile, non è poi sia una tabula rasa sulla quale scrivere e cancellare di tutto, a proprio piacimento. Qualcosa, magari neppure essenziale, magari nella sostanza irrilevante, finisce col restare.
Questo pur riconoscendo che nei confronti della Boschi non c’è alcuna accusa; che la magistratura, al momento, non le rimprovera nulla; e i suoi accusatori sbagliano clamorosamente bersaglio. E facendo di Madonna Boschi un ideale capro espiatorio fanno un regalo a Renzi, che non si sognava di avere da nessun Santa Klaus.  Perchè se misure a favore della Banca dell’Etruria ci sono state (‘se’) allora non è la Boschi che deve essere dimessa, ma l’intero Governo che quei provvedimenti li ha votati, e in primo luogo e Renzi che deve far le valigie. Ma naturalmente così non andrà. Non lo vuole la maggioranza, e neppure l’opposizione. Così, per ancora qualche tempo Renzi correrà in solitaria, e sarà per questo, sempre in testa. Al momento non ci sono avversari che lo possano impensiere. Ma il fiatone, quello lo tira, eccome.

 

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