sabato, Luglio 31

Renzi rischia con un governo di giovani image

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Renzi governo

Il premier incaricato Matteo Renzi ha anticipato tutti e oggi ha consegnato la lista dei ministri al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Al Viminale e all’Economia, i due ministeri su cui per giorni si erano arenate le trattative, vanno Angelino Alfano e Pier Carlo Padoan (presidente dell’Istat ed ex vice direttore generale dell’Ocse). Scelta Civica ritorna ad avere un importante ruolo nel governo con Stefania Giannini alla guida del Ministero della Pubblica Istruzione.

Renzi deve rinunciare al «grande segnale di rottura» che gli sarebbe piaciuto lanciare con questo governo perché, oltre ad Alfano, rimangono nel governo anche Maurizio Lupi (Trasporti), Beatrice Lorenzin (Salute), Andrea Orlando (dall’Ambiente alla Giustizia) e Dario Franceschini (che dal ministero dei Rapporti con il Parlamento passa alla Cultura).

Ricoprono per la prima volta l’incarico di ministro: Federica Mogherini, Pd (Esteri), Federica Guidi, imprenditrice (Sviluppo Economico), Giuliano Poletti, presidente di Legacoop (Lavoro e Politiche sociali), Roberta Pinotti, Pd (Difesa), Maurizio Martina, Pd (Politiche Agricole), Gianluca Galletti, Udc (Ambiente), Marianna Madia, Pd (Semplificazione e Pubblica Amministrazione), Maria Carmela Lanzetta, Pd (Affari Regionali) e Maria Elena Boschi Pd (Riforme e Rapporti con il Parlamento).

Renzi, anticipando i tempi, ha impedito che i partitini continuassero ad alzare il prezzo delle loro richieste mettendoli con le spalle al muro e ponendo la parola fine alle polemiche sulla girandola dei nomi e sulle difficoltà incontrate per la formazione della squadra. Ma rimangono forti perplessità sulla nuova squadra di ministri. Oltre al mancato segnale di rottura, infatti, il premier non riesce a tener fede fino in fondo nemmeno alla promessa di costruire un governo politico dato che due ministeri chiave (Economia e Sviluppo Economico) sono stati assegnati a dei tecnici. 

Diverse sono le considerazioni che si possono fare su questo governo. Il nuovo governo detiene due alcuni record: è il governo più giovane della storia della Repubblica (età media 46 anni) e la metà dei ministri sono donne. Inoltre è un governo molto «snello» con soli 16 ministeri (solo uno dei governi De Gasperi era riuscito a far meglio).

Molto positivo l’aumento della rappresentanza femminile ma qualche perplessità rimane sulla questione anagrafica. L’essere giovani non è un valore in sé e quindi garanzia di efficienza e competenza ma Renzi ha voluto puntare sul ricambio generazionale e solo il tempo ci dirà se i nuovi ministri rappresentano quella la ventata di novità, entusiasmo e speranza che il Paese si aspetta operando in modo nuovo e diverso (e intaccando il muro dei privilegi e dei conservatorismi italiani).

A prescindere dalla questione anagrafica, però, Renzi ha optato per il ricambio anche per ministeri in cui, la complessità delle questioni in ballo imponeva la continuità per la loro risoluzione. È caso del ministero degli Esteri e della vicenda marò. Il nuovo ministro, Federica Mogherini, è stata (fino ad oggi) responsabile esteri della Segreteria del Pd e vanta nel suo corposo curriculum la presidenza della delegazione italiana nell’assemblea parlamentare della Nato e la gestione della trattativa che ha fatto confluire il Pd nel Partito socialista europeo. Nei Ds, in passato si è occupata di scottanti dossier sul Medio Oriente e vanta ottime relazioni con gli ambienti americani che contano.

Una persona, dunque, considerata unanimemente esperta e autorevole nonostante la giovane età e perfettamente in grado di svolgere il ruolo di ministro senza aver bisogno di apprendistato. Renzi, tuttavia, ha sottovalutato l’importanza del caso marò e della crisi diplomatica con l’India. Una crisi che tocca tanti aspetti e tutti delicatissimi (diplomatici, relazionali, affaristici, politici) di cui solo il ministro Emma Bonino aveva un quadro chiaro e unitario. Renzi ha voluto sostituire il macchinista di un treno in corsa ma se il treno si schiantasse rimarrebbe paralizzata l’intera rete. Il futuro politico della Mogherini verrebbe segnato a vita da questa vicenda e per tutti gli altri ci sarebbe il fine corsa. Compreso Renzi.

 

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