lunedì, Aprile 19

Renzi: «Recuperato sul Pil ma non basta»

0

Recuperato su Pil ma ancora non basta, lo ha dichiarato il premier Matteo Renzi nel corso della tradizionale conferenza di fine anno: «In fatto di Pil quest’anno il differenziale con gli altri Paesi si è molto ridotto, anche se non a sufficienza perché siamo ancora con il segno meno, a -0,4».

Scomputare gli investimenti pubblici dal calcolo del rapporto deficit/pil, è sempre questa la richiesta avanzata dal Premier dopo che questo principio nel corso del semestre di presidenza italiano non si è declinato. «Il tema degli investimenti – ha detto – è un tema centrale e la novità vera del semestre italiano e che gli investimenti saranno fuori dal computo. Si è affermato il principio ma non si è declinato». «Spero sia chiaro – ha aggiunto – che gli investimenti necessari, sia pubblici che privati, siano scomputati dal patto. Abbiamo 5 miliardi di euro solo per far fronte alla possibilità di spendere i fondi europei che ci sono ed è evidente che questi denari debbono essere messi in condizione di essere scomputati dal patto. Vedremo se la commissione Ue la farà propria».

Obiettivi confermati per la Spending: «Confermiamo gli obiettivi che ci siamo dati” sulla spending review “e che abbiamo finora completamente ottenuto, nell’arco del triennio ad arrivare a un taglio di quasi due punti di pil».

Non arrivano buone notizie dall’ufficio studio di Intesa Sanpaolo che  rivede al ribasso le stime di crescita del Pil italiano nel 2015, che passa dal +0,6% al +0,4%. Per l’istituto bancario «la maggiore cautela dipende tutta dall’effetto di trascinamento da un 2014 più deludente delle attese: la modifica peggiorativa di due decimi della nostra stima dipende per metà dalla revisione sui dati passati di contabilità nazionale 2013-14 comunicata dall’Istat, per un decimo dal nostro minor ottimismo sull’ultimo trimestre del 2014, per il quale ci attendevamo un ritorno in territorio positivo dell’attività’ economica su base congiunturale, che invece è rimandato (nella migliore delle ipotesi) a inizio 2015». «L’Italia – si legge ancora –  rimarrà indietro rispetto agli altri grandi Paesi dell’Eurozona, in particolare Germania, Spagna e Olanda. Tuttavia, diversi fattori dovrebbero sostenere la ripresa: il cambio più debole, l’accelerazione della domanda interna in altri paesi dell’Eurozona, la liberazione di potere d’acquisto dovuta al calo dei prezzi energetici, l’orientamento marginalmente espansivo della politica fiscale, il miglioramento delle condizioni finanziarie. La stima 2015 per la crescita del Pil è stata mantenuta allo 0,4%: il risparmio energetico va a compensare un andamento ancora negativo dei dati economici a fine 2014, che avrebbe altrimenti giustificato tagli alle proiezioni».

Cala la fiducia dei consumatori a dicembre, che passa a 99,7 da 100,2 punti di novembre. Questo emerge dai dati diffusi oggi dall’Istat. L’Istat segnala che il peggioramento riguarda sia la componente economica sia quella personale, i cui indici diminuiscono rispettivamente a 103,2 da 103,9 e a 98,0 da 99,1. L’indice riferito al clima corrente si riduce a 97,2 da 99,0, quello relativo al clima futuro aumenta lievemente passando a 101,8 da 101,7. I giudizi e le attese sulla situazione economica del Paese peggiorano, i rispettivi saldi passano a -108 da -105 e a -15 da -13. Quanto alla tendenza della disoccupazione, il saldo diminuisce a 48 da 53.

I giudizi sulla situazione economica della famiglia migliorano (a -56 da -57, il saldo); per le attese, invece, il saldo scende a -19 da –16. I giudizi sul bilancio familiare migliorano (a -17 da -18). Il saldo relativo all’opportunità’ attuale di risparmio diminuisce a 114 da 115, mentre per il futuro i consumatori si attendono miglioramenti (a -53 da -55 il saldo). Le valutazioni sull’opportunità’ di acquisto di beni durevoli mostrano un peggioramento: il saldo passa a -89 da -79. I saldi che esprimono i giudizi e le attese circa la dinamica dei prezzi al consumo passano a -5 da -8 e a -18 da -19, rispettivamente. A livello territoriale il clima di fiducia aumenta nel Nord-ovest, diminuisce nel Nord-est e al Centro, è stazionario nel Mezzogiorno.

Calo prevedibile, questo il commento dei Presidenti di Federconsumatori e Adusbef Rosario Trefiletti e Elio Lanutti dei dati dell’Istat sulla fiducia dei consumatori: «Un calo prevedibile, quasi ovvio, visto il pessimo andamento economico a cui le famiglie ed il Paese hanno dovuto far fronte anche nell’ultimo anno, non ci stancheremo mai di ripetere che il primo passo, fondamentale, per rimettere in moto l’economia e la domanda interna è la ripresa del mercato occupazionale, attraverso l’avvio di un Piano Straordinario per il Lavoro. Creare posti di lavoro-puntualizzano i consumatori- non significa solo restituire reddito a chi non ne ha, ma anche alleggerire il carico che pesa sulle spalle di nonni e genitori costretti, a causa della mancanza di lavoro, a sostenere nipoti e figli disoccupati. E’ ora di spezzare questo andamento perverso, che sta trascinando i consumi e l’intera economia sempre più in basso. E’ ora di restituire prospettive, fiducia e futuro ai cittadini, specialmente ai più giovani.Ogni centesimo ricavato dalla lotta agli sprechi, all’evasione, agli abusi ed al malaffare deve essere destinato a tali scopi. E’ utile in tal senso, come sosteniamo da anni, anche la vendita di almeno il 15-20% delle risorse auree».

Risultati positivi per le aste odierne  con cui il Tesoro ha collocato titoli per 9,5 miliardi di euro. Nella  prima asta sono stati emessi 7 miliardi di Bot a sei mesi (scadenza  giugno 2015) con un rendimento dello 0,297% in leggera crescita di 3 punti rispetto all’asta del 26 novembre scorso. La domanda è stata  pari a 9,76 miliardi con un rapporto di copertura di 1,39. Rendimento  in netto calo (-20 punti allo 0,489%) per l’asta con cui sono stati  collocati 2,5 miliardi di Ctz a due anni: la domanda è stata di 3,65  miliardi (1,46 volte l’importo assegnato).

Intanto dopo la fumata nera per l’elezione del Presidente in Grecia si va alle elezioni anticipate, la possibile data è il 25 gennaio. Per il portavoce del Fondo Monetario Internazionale , Gerry Rice la Grecia non si trova a far fronte a immediate necessità di finanziamento. I negoziati con la Grecia sul completamento del programma verranno ripresi «quando sarà in carica il nuovo governo, in accordo con la Commissione europea e la Bce. La Grecia non deve affrontare immediate esigenze finanziarie».

Seduta negativa per la Borsa di Milano che chiude con una perdita dell’1,15% a 19.130 punti. Lo spread tra il benchmark italiano e quello tedesco chiude a 143 punti.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->