martedì, Ottobre 19

Renzi prende le chiavi della "Ditta" Politica: il punto

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Renzi pd dopop

«Ho chiesto aiuto a 12 persone per aiutarmi in questa avventura». Matteo Renzi ha iniziato la sua conferenza stampa da neo segretario del Pd elencando i membri della nuova segreteria. Sette donne e cinque maschi. Dieci provengono direttamente dallo staff di Renzi e sono Maria Elena Boschi, Marianna Madia, Federica Mogherini, Deborah Serracchiani, Pina Picierno, Luca Lotti, Davide Faraone, Stefano Bonaccini, Francesco Nicodemo, Lorenzo Guerini. Due invece provengono dagli staff degli altri due sfidanti delle primarie: Chiara Brega dello staff di Gianni Cuperlo e Filippo Taddei dello staff di Pippo Civati. Un segnale di distensione che sarà sicuramente molto apprezzato dagli altri candidati.

Due i segnali inviati dal sindaco di Firenze. Uno di pace a Enrico Letta: «La fiducia non è all’ordine del giorno: lavoreremo insieme e l’importante è che il governo dia delle risposte» ha detto Renzi che ha evitato tutte le domande insidiose dei giornalisti. Il secondo è un avvertimento ai gruppi parlamentari del Pd (dove i renziani sono in netta minoranza): «Non c’è nessuna tensione coi gruppi parlamentari del Pd per il semplice motivo che 2.900.000 persone si sono espresse chiaramente» ha aggiunto facendo intendere sibillinamente alla maggioranza dei parlamentari del Pd dovranno adeguarsi alla nuova linea. «Io do per scontato che vogliano la riduzione del numero dei parlamentari e il superamento del bicameralismo perfetto, il risparmio di spesa per 1 miliardo. Non farlo sarebbe contraddire le scelte che vengono dalla base. Per questo non sono preoccupato per tensioni che vengono dai gruppi parlamentari».

Ma la settimana politica si apre all’insegna di una nuova probabile alleanza fra Forza Italia e M5S. Due i punti politici su cui convergono Silvio Berlusconi e Beppe Grillo: entrambi vogliono sia le elezioni anticipate con il “Mattarellum” (ed entrambi sono pronti a gesti eclatanti come le dimissioni di massa) sia la richiesta di impeachment per Napolitano. Diversi esponenti berlusconiani (come Augusto Minzolini e Daniela Santanchè) si sono detti disponibili a mettere sotto stato di accusa il presidente della Repubblica e, se le parole hanno un ancora un significato, i «4 colpi di Stato avvenuti in Italia negli ultimi anni» evocati da Berlusconi al congresso di Forza Italia, sono un ulteriore colpo in questa direzione. 

«Renzi, Berlusconi e Grillo vogliono una nuova legge elettorale maggioritaria. Si può votare in una settimana e poi tutti al voto a maggio assieme alle europee» è la dichiarazione del capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta. Un disegno politico diverso da quello di Angelino Alfano che invece vorrebbe le elezioni il più tardi possibile. «Prima bisogna approvare le riforme e migliorare la situazione economica» ha dichiarato il segretario del neo partito Ncd. Ad Alfano, però, il tempo serve anche per organizzare le proprie forze sul territorio. Per questo, nonostante le dichiarazioni ufficiali, Alfano e Letta continueranno posticipare il più possibile l’approvazione della legge elettorale: con una nuova legge elettorale entrambi non potrebbero più arginare la richiesta di nuove elezioni. 

Con Grillo e Berlusconi (cioè il primo e il terzo partito italiano) che aizzano gli animi contro il Parlamento, Letta sa che Renzi ha il potere di decretare in un attimo la vita o la morte di questa legislatura ma sa anche che al sindaco di Firenze non converrebbe andarci con la legge elettorale derivante dalla sentenza (un sistema proporzionale puro). Renzi vuole liberarsi da questo ricatto e aprire, su questo tema, un confronto politico direttamente con Berlusconi e Grillo. 

 

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