Renzi: obiettivo maglia rosa Ue sul lavoro field_506ffbaa4a8d4

L’Istat comunica l’aumento del Pil dello 0,2% per il secondo trimestre del 2015 e un leggero calo della disoccupazione, scesa al 12%. Il Governo si mostra moderatamente ottimista, il Premier Matteo Renzi va oltre e punta a far guadagnare all’Italia la ‘maglia rosa’ in Europa per quanto riguarda il lavoro. Per lo sviluppo saranno necessarie le riforme, si dibatte in vista della ripresa dei lavori parlamentari. Forza Italia preannuncia opposizione, a tenere banco sono soprattutto riorganizzazione del Senato e unioni civili. Probabile libertà di coscienza nell’esecutivo, ottimista il Movimento 5 Stelle, per cui se il Partito Democratico vorrà, avrà i numeri per l’approvazione. Il prefetto Franco Gabrielli ad ‘Agorà’ su Rai3 precisa che sarà un fedele collaboratore e non la badante del Sindaco di Roma Ignazio Marino. Condanna dalla Corte di Strasburgo all’Italia per la violazione dei diritti di tre migranti irregolari tunisini espulsi nel 2011.

Il Prodotto Interno Lordo aumenta dello 0,2% nel secondo trimestre del 2015 rispetto ai tre mesi precedenti, dello 0,5% rispetto a un anno fa. A comunicarlo è l’Istat, secondo i cui dati migliora anche il tasso di disoccupazione, a luglio pari al 12%, mezzo punto in meno di giugno e 0,9% in meno rispetto a luglio 2014. «Gli altri Paesi andavano più forte, non siamo ancora maglia rosa ma siamo tornati nel gruppo grazie alle riforme che stiamo facendo. Io non mi accontento, voglio che l’Italia sia maglia rosa», commenta il Primo Ministro Matteo Renzi in un video. «Il mese di settembre è un mese di ripartenza, ci sono segnali di ripresa che vengono dal turismo, dalla produzione industriale, dall’Expo. Ai numeri facciano seguito le idee, la determinazione, la grinta, l’entusiasmo degli italiani che sono la più grande risorsa che il nostro Paese ha».

Cauto ottimismo dall’Esecutivo, «con stime ragionevoli e affidabili le finanze pubbliche sono sotto controllo e ci permettono di dare respiro alla ripresa», sostiene il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. I dati «rappresentano pur sempre una tendenza positiva che ci spinge a chiedere al Governo di correggere quei meccanismi del Jobs Act che non gli consentono di assicurare un successo duraturo», spiega il Presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano. «Per ora è legittimo un sobrio brindisi», aggiunge il Presidente della Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi, che fa eco alla richiesta dell’eurodeputato Raffaele Fitto, ex Forza Italia e fondatore di Conservatori e Riformisti, di non vedere «trionfalismo sugli zero virgola. Tra cinque anni a questi ritmi l’Italia sarà ancora inchiodata agli zero virgola», ribatte alla proposta di Renzi di varare un piano quinquennale, «l’Italia ha bisogno di una superterapia immediata».

E in vista della ripresa dei lavori parlamentari, si riaccende il dibattito sulle riforme e la tenuta del Governo, a partire dal riassetto del Senato. «I numeri ce li abbiamo», afferma il vicecapogruppo del Partito Democratico a palazzo Madama Giorgio Tonini, «non credo che qualcuno sia così folle da affossare la riforma del Senato, il gruppo di Forza Italia credo che rivoterà la riforma». Azzurri che al momento smentiscono, «la maggioranza vuole essere autosufficiente, non mi dispero e ne traggo le conseguenze», dichiara Paolo Romani, quindi «sul disegno di legge Boschi voteremo contro, convintamente. Sarà un no forte al nuovo Senato». La settimana prossima è possibile un incontro fra Renzi e Silvio Berlusconi, «chiaro che dovranno incontrarsi», prosegue Romani, «lo fanno perché hanno possibilità almeno dignitose di siglare un accordo. Ma se dalla maggioranza non arrivano risposte votiamo contro».