martedì, Ottobre 26

"Renzi, l'Italia chiede una svolta" field_506ffb1d3dbe2

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Minzolini Renzi

“Deve dare una svolta profonda al Paese. Credo abbia bisogno di garantire una forte discontinuità rispetto al Governo precedente”. È deciso e diretto Augusto Minzolini, senatore di Forza Italia, il quale si è soffermato sul nuovo esecutivo guidato da Matteo Renzi. L’ex direttore del Tg1 è sicuro che questo “Governo è molto insidioso e potrebbe avere diversi epiloghi”. Lo stesso giornalista ha anche dato un giudizio sul neo ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, proprio poco prima dell’ufficializzazione da parte di Renzi della sua squadra di Governo: “Penso che di fatto se qualcuno voleva dare una discontinuità era necessario che quel ministero fosse guidato da un politico e non da un tecnico”.

 

Qual è l’ostacolo più grande che deve superare Matteo Renzi da premier?

Deve dare una svolta profonda al Paese. Credo abbia bisogno di garantire una forte discontinuità rispetto al Governo precedente, che nel suo epilogo aveva il gradimento di un italiano su cinque. Però non so, se nelle condizioni in cui si trova, lui abbia la possibilità di dare questa svolta alla politica del nostro Paese, sopratutto quello economica.

Quale deve essere la prima riforma che deve portare a termine?

Matteo Renzi ha scelto di tenere separate, il confronto con le riforme istituzionali e quelle sulla politica del Governo. Sulle riforme istituzionali, c’è un accordo che è stato già siglato e da quel punto di vista avrà tutto il sostegno di Forza Italia. Invece per quanto riguarda la politica del Governo ci sono due aspetti importanti: il lavoro e la questione fiscale. Non so se Renzi potrà riuscire nella svolta, anche perché ha una maggioranza che è identica, visto che al ministero dell’Economia ci andrà nuovamente un tecnico, e non un politico per gestire una linea che tenti di spingere al cambiamento con l’Europa.

Come valuta la figura del premier incaricato. Non crede che in questi ultimi giorni sta cambiando idea troppo rapidamente? Le cito una dichiarazione di qualche tempo fa del segretario Pd rivolta ad Enrico Letta “Ma come si fa a governare con Alfano, Giovanardi e Formigoni”?

Il dramma è proprio questo. La via maestra sarebbe stata quella di dare una svolta. Come nel caso di Kennedy o Blair, non c’è mai stato un cambio passo senza una grande legittimazione popolare. Sono tre anni che la politica è fallita, poiché Letta ha seguito la stessa identica linea del Governo Monti. Bisognava dividere quella stagione con un’altra che puntava ad avere un atteggiamento subalterno all’Europa ad egemonia tedesca. Purtroppo posso anche capire Renzi che ha dovuto fare un’operazione di palazzo e questo lo rende estremamente debole.

Renzi ha promesso con la sorpresa di moltissimi, una riforma ogni mese. Secondo lei osservando anche questo Parlamento, sarà possibile mantenere ciò che afferma? Si può riformare l’Italia in soli tre mesi?

Io lo spero veramente. Se Matteo Renzi ci riesce significa una cosa abbastanza precisa che il problema del Governo precedente era la guida: in altre parole la responsabilità era di Enrico Letta. Però anche se l’ho criticato non riesco a dare un giudizio del genere al vecchio premier. Per cui ho dei dubbi che questa cosa possa accadere. Per mancanza di coraggio verso le urne, il segretario Pd, prima ha liquidato sulla scena politica Letta, ma fra poco potrebbe decretare il fallimento dello stesso Renzi. Tutto perché il capo dello stato ha un’allergia verso le urne.

Secondo lei dal Governo Letta a quello Renzi, ci sarà un vero e proprio cambio di passo?

Più che un Governo Renzi sembra in un certo senso un rimpasto. Mi fai rispondere come una battuta del comico, Maurizio Crozza “è la stessa pizzeria ma ha cambiato solo il cassiere”.

Il ministero dell’Economia va a Padoan. Cosa ne pensa, può essere un buon ministro per fare delle riforme decisive per l’Italia?

Penso che di fatto se qualcuno voleva dare una discontinuità era necessario che quel ministero fosse guidato da un politico e non da un tecnico. Era negli intenti di Renzi, ma invece a quanto pare ha dovuto cambiare opinione. Padoan è un tecnico che guida Istat ed vicepresidente Ocse. Quindi non sarà la politica di Saccomanni, ma se non è zuppa è pan bagnato.

Condivide che il prossimo Governo Renzi è un altro esecutivo creato a palazzo e non democraticamente attraverso le elezioni?

Questa crisi non si è decisa in Parlamento ma all’interno del Pd, ed è un episodio che ricorda molto la prima Repubblica. Siamo tornati ad un rituale vecchio, c’è stato uno scontro tra i renziani che hanno vinto le primarie ed il resto del partito. Secondo me anche Renzi avrebbe preferito una via più morbida, attraverso le elezioni.

Negli ultimi giorni, gira voce che Berlusconi sta già pensando non solo alle elezioni europee, ma anche a quelle politiche. Con le difficoltà che incontrerà Matteo Renzi, diventa tutto più facile per il Cavaliere?

Questo Governo è molto insidioso e potrebbe avere diversi epiloghi. La sconfitta di Renzi, la fine politica di Alfano se il leader Pd decidesse di andare alle elezioni, e potrebbe essere insidioso anche per noi poiché nel caso in cui si arrivasse al 2018. Quindi sono molto più cauto di Berlusconi. Può succedere di tutto anche perché i parlamentari del Pd sono per il non voto.

Cosa pensa del duro scontro delle consultazioni tra Renzi e Grillo? Lei è favorevole allo streaming? Non si rischia di ridurre tutto ad uno show?

Io non avrei accettato lo streaming e se il tipo di incontro avesse preso quella piega avrei interrotto immediatamente. Grillo ha fatto il suo mestiere ed è venuto a Roma per far capire che è proprio lui l’antagonista di Renzi.

Un deputato del Pd, Dario Nardella, ha detto che i poteri forti temono Renzi. Nelle consultazioni Grillo, invece, ha sostanzialmente detto il contrario. Secondo lei chi ha ragione?

La ragione è nel mezzo. Però la decisione di scegliere Padoan al ministero dell’Economia è già qualcosa che ha il sapore di una svolta che non arriva.

Parliamo anche dell’Italicum, si dovrebbero apportare delle modifiche a questa riforma? Quali sono le richieste di Forza Italia?

Per quanto riguarda la riforma elettorale l’Italicum va bene. Penso che lo sbarramento ed il premio di maggioranza non vanno cambiate perché la legge elttorale è costruita proprio su quelle soglie. Modificare le soglie che sono già frutto di un compromesso. Comporterebbe il cambiamento della riforma.

 

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