venerdì, Maggio 14

Renzi invoca la sicurezza comune

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Un risveglio tragico quello di questa mattina per l’Europa con la notizia degli attentati avvenuti all’aeroporto ed alla metropolitana di Bruxelles, dove sono stati coinvolti anche alcuni italiani fortunatamente non feriti gravemente. S’infittisce così l’agenda del premier italiano Matteo Renzi che appena rientrato dalla Spagna, dove si era recato ieri per rendere conforto alle famiglie delle sette studentesse connazionali rimaste uccise nell’incidente dell’autobus, ribaltatosi sulla tratta Valencia-Barcellona a causa di un apparente colpo di sonno del conducente, ha contattato il primo Ministro belga Charles Michel per esprimere il suo cordoglio e la solidarietà del governo italiano «A nome dell’Italia porgo il cordoglio fraterno al popolo belga per il terribile attentato, i nostri paesi sono uniti da un rapporto storico di profonda amicizia e le lacrime di oggi ci rendono se possibile più vicini. I terroristi hanno colpito i luoghi di vita di tutti i giorni seguendo copione triste che ha già segnato altri attentati» ha dichiarato Renzi durante una riunione indetta oggi a Palazzo Chigi e rivolgendosi all’Unione Europea ha continuato «l’Ue vada fino in fondo, serve una struttura unitaria di sicurezza e difesa. E’ dal ’54 che si litiga sulla sicurezza comune» sottolineando che «l’Europa deve fare di più a livello interno» e prosegue «Non sfugge il significato simbolico di questo attacco. Gli attentati si sono verificati a qualche centinaio di metri dal luogo dove si riuniscono i capi di Stato e di governo Ue. A qualche centinaio di metri dalle sedi delle istituzioni europee. Hanno colpito il Belgio, ma hanno colpito la capitale dell’Ue» continua Renzi «È arrivato il momento di dire con molta chiarezza e senza giri di parole che la minaccia è globale ma che i killer sono anche locali. Il nemico dunque non è solo quello lontano da noi, il nemico si nasconde anche nel cuore delle città europee, nelle periferie delle nostre capitali. Vive protetto dentro certe zone urbane da un atteggiamento di omertà. Occorre dunque un progetto di sicurezza senza quartiere, senza sosta, senza tregua. Occorre anche un progetto culturale, sociale e politico». La conferenza è andata avanti ed il Presidente del Consiglio ha rivolto la sua attenzione al consueto monito, lanciato spesso da alcune fazioni dell’opposizione, in particolare modo da Lega Nord, di chiudere le frontiere come in Francia «Sappiamo che li sconfiggeremo ma serviranno mesi e anni, serve tutta la nostra energia. Chi si illude che chiudere le frontiere possa risolvere il problema, chi propone semplici soluzioni non si rende conto che molto spesso i nemici sono dentro le nostre città» ed ha concluso affermando «Chi fa polemiche non si rende conto che gli italiani e gli europei hanno l’esigenza di sentirsi parte di una comunità, non esiste in questo momento il colore dei partiti ma un paese da sostenere insieme. Non è tempo di sciacalli ma neanche di colombe».

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