lunedì, Giugno 14

Renzi, el Manolete di Pontassieve La Merkel osanna il Premier e la sua vittoria alle Europee con un appellativo epico

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Renzi cameron

I pensionati tedeschi e del Nord Europa in generale sono attratti come falene dai luoghi caldi. In particolare, sciamano in Italia, Grecia, Spagna, Portogallo.

Te li vedi assolutamente privi di senso estetico, vestiti con una riedizione modernizzata delle braghe Longobarde, sudaticci, bianchicci, tutti …icci, e comunque con quella espressione ‘sfastidiosa’, tipica della loro Valkiria Angela dinanzi ad un ‘Cucù’ di Mr B..

Nei Paesi latino-mediterranei vi è quella insopportabile disorganizzazione che pare un marchio di fabbrica che accomuna un po’ tutti, di qualsiasi estrazione sociale, ricchi e poveri in pari misura. Di fronte ad essa, diffusa endemicamente, gli algidi fautori dell’ordine di Odino si esprimono sprezzanti, considerandola il massimo dell’abominio.

Però ci vengono nelle nostre lande, urca se ci vengono: sarà per il clima ben lontano dalle brume di Brema; sarà perché questi Paesi ‘maleducati’ concentrano monumenti, vestigia archeologiche, musei, beni culturali a bizzeffe; sarà perché l’enogastronomia – e permettetemi un po’ di sano sciovinismo, in Italia in particolar modo – è migliore anni luce rispetto a crauti, kartoffeln e wurstel, pur avendo bene in mente la memorabile copertina dello Spiegel, con una pistola a condire un piatto di spaghetti (ma è roba del ’77) e la strage di Duisburg (siamo al 2007… è un caso, questi anni col 7 finale?) -, gli Alemanni visitano questi Paesi e qualcuno giunge persino a stabilirvisi.

La Cancelliera, innanzitutto, che non manca all’appello periodico a Ischia – il secondo marito arriva in aereo low cost – e si sbizzarrisce a visitare il bouquet di luoghi memorabili raggiungibili dall’Isola Verde.

Ha visto con i suoi occhi il degrado di Pompei, quae fecit minus Vesevus quam MIBACT (dai custodi ai Ministri incapaci: appena ce n’era stato uno operativo, Massimo Bray, ci si è guardati bene dal confermarlo, preferendogli un solito noto). Comunqu,e conserva una certa attrazione per le bolge italiane, perché continua a tornare.

E, dopo i risultati in parte inattesi della consultazione europea in Italia, con la netta vittoria del PD, al Consiglio informale europeo di Bruxelles ha accolto con un pizzico di affetto il giovane premier italiano, quasi materna (li dividono 21 anni e lei, dai 2 mariti, non ha mai avuto figli), esclamando: ‘Ecco il matador!’, sottintendendo che il premier italiano ha messo ko gli avversari, gli euroscettici di Forza Italia e gli euronichilisti del M5S.

In realtà, come abbiamo spiegato fino allo sgolamento nei giorni scorsi, l’unica cosa che Renzi ha fatto per prendere voti è stata quella di dimostrarsi meno peggio dei suoi competitor (e non è che ci volesse un granché).

Dunque, altro che matador… i tori sembravano prendere di mira direttamente gli elettori e li hanno spaventati come se fosse in corso una metaforica Sagra di San Firmino – sì, quella dei tori scatenati lungo le strade affollate –, alienandosene le preferenze.

Facile, poi, una volta sostanziatasi una cocente sconfitta, dare la colpa a qualsiasi cosa, alle mosche che volavano, a Saturno contro e ai pensionati cacaroni che non hanno voluto osare la vertigine di una giostra condotta da un bulimico di follie, aggressivo come un rottweiler affetto dalla rabbia e con un po’ di scheletri nell’armadio – scheletri, purtroppo, veri -.

Pare poi che gli altri pensionati che hanno transumato dalle plaghe del centro destra verso il mantello di SuperMatteo abbiano ricevuto il grido di dolore di loro colleghi ‘costretti’, nella casa di riposo di Cesano Boscone, a sorbirsi poche ore settimanali di maciullante logorrea che comunque li rendono groggy come dei pugili suonati. Dunque… siamo franchi, (e non tedeschi) Madama Angela, i concorrenti del suo matador si sono comportati in maniera talmente dissennata da auto infliggersi l’emorragia elettorale.

E il ‘nostro’, che lei ha accolto come el Libertador, non ha fatto di più del ‘Torero Camomillo’ della canzoncina della nostra infanzia. Sì, ha disseminato stiracchiati slogan e canzonato con spiritaccio toscano gli avversari, ma tutto questo non avrebbe mai sortito un risultato di tali proporzioni.

La destra italiana si è letteralmente polverizzata e non stiano lì a illudersi che si tratta di un’eclissi momentanea, che il loro stellone risorgerà nel tempo in cui ricrescerà la barba mefistofelica di La Russa.

E’ invece l’indice di un popolo stremato dai sacrifici, di cui vede le radici lunghe nel malgoverno di un  certo ventennio, caratterizzato dall’eterno spostamento della polvere sotto il tappeto; polvere che, a livello dei risultati elettorali, si è rivelata pirica.

Ed è inutile, altresì, che l’Angelino Provolino (ve lo ricordate il pupazzo della nostra adolescenza?) avesse ritenuto di essersi salvato dal generale tsunami destrorso distaccandosi dalla dissoluzione della ‘casa madre’ (anzi, padre-padrone).

Il superamento della soglia del 4% conquistato per il rotto della cuffia dimostra che i conti se li erano fatti male assai.

Insomma, nella competizione elettorale italiana il Matador non è riuscito neanche a fare qualche veronica o qualcuno di quei numeri che avrebbero attribuito ad un minimo di suo impegno la vittoria.

Ognuno dei tori, peraltro bolsi e altrettanto in età pensionabile quanto quegli elettori che accusano di fellonia, per chissà quale traveggole oculistica, hanno preso di mira la palizzata dell’arena, infiggendovi le corna. Più che tori, vitelli incartapecoriti…

 

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