lunedì, Agosto 2

Renzi e la Mona field_506ffbaa4a8d4

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«Combatterò, procomberò sol io» proclama di fatto Matteo Renzi dopo la vittoria, indiscutibile, nel voto del Referendum energetico di domenica 17 aprile 2016, poi passa a mazzolare di brutto in testa tutti i suoi avversari che almeno teoricamente sono anche suoi alleati e compagni (si fa per dire) di Partito Democratico. A partire da Michele Emiliano, Governatore della Regione Puglia, senza dimenticare gli esponenti della sinistra (si fa sempre per dire) interna che pure in gran parte si erano schierati a favore della consultazione e soprattutto della partecipazione al voto, e coinvolgendo pure Romano Prodi ed Enrico Letta che sono andati a votare pur pronunciandosi per il No.

«Combatterò, procomberò sol io» proclama di fatto Simona ‘Mona’ Ventura dopo la sconfitta, indiscutibile, nel voto dell’Isola dei famosi presentandosi in studio lunedì 18 aprile 2016, poi passa a mazzolare di brutto in testa tutti i suoi avversari che almeno teoricamente sono anche suoi alleati e compagni (si fa per dire) di Trasmissione. A partire da Alfonso Signorini, Direttore del settimanale ‘Chi’, reo di avere corposamente intervistato il rancoroso ex marito, senza dimenticare i sodali di naufragio e coinvolgendo pure tanti altri. Uno scenario inaspettatamente speculare alle liti politiche ben emblematizzate dalla ridicola ma istruttiva polemica sul ‘ciaone’ inviato via twitter dal renzianissimo deputato Ernesto Carbone, con controrepliche di ‘cialtrone’. Nota Francesco Merlo su ‘la Repubblica’: «Dice ‘ciaone’ il vincitore renziano che non sa vincere, risponde ‘irresponsabile cialtrone’ lo sconfitto antirenziano che non sa perdere. Nell’epoca del turpiloquio più sbracato, il ‘ciaone’ (…) non sarebbe neppure offensivo se non ci fosse dentro la pacchianeria dei vincitori che irridono i vinti, i quali, per di più, sono i loro compagni di partito, i loro fratelli di sangue politico. Ma, dall’altro lato, nel sentirsi così tanto offesi c’è l’eccesso ridicolo dei perdenti che si perdono nell’indignazione perché non sanno perdere». Vale per la politica come per l’’Isola’.

In ogni caso per ‘vendicarsi’ il Gran Capo, Renzi, prevede adesso di farla pagare alle Regioni. In particolare la Riforma istituzionale e costituzionale appena approvata ed auspicabilmente ratificata nel Referendum di ottobre prevede anche di ridurre il peso dei Governatori regionali. E così dopo aver spiegato che saranno eliminati «i troppi poteri delle Regioni (…) abbasseremo gli stipendi dei consiglieri regionali» ha chiarito come quelle «anziché promuovere referendum dovrebbero preoccuparsi di tenere pulito il mare». Continuando: «Perché non utilizzano i fondi europei per pulire le nostre acque?» attaccando amministrazioni che «si sono disinteressate di depuratori e collettori (…) si dimenticano di promuovere la differenziata (…) senza preoccuparsi di offrire strutture turistiche adeguate». Per concludere che loro principale preoccupazione dovrebbe essere «innanzitutto quella di ridurre le liste d’attesa nella sanità» ed anche dare «più attenzione» al trasporto locale. Insomma, a buon intenditor poche parole, ‘niente resterà impunito’.

«Combatterò, procomberò sol io» dicono dunque all’unisono Renzi e la Ventura, rivolgendosi anche loro leopardianamente ‘All’Italia’. La quale Italia potrebbe però pure già essere, o presto diventare, stufa dell’atteggiamento da bullo per ora vincente del toscano Matteo, il Presidente del Consiglio, così come ha dimostrato di essere diventata abbondantemente stufa dell’atteggiamento da bulla già ora perdente della emiliana Mona, la Conduttrice televisiva. Quanto a vantaggi ed incombenti rischi per lui dalla veneta mona, è altra ma non indifferente questione.

 

 

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