venerdì, Settembre 24

Renzi domina, Berlusconi apre, la CGIL sciopera Ma si è aperta la partita della Giustizia al CSM

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++ Renzi, noi siamo con Italia che si spezza la schiena ++

Matteo Renzi impazza, strapazza, starnazza. Diffonde lettere del Presidente della Commissione Europea, annuncia ritorsioni (“Faremo sapere le loro spese, e ci divertiremo), interviene al Summit europeo riuscendo a condizionarlo ed a portare a casa il risultato, come già si era capito nel corso della settimana. Grazie anche all’appoggio del neopresidente della Commissione e della Cancelliera tedesca.

La CGIL prova ad opporsi organizzando lo sciopero di venerdì 24 e la imponente Manifestazione di sabato 25. Ma lui risponde con ironia, quando non insulti, e attende chi vorrà esserci alla Leopolda nello stesso giorno. E molti, moltissimi, vogliono esserci, fisicamente o comunque facendo sapere pubblicamente che stanno con lui e non con chi vuole ostacolare le magnifiche sorti e progressive assicurate dal giovane favoloso. Stia nascendo o meno un Partito Democratico parallelo una cosa è sicura. Quello vecchio è finito. Sussiste solo come marchio elettorale, e forse non ancora troppo a lungo. 

Silvio Berlusconi, assistito da Pascale, apre su Legge Elettorale, Diritto di Cittadinanza, Unioni Civili… Se gli chiedono una quota di Fininvest dà pure quella, e se Matteo vuole una stanza a Palazzo Grazioli gli cede quella con il lettone di Putin. Tutto pur di non essere travolto.

Meno male che c’è Francesco, che, archiviato momentaneamente il Sinodo, rilancia con un Diritto Civile fondamentale, quello al giusto trattamento del reo. “L’ergastolo è pena di morte differita”. I radicali, Marco Pannella, organizzarono all’interno di una tornata referendaria in cui si raccoglievano firme per una ventina di leggi da abrogare, anche il referendum per l’abolizione dell’ergastolo. Non ebbe largo consenso. Adesso, con la firma di Francesco…

Fatti cruciali sono, soprattutto, quelli che stanno per avvenire.  Specialmente sul fronte della Giustizia. Il primo appuntamento è per mercoledì prossimo. 

Il Consiglio Superiore della Magistratura, pur entrato in carica in clamoroso ed inedito ritardo, causa slittamento dell’elezione dei suoi membri di designazione parlamentare, sta bruciando le tappe. In particolare per quanto riguarda i rapporti con le Istituzioni. La Sesta Commissione, responsabile della valutazione delle riforme legislative, presieduta da Piergiorgio Morosini, GUP di Palermo già titolare per la trattativa Stato-Mafia, dopo aver emesso un primo documento sulla Giustizia Civile si è occupato della Responsabilità Civile dei Magistrati. Il suo Documento boccia la linea del Governo. E, cosa ancor più importante, viene votato all’unanimità. Preparato dallo stesso Morosini e da Renato Balduzzi, già Ministro della Sanità e parlamentare di Scelta Civica, è stato votato anche da Rosario SpinaClaudio Maria Galoppi, Luca Palamara. E, soprattutto, il paziente lavoro di mediazione ha ottenuto il consenso anche di Giuseppe Fanfani, direttamente voluto dallo stesso Renzi ed a lui legato. Segno che sul fronte della Giustizia molti giochi si possono ancora fare, e nulla è scontato.

In particolare il Documento afferma che «la trama di fondo sembra orientata a un uso atipico della responsabilità civile per finalità ad esso non proprie». E prosegue: «La responsabilità civile non può essere utilizzata per mettere sotto pressione i magistrati al fine di aumentare la diligenza del singolo e la qualità della giurisdizione». Anche un ricorso  «può costituire un forte elemento di condizionamento del merito delle scelte di una toga che devono essere assunte in assoluta indipendenza, soggette solo alla legge».

Avevamo battuto e ribattuto sulla centralità di questo nuovo Consiglio Superiore della Magistratura. E il buongiorno si vede, nella fattispecie, non dal mattino, ma addirittura dall’alba. Segno che da qualche parte, nel Paese, ci sono elementi di discontinuità rispetto all’imperialismo renzista che tutto spiana e tutto a sé conduce. Mercoledì prossimo, 29 ottobre, il Plenum del CSM si riunirà per l’approvazione finale del Documento. Sarà un giorno cruciale, e discriminante rispetto alla Questione Giustizia nel suo complesso. Per la settimana entrante non sono previsti altre riunioni, mentre quella successiva, la prima di novembre, sarà di pieno lavoro.

E, sempre per rimanere in tema di giustizia, un appuntamento interessante, con risvolti di generi diversi. Ancora 90 giorni e a fine gennaio verranno rese note le intercettazioni telefoniche relative al Processo Escort di Silvio Berlusconi senza omissis. Chissà se Vittorio Feltri, che della pubblicazione integrale dei verbali, tanto più se pruriginosi, ha fatto una bandiera e motivo di successo editoriale, premerà perché il Giornale li pubblichi in toto…      

 

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