giovedì, Dicembre 9

Renzi, comunicazione e azione Polemizzando con Ernesto Galli della Loggia che critica stile comunicativo e squadra di Governo del Premier

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governo Renzi

Nel ‘fondo’ di ieri sul ‘Corriere della Sera’, Ernesto Galli della Loggia riconosce a Matteo Renzi  «capacità di ripresa e di iniziativa politica», insieme alla «sua ben nota energia».

Un apprezzamento positivo, dunque, su cui si appuntano, però, due critiche. La prima riguarda il suo stile comunicativo, la seconda si riferisce alla sua squadra di Governo.

Partiamo dalla prima. Essa si riferisce al suo «tono di ottimismo e di fiducia che caratterizza normalmente i suoi interventi, punteggiati spesso di battute, di esortazioni ironiche, di parentesi salaci su questo o su quello». Possiamo ricordare la replica alla frase di Susanna Camussosarà un autunno caldo»- cui Renzi ha subito risposto «come se l’estate fosse stata una buona stagione». Qui il riferimento meteorologico diventa metafora di difficoltà durature da cui il Governo ha già dimostrato di non farsi intimorire.

Ma proprio questo esempio ci dimostra la capacità di Renzi di sintetizzare in una battuta un’intera impostazione politica, capace di affrontare i problemi e di non farsi spiazzare da un interlocutore o, meglio, da un’interlocutrice che rispolvera antiche minacce attraverso slogan consulti, che appartengono a un periodo della nostra storia che i giovani neppure conoscono e gli anziani sentono come un tempo archeologico.

Proprio questo caso, come molti altri, ci dicono che la concisione non è necessariamente superficialità o battuta ad effetto. Può sottintendere un ragionamento molto articolato, come quello indirettamente rivolto al Ministro dell’istruzione Stefania Giannini quando, esclusa dalla riunione sul tema della scuola, ha visto Renzi ribaltare i punti da lei espressi al Meeting di Rimini con la semplice espressione «bisogna coinvolgere gli insegnanti». Ciò significa che i vari provvedimenti che saranno adottati vanno inquadrati in una logica di partecipazione e di corresponsabilità, che è, in ultima analisi, l’esigenza profonda  -persino più di quella economica- che viene avvertita da un personale sensibilissimo perché dedito all’educazione dei nostri figli.

Elogio, quindi, della brevità, si potrebbe dire parlando del modello comunicativo di Renzi. Era inevitabile, però, che Galli della Loggia facesse anche riferimento alla «comunicazione spezzettata e tipicamente alluvionale tipica dei tweet» che a suo avviso farebbe l’effetto di «una forma dibattutismo’ che, ripetuta tre o quattro volte al giorno per 365 giorni all’anno, non depone certo a favore della serietà e dell’impegno di chi vi si dedica».

Anche su questo punto bisogna scavare un po’ più a fondo. Si potrebbe ricordare la sua intervista a Luca Dini direttore di ‘Vanity Fair del 4 marzo scorso. I tweet che costituivano le risposte alle domande del giornalista hanno costituito le tessere di un mosaico in cui veniva presentata nel suo insieme l’attività di Governo. Si conciliava, così, l’efficacia dello slogan con l’organicità del discorso, col vantaggio di poterne anche valorizzare singole parti.

E lo stesso metodo è stato adottato nella conferenza stampa del 18 aprile, quella in cui è stato presentato, tra gli altri, il provvedimento degli 80 euro. Ciò ha fatto dire a Marco Galluzzo de ‘Il Corriere della Sera:  «Le misure di Renzi in dieci tweet: è l’ora X». Una notazione certamente non negativa.

Ma veniamo ora alla critica alla squadra, che sarebbe troppo inesperta perché circoscritta agli amici intimi del leader. Mi chiedo, in proposito, quale maggiore contributo si potrebbe ricavare da personaggi tanto collaudati da apparire assolutamente usurati. Personaggi che hanno già giocato le loro carte complessivamente perdendo la partita dello sviluppo della nostra società, quando non si è trattato di più o meno gravi compromissioni con aree contigue a discutibili affari.

Ma andiamo sul concreto parlando di tre donne.

Sulla copertina de ‘L’Espresso, sotto il titolo ‘Marianna contro Susanna campeggia l’immagine di Marianna Madia che tiene testa alle contestazioni della già citata Camusso in tema di pubblico impiego. Mi chiedo quante altre navigate personalità della politica sarebbero in grado di sostenere questo confronto. Non si tratta solo di capacità, ma anche, per così dire, di ‘verginità’: non bisogna avere alle spalle troppe ‘relazioni pericolose’ che in un modo o in un altro condizionano decisioni come quella dei permessi sindacali. Non siamo in presenza di un’esaltazione gratuita del giovanilismo, ma della constatazione che unamemoria brevespesso è più utile di un ricordo che affonda in un passato già costellato di compromessi e fallimenti.

Su Maria Elena Boschi, senza santificarla, non c’è molto da aggiungere a quello che è avvenuto sotto gli occhi di tutti noi: la capacità di tenuta nella realizzazione di un progetto di riforma costituzionale che, potremmo discutere mille volte, ma che dobbiamo riconoscere avere in sé il valore metodologico di schiodare un sistema indisponibile al cambiamento e al miglioramento.

Infine Federica Mogherini. Anche all’estero hanno cercato di fermarla prima con l’argomento pretestuoso che fosse troppo vicina a Vladimir Putin, poi con la critica della sua inesperienza. Voglio fare una facile profezia: la Mogherini ci sorprenderà positivamente, e sorprenderà anche gli scettici rappresentanti dei Paesi che l’hanno osteggiata. A parte che non sarà difficile fare meglio di Catherine Ashton, che ha brillato per la sua assenza, Mogherini sarà, in realtà, un alter ego di Renzi, e Renzi dimostrerà una forte capacità di presa sulla politica internazionale dell’Unione Europea, come già il suo viaggio lampo in Iraq ha dimostrato. E’ sempre più chiaro  -e l’aveva già capito Silvio Berlusconi quando tenne per sé per anni il portafoglio degli esteri-  che la politica estera è sempre più fatta dai leader dei diversi Paesi. In tandem con Renzi, la Mogherini sarà sostenuta da un elemento politico capace, volitivo, estremamente solidale, capace di assicurarle la copertura anche dei massimi politici europei nelle varie azioni di rappresentanza e di intervento. Cosa che la Ashton non ha avuto a causa dello scarso collegamento con il Governo del suo stesso Paese, spiazzato, oltretutto, da un’adesione tiepida alle politiche generali dell’Unione Europea. Potremmo avere la sorpresa di avere finalmente una politica estera dell’Unione in un momento così travagliato dello scenario internazionale.

Tre giovani donne lanciate in posizioni di alta, anzi, altissima responsabilità. Frutto, soprattutto, di una strategia politica estremamente lucida. Mi chiedo e chiedo a Galli della Loggia dove Renzi avrebbe potuto andare a pescare un personale politico così determinato tra i vecchi arnesi della prima e della seconda Repubblica.

 

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