venerdì, Aprile 23

Renzi – Berlusconi, odi et amo

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Come Olinto nel ‘Demetrio’ di Pietro Metastasio: «Come la fede degli amanti/ come l’araba fenice:/che vi sia, ciascun lo dice;/dove sia, nessun lo sa./Se tu sai dov’ha ricetto,/dove muore e torna in vita,/me l’addita e ti prometto di serbar la fedeltà». Il Patto del Nazareno muore, risorge, se ne favoleggia, riguarda il prossimo inquilino del Quirinale, ma anche le riforme istituzionali, ma anche la stabilità  del Governo di Matteo Renzi e la sua durata, ma anche l’uscita dai guai giudiziari di Silvio Berlusconi … E’ un maxi frullato, quello che riguarda ilpatto’; e certo c’è tutto quello di cui si favoleggia e assicura, ma nessuno e niente impedisce di credere che vi siano anche altre clausole, altri accordi stipulati e sottoscritti, e che al momento opportuno salteranno fuori, vuoi quando si metterà mano alla RAI, vuoi quando si affronterà il nodo delle nomine ad importanti enti e istituti bancari. Le prove? Ve li ricordate i ‘sussurri’ e le ‘grida’ che volevano un Denis Verdini imbufalito con Berlusconi pronto a sbattere la porta e mandare tutti a quel paese? Beh, Verdini è ancora là, a tessere la trama di accordi ‘reali’, e continua a lasciare ad altri il compito di rilasciare dichiarazioni a raffica, polemiche quanto si vuole, ma che lasciano il tempo che trovano, il plenipotenziario con potere di ‘niet’ e ‘da’; e per dire: è sempre lei, la senatrice Maria Rosaria Rossi, ad ergersi a filtro tra Berlusconi e il mondo, e chissenefrega se tutti la chiamano ‘la badante’; il fatto non è come la chiamano a mezza voce, ma che lo è davvero.

Dall’altra parte il Partito Democratico. Al lettore ora si chiede un piccolo sforzo di immaginazione: un salto nel tempo, fino a quell’Eiar impegnata a glorificare le mirabolanti imprese di Benito Mussolini e del fascismo, quello stentoreo timbro di voce, che oggi ci fa sorridere: e immagini quella voce che ci informa: «Vacanze di Capodanno in pieno relax sulle piste da sci di Courmayeur i Valle d’Aosta, per il Premier Matteo Renzi, che tuttavia non rinuncia a tenere un occhio puntato su Roma, dopo il messaggio del Presidente della Repubblica Napolitano. Il 2015 di Renzi è iniziato sugli sci alle 9.30 in punto è uscito dalla foresteria…». Guardate che non è una caricatura, sono lanci dell’agenziaANSA’, informata che quella di Renzi è stata una «sciata interrotta solo da un caffé e da un pranzo in un rifugio all’una. Nel primo pomeriggio è rientrato in paese, e si è allenato per circa un’ora nella palestra degli atleti dell’esercito… ». Cipiglio, efficienza, ma soprattutto «l’occhio puntato su Roma…». Ecco, il Presidente del Consiglio ‘punta’. ‘Puntala legge elettorale: «Indietro non si torna». ‘Puntaal 7 gennaio, quando la partita si giocherà davvero, e oltre alla ‘solitaria’ e ormai rituale opposizione di Pippo Civati si vedrà se sarà più energica la finora tiepida opposizione dell’ala bersaniana. L’esito dello scontro suidettaglidell’Italicum, peraltro nient’affatto secondari, è incerto, ma si può scommettere che renziani e berlusconiani saranno fianco a fianco: prova generale delle grandi manovre per il Quirinale. Scelta che solo un ingenuo può credere sarà il frutto e il risultato di una discussione e di un confronto che coinvolgerà in una sorta di assemblea permanente i parlamentari e i consiglieri regionali del PD. In realtà dovranno solo ratificare l’accordo che Renzi e Berlusconi sigleranno. Il Presidente del Consiglio fa circolare alcuni nomi: Anna Finocchiaro e Walter Veltroni. Finocchiaro non fa parte dell’entourage renzista, e la minoranza del PD si troverebbe imbarazzata a bocciarla. E’ gradita anche a Berlusconi? Difficile dirlo, ma qualche indizio fa presagire che alla fine potrebbe arrivare il via libera. Giorni fa il leader di Forza Italia si è incontrato con la Finocchiaro, e pare che i due abbiano raggiunto una qualche forma di intesa.

Resta da convincere la parte più oltranzista del partito ‘azzurro’, ma i conti son presto fatti: se il PD, a differenza del passato, tiene, i pasdaran di Berlusconi sarebbero sufficienti per garantire l’elezione alla quarta votazione.

Veltroni sarebbe ancora più gradito, all’uno e all’altro; ma su Veltroni grava il macigno dell’inchiesta ‘terra di mezzo’, e in particolare la coppia Buzzi-Odevaine. E’ con l’Amministrazione Veltroni, quand’era Sindaco di Roma, che Odevaine era suo capo di gabinetto; e che la cooperativa 29 giugno di Buzzi, è passata da piccola cooperativa sociale a grande potenza.

Il fronte contrario al Nazareno punta ancora su Romano Prodi, messo in campo ufficialmente da Nichi Vendola. Il ‘Professore’ avrebbe qualche chance se il MoVimento 5 Stelle uscisse dal cupio dissolvi in cui è stato cacciato dalla coppia Beppe Grillo – Gianroberto Casaleggio.

All’interno del MoVimento sono ormai tanti a premere per un ruolo diverso e differente rispetto a quello giocato nel 2013; secondo un’indagine dell’Istituto Cattaneo, due elettori su tre che avevano votato Grillo alle elezioni europee lo hanno poi abbandonato alle regionali. «Se non vogliono finire completamente emarginati, saranno della partita», assicura Roberto Giachetti, fedelissimo di Renzi, e che in questi giorni sta tentando l’impossibile per mantenere un canale aperto con il movimento pentastelluto.

Quanto a Renzi: certamente il suo efficientissimo ufficio stampa gli avrà fornito, tra una sciata e un allenamento in palestra, i risultati di un sondaggio del settimanale ‘L’Espresso’ tra i suoi Lettori: circa 50mila votanti, e d’accordo, nessun valor statistico: una rilevazione aperta a tutti e non basata su un campione elaborato scientificamente; ma la maggior parte dei Lettori de ‘L’Espresso’ è da ritenere progressista. Ebbene, l’operato del Governo Renzi viene giudicatoottimo’ o ‘buonosolo dal 36 per cento; ben il 62 per cento lo ritiene al contrario ‘mediocre’, ‘scarso’, ‘pessimo’ (‘pessimoper ben il 39 per cento).

Il puzzle che palazzo Chigi dovrà cercare di comporre, come si vede, è complesso e complicato. Ci vorranno molti Twitter e tante slides.

 

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