domenica, Giugno 13

Renzi a Mosca per ricucire il rapporto Russia-UE

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Nel tentativo di riparare il danno inflitto dalla spaccatura di Russia-Occidente a causa dell’Ucraina, il premier italiano Matteo Renzi ha visitato Mosca ieri per i colloqui con il presidente russo Vladimir Putin. Il focus dei colloqui è stato sui legami Russia-UE e, in particolare, sui modi in cui superare la crisi ucraina che ha portato le relazioni di Mosca con i Paesi occidentali ad un livello così teso che non si vedeva dall’era della Guerra Fredda.

Renzi e Putin hanno concluso l’incontro con alcune brevi dichiarazioni e non hanno voluto domande, apparentemente per evitare alcuni momenti di tensione che si sarebbero potuti creare. Hanno però espresso la speranza che un accordo di pace tenga nell’Ucraina orientale, aprendo ad un miglioramento dei legami tra Russia e Ue.

Il viaggio di Renzi arriva a poco meno di una settimana dalla morte di uno dei principali oppositori di Putin, Boris Nemtsov, leader dell’opposizione ed ex vicepremier, ucciso su un ponte appena fuori dal Cremlino. Renzi ha voluto portare i fiori sul luogo in cui è stato colpito Nemtsov, prima dell’incontro con Putin.

 

UN OSPITE UE BENVENUTO

L’UE ha evitato Putin da quando la Russia ha annesso la penisola ucraina della Crimea il marzo scorso e la visita di Renzi ha offerto a Putin una delle rare opportunità di incontrare un capo di stato dell’Ue al Cremlino.

Il mese scorso, il presidente russo ha ospitato la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande, ma il loro incontro verteva sugli sforzi per negoziare uno stop dei combattimenti in Ucraina orientale, nei quali sono coinvolti da aprile contro le truppe di Kiev gli insorti filorussi e che hanno lasciato sul campo oltre 6mila morti e più di un milione di profughi.

I loro colloqui hanno aperto la strada alla firma di un accordo di pace, raggiunto il 12 febbraio nella capitale bielorussa, Minsk, che è stato ‘intermediato’ da Hollande e dalla Merkel. Un accordo difficilmente raggiungibile all’epoca a causa dei violenti scontri in corso, ma da allora i combattimenti su larga scala si sono conclusi e le parti hanno cominciato a ritirare la loro artiglieria dalle linee avanzate, come stabilito dall’accordo.

A differenza della visita del duo Merkel-Holland,  il viaggio di Renzi si è concentrato sulla parte economica e ha dato molto a Putin dopo il tentativo di isolare la Russia portato avanti da Washington e da alcuni dei suoi alleati.

 

CONVERSAZIONE AMICHEVOLE

Putin ha definito il colloquio con Renzi come «buon e tempestivo» ed ha elogiato l’Italia come «partner privilegiato della Russia».  I due hanno discusso delle relazioni con l’Europa e hanno espresso la speranza per un loro sviluppo «sia negli interessi della Russia che degli stati membri dell’UE».

Il presidente russo ha poi elogiato Renzi per aver fatto delle «proposte importanti» su come contribuire a risolvere la crisi ucraina. Putin ha riconosciuto che la situazione nel Paese rimane tesa, ma ha voluto sottolineare che la gran parte dei combattimenti sono stati fermati. Ha espresso inoltre la speranza che l’Italia la aiuti a persuadere il governo ucraino ad impegnarsi nel dialogo con i ribelli.

Putin ha detto che lui e Renzi inoltre hanno discusso riguardo la situazione di forte instabilità in Libia, aggiungendo che la Russia appoggia gli sforzi di pacificazione delle Nazioni Unite. Il premier italiano invece ha sottolineato come la conversazione sia stata «profonda e fruttuosa» e che ha toccato anche la crisi globale e la necessità di unire gli sforzi nella lotta contro i terroristi ed il fanatismo religioso. Ha elogiato l’accordo di pace ucraino, definito come un punto decisivo nell’apertura ad una stabilizzazione completa dell’area. Sulla spinta della Russia affinchè l’Ucraina dia più poteri alle sue regioni, Renzi ha ribadito quanto l’Italia sia desiderosa di condividere la propria esperienza di decentramento, offrente come modello possibile, come fatto dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni qualche settimana fa, la regione autonoma del Trentino-Alto Adige.

 

PROBLEMI ECONOMICI

Le sanzioni dell’UE a Mosca, gravata già dalle pene imposte dagli Stati Uniti in risposta all’annessione della Russia della penisola della Crimea e del suo contributo ai ribelli in Ucraina orientale, hanno inferto una brutta ferita al Paese. Il Cremlino ha ripagato queste pene inflitte dall’Occidente con un divieto della maggior parte degli alimenti provenienti dai Paesi colpevoli di questo ‘stop’.

Il divieto ha colpito maggiormente l’Italia, uno dei maggiori esportatori in questo settore in Russia. Colpiti quindi particolarmente da questo embargo i generi alimentari e i maggiori prodotti DOP, come i prosciutti di Parma e il parmigiano Reggiano. E Mosca ha cercato di riempire questo vuoto creatosi guardando ad altre nazioni.

Le case di moda italiane, i produttori di mobili ed altre industrie inoltre hanno riportato un danno significativo mentre l’economia russa è piombata nella recessione sotto i colpi combinati delle sanzioni occidentali e dei prezzi globali del petrolio. A risentirne il rublo, che ha perso la metà del suo valore, rendendo quasi impossibile a molti turisti russi di visitare l’Europa, in modo particolare l’Italia, che negli ultimi hanno ha visto un trend nettamente in crescita di turismo proveniente dalla Russia, ma già in calo dall’autunno scorso.  Un danno annuale globale per il mercato del Belpaese stimato in circa 1 miliardo euro, ma potrebbe essere significativamente più alto.

Gli Stati Uniti e l’UE dicono che potrebbero togliere soltanto alcune delle sanzioni contro la Russia se l’accordo di pace ucraino sarà completamente rispettato, una condizione che dà il là ad un’ampia interpretazione e che rende questa prospettiva molto dubbia. Gli Usa vogliono mantenere la pressione sull’Unione Europea affinchè mantenga le sanzioni, e sicuramente alcuni membri  UE come i Paesi baltici e la Polonia baltici si opporranno a tutti i tentativi di quegli Stati, come l’Italia, che proporranno di rimuovere alcuni ‘paletti’.

La Russia, a sua volta, ha indicato chiaramente che manterrà nel caso il divieto sugli alimenti europei finché non vedrà un cambio di atteggiamento da parte dell’Ue. Nel suggerire un compromesso possibile, Mosca però ha segnalato recentemente che potrebbe facilitare lo stop sugli alimenti per la Grecia creando società a capitale misto nel settore agricolo, che esporterebbero i prodotti verso il mercato russo. E ci sono segnali che anche all’Italia possano essere concesse facilitazioni simili.

Putin ha detto dopo i colloqui di ieri che il fondo di investimento diretto russo, patrocinato dal governo stesso, avrebbe già provveduto a creare un fondo di investimento di un miliardo di dollari in collaborazione con i partner italiani per incoraggiare nuovi investimenti diretti. Il leader russo però non ha specificato le aree future interessate all’investimento, ma potrebbe fornire una via conveniente per giungere ad un ammorbidimento delle sanzioni.

 

Traduzione di Daniele Petroselli

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