lunedì, Ottobre 25

Renè Andreani, la momentanea morte di un uomo vivo Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 20

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Fra tanti funamboli, ippopotami e pagliacci che inverecondi continuano ad esibirsi, gloriandosene, sulla pista del Gran Circo ‘Barnum Italia’, ci ha purtroppo momentaneamente salutato Renè Andreani, che è stato almeno un grifone alato, come quelli che stanno nello stemma della sua città, Genova. Un ‘animale’ nobile fra tanti pigolanti pulcini.

Il che di questi tempi, e in generale, non è poco.

Andreani è stato, è, anima di tante cose tra cui il Partito Radicale di Marco Pannella, da ben prima della dolorosa estinzione (di Pannella, quanto ai Radicali si segue con affettuosa e fiduciosa attenzione il decorso del morbo). E’ stato anima instancabile, e disinteressata, delle tante battaglie radicali, a Genova, in Liguria, in Italia ed oltre. Se ne è andato giovedì 5 luglio 2018, nella sua amata Genova dove era nato (il 21 maggio 1939). Era stato colpito da un ictus pochi giorni prima. Nella città della Lanterna, che tanto amava, aveva cercato di farne uscire il ‘Genio’ della Libertà, dei Diritti e dei Diritti Civili. Lì aveva cresciuto, studiato, vissuto. Anche se le sue attività lo portavano in continuazione ovunque in giro per l’Italia, e il mondo. Aveva fatto il Consulente d’azienda ad alto livello. E la politica, da radicale appunto. Anche parlamentare per due legislature. Nella prima, la Nona (durata quattro anni, dal 1983 al 1987), solo per un momento: entrata in carica e dimissioni coincisero il 20 settembre 1984 per lasciare il posto a Sergio Stanzani, come si era impegnato a fare nella turnazione radicale, rispettando l’impegno preso. Come non tutti avevano fatto, e non tutti poi fecero. Nella successiva, Decima (1987-1992), subentrò e fu deputato ‘vero’ seppur per meno di due anni, dal 19 giugno 1990 alla fine della legislatura il 22 aprile 1992. Presentando 14 Progetti di legge, elaborando 200 atti di indirizzo e di controllo (come primo firmatario o cofirmatario), intervenendo in Aula su temi quali la lotta alla criminalità organizzata anche attraverso la trasparenza ed il buon adeguamento dell’attività amministrativa o il riassetto della finanza locale, prendendo la parola su situazioni internazionali emblematiche, in particolar modo quelle del rovente Golfo Persico e dei Balcani in fiamme.

Il che non è poco.

Dirigente nel settore privato nella sua prima vita, appassionato e tenace militante e dirigente politico, autore di molti scritti e libri, specie in tema di alimentazione e salute. La sua passione per la cura del corpo e la Medicina ‘integrata’ lo hanno portato a divenire un’indiscussa autorità in materia, e non solo a livello nazionale. Aveva aperto un particolare focus proprio sull’igienismo, le terapie olistiche di sostegno, la ricerca e la cura delle malattie degenerative, il ringiovanimento. Aveva indicato importanti strade ed ottenuto rilevanti risultati. Anche se, evidentemente, non abbastanza rilevanti da allontanare definitivamente la grande mietitrice. Fondatore e Presidente della Lepav (Lega per l’Alimentazione Viva), tra i suoi libri in materia si segnalano in particolare ‘Raw food. Mangiar crudo per vivere sani’, ‘Crudo e Vegan, sano e squisito’, ‘Enciclopedia dell’Alimentazione e della Cucina Vegana, Fruttariana e Crudista’, ‘Perché ridurre i cibi cotti’, tutti della ‘Macro Edizioni’. E poi, con la ‘Erga’, pubblicando ‘Igienismo la Scienza della Salute’, ‘Detox, come disintossicarsi senza farmaci’, ‘Essere prevalentemente Vegano-Crudisti per andare a tutta salute’, ‘Calendario del benessere olistico’, ‘Dossier su latte e formaggi killer’. Il fatto che sia morto rappresenta un po’ una contraddizione, ma chi non ne ha. (Si indaga comunque sull’alibi di una forma da due chili di ‘Belpaese Galbani’).

«L’importante è che la morte ci trovi vivi» insisteva Marcello Marchesi, e certamente a Renè ben vivo l’ha trovato. Sempre ammesso che trovato l’abbia, e questa non sia invece una sua ennesima burla, di quelle che aveva iniziato a fare quando da ragazzo e giovane uomo impazzava tra Costa Azzurra e ligure con il suo amico Gigi Rizzi e gli altri, con Brigitte Bardot e le altre. Condendo, allora, sinora e da ora, tutto con il sale dell’ironia e dell’autoironia. In ogni caso è stato, è, un uomo vero e vivo. Non uno dei tanti ‘replicanti’ che ci circondano e guidano. E certamente quel che è stato e ha fatto non scomparirà come lacrime nella pioggia.

Il che di questi tempi, e in generale, non è poco.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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