giovedì, Maggio 13

Renato Zero: dai lustrini fino alla gloria field_506ffb1d3dbe2

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Prendi un bar di periferia, siamo nel 1976, ed ogni bar che si rispetti ha un juke-box. Con 50 Lire puoi ascoltare una canzone, con 100 Lire ben tre. Tra i primi successi di Donna Summer ed ‘Evil Woman‘ della Electric Light Orchestra, nel juke-box va forte una canzone di un italiano semi-sconosciuto, la canta un certo Renato Zero: «Sono una rarità, / in tutta la città. / Di mostri come me, / cerca in giro, ma non ce n’è!… / Se l’amore cieco, va? / E non guarda dove va, / rassomiglia un poco a me, / Madame! Madame!…»
E’ un personaggio che suscita curiosità questo Renato Zero; ha il viso scavato, capigliatura fluente, abbigliamento eccentrico e movenze femminili ma possiede una voce profonda e decisa.

Viene da una dura gavetta fatta di partecipazioni come ballerino nell’ambiente teatrale romano Renato Fiacchini, questo il vero nome, un ambiente dove le amarezze e la fame erano all’ordine del giorno. Sebbene i tempi e la cultura siano drasticamente cambiati dopo i fermenti giovanili sessantottini, il suo look ambiguo lo rende oggetto di scherno da parte sia dello scarso pubblico che dei poliziotti colleghi del padre. A forza di sentirsi ripetere la frase «Sei uno zero», decide di adottare questo cognome che farà la sua fortuna.

Lega artisticamente con Loredana Bertè e la ancora sconosciuta sorella Mia Martini, fa parte di alcuni corpi di ballo, partecipa alla versione italiana del musical ‘Hair’, ovvero Orfeo 9‘  di Tito Schipa Jr., incide un 45 giri che vende 20 copie. ‘Madame‘, contenuto in ‘Trapezio‘, è il trampolino di lancio per spiccare il volo con il successivo album, ‘Zerofobia‘.
Complici le radio libere che dilagano ormai nell’etere, ‘Mi Vendodiventa la canzone del momento e, per Renato, dopo la tanta fame arriva tanta fama.

Se ‘Mi Vendo‘ alimenta a dismisura l’alone di ambiguità intorno alla sua persona, nell’album ci sono alcune perle diventate dei classici della musica italiana come ‘Il Cielo‘, brano manifesto della sua filosofia e che rivela la profonda religiosità e le idee anti-abortiste di Zero: «Quanta violenza sotto questo cielo, / un altro figlio nasce e non lo vuoi…». Anche ‘Vivo‘ è una delle canzoni più belle di Renato: «io mendicante disteso al sole, / sacco di stracci senza più parole… / la vita questa gran signora si paga a ore come una puttana, è tanto cara che è un lusso averla tu».
In ‘Zerofobia‘ troviamo anche un’altra caratteristica di Zero, ossia dei brani dal testo ironico come ‘L’Ambulanza, Morire Qui‘, ‘La Trappola‘ e la versione di ‘Dreamer‘ dei Supertramp, la tagliente ‘Sgualdrina‘.

Ora che ha conquistato il pubblico, Renato Zero sfrutta il buon momento e fa uscire ‘Zerolandia‘, album che contiene un’altra hit da classifica, ‘Triangolo‘, ma anche ‘Sbattiamoci‘, ‘Sesso o Esse, La Favola Mia‘. Il filone dell’ambiguità sessuale funziona (fino ad allora solo Amanda Lear lo aveva cavalcato con discreto successo), e solo più avanti si scoprirà che Renato aveva avuto una storia d’amore importante con Enrica Bonaccorti ed in seguito una ben più lunga con la sua segretaria Lucy Morante.

Le grosse vendite permettono a Renato di intitolare il disco seguente Erozero‘, a certificare che la rivincita è compiuta ed ‘Il Carrozzone‘, và avanti ormai da sé tra concerti e numero crescente di fans che lo assediano ad ogni occasione.

Alla morte del padre fa seguito l’ennesimo successo, ‘Amico‘, brano che spopola in quell’estate 1980 che vede Bob Marley in Italia e poco dopo si ripete con ‘Più Su‘.
Un esercito di sostenitori spinge ogni uscita di Renato Zero in vetta alle classifiche, sono i Sorcini‘, termine dall’origine incerta; pare che stesse in macchina, Renato, e sia stato circondato da una marea di ragazze e ragazzi con i motorini, da qui nacque il nomignolo.

Se Vasco è stato il portavoce ribelle e spregiudicato di generazioni di giovani, Renato Zero è il suo contraltare naturale, non tanto per le tematiche quanto per il gergo meno aggressivo.

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