mercoledì, Maggio 12

Religioni monoteiste e rispetto per la vita field_506ffb1d3dbe2

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Per religione si intende il rapporto tra Dio e l’uomo, espresso attraverso la preghiera, la riflessione e i riti specifici di ciascun credo. Nel vasto scenario delle religioni e sette sparse per il mondo, all’ordine della cronaca degli ultimi anni, sono tre le religioni monoteiste, quelle dell’unico Dio creatore, ovvero il cristianesimo, l’ebraismo e l’islam.

Il concetto intrinseco del monoteismo varia nell’attuazione dell’Unica Verità, cardine di ognuna di esse, in quanto se per i cristiani la legge accettata è Cristo, per l’ebraismo è quella dei Padri e per l’islam è quella del profeta Maometto. Inoltre ognuna di loro ha un testo sacro e delle verità in cui credere, e sono diverse in quanto gli ebrei aspettano il messia, i cristiani lo hanno in Gesù e con gli islamismi ne attendono la seconda venuta, in quanto il Profeta Muhammad, per i musulmani, non è il Messia (al-Masih) e non prende per essi il posto di Gesù.

La visione di Dio nell’ebraismo e nell’islam si materializza sui piani sovrapposti ben distinti, con Dio (in alto) e l’uomo (in basso), dove Dio non tocca l’uomo e l’uomo non tocca Dio, un Dio che parla all’intimo di ogni uomo, la cui rivelazione o incarnazione avviene attraverso Gesù Cristo che è la parte intermedia essendo totalmente uomo e totalmente Dio, creando la comunicazione uomo-Dio. Da questo nasce il concetto di libertà, perché i figli hanno la libertà, mentre un padrone non dona la libertà ai suoi servi, lasciandoli sotto il gioco del suo volere.

La sacralità della vita e il Bene seguono dinamiche diverse, in quanto nel cristianesimo e nell’ebraismo si seguono i Dieci Comandamenti, dove è scritto ‘Non uccidere’, quindi l’uomo non deve alzare la mano sul fratello. Per l’islam «Dice il Profeta: il musulmano è colui che non reca danno alla gente né con le sue mani, né con la sua lingua», ammettendo però che la morte procurata all’infedele porta al Paradiso.

Il comandamento Non uccidere nasce dall’esigenza di salvaguardare l’esistenza, in quanto togliendo la vita a una persona si toglie la relazione con essa, e la relazione è il cuore di tutta la fede ebraica e cristiana. Molto più complesso, a tratti controverso, il ‘Non uccidere’ nell’Islam. Non è agevole trovare il punto d’incontro tra religioni sul comandamento ‘Non uccidere’, perché le giustificazioni ideologiche estremiste legate sia all’ebraismo che all’Islam che -in alcune aree del mondo, vedi l’Africa– al cristianesimo metteranno sempre una seria ipoteca sulla parola ‘pace’ e sul comandamento ‘Non uccidere’.

La strumentalizzazione ideologica della religione deriva da una interpretazione letteralista e non autorizzata dei testi sacri, in quanto Cristianesimo e Islam concordano pienamente sul fatto che l’unica violenza necessaria per conquistare il Regno dei cieli va fatta su se stessi e sul proprio egoismo naturale, che si oppone al sovrannaturale. Con l’imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini, Vice Presidente, COREIS (Comunità Religiosa Islamica) Italiana, abbiamo cercato di affrontare questo comandamento con il quale in un modo o nell’altro tutte le tre religioni si confrontano.

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