domenica, Maggio 16

REIS: ecco cosa prevede la Legge di Stabilità 2016

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Secondo i dati dell’Istat nel 2014, 1 milione e 470 mila famiglie è in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni 102 mila persone (6,8% della popolazione residente). Dati allarmanti. Ecco che arrivano le misure di contrasto alla povertà messe in atto dal Governo.  Il 28 gennaio il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge delega riguardante le norme relative al contrasto alla povertà e al riordino del sistema degli interventi e dei servizi sociali. Giuliano Poletti ha lanciato il progetto di sostegno economico pari a circa 320 euro al mese per «280mila famiglie, 550mila bambini e quasi 1 milione e 150mila persone». Il Ministro del Lavoro ha dichiarato che «chi riceverà l’assegno dovrà impegnarsi contestualmente, come già accade nelle città che stanno sperimentando il Sostegno per l’inclusione attiva (SIA), a mandare i figli a scuola e ad accettare possibilità di lavoro».

La riforma dovrebbe andare a sistema dal 2017, tuttavia già da quest’anno potranno essere utilizzati i 600 milioni stanziati dalla Legge di Stabilità. L’obiettivo è di far crescere nel tempo sia l’indennità sia la platea di beneficiari (si comincerà dalla famiglie con minori) fino a coinvolgere tutti i quattro milioni di italiani in condizioni di povertà assoluta.

Nella Legge di Stabilità ci saranno due misure: l’Assegno di disoccupazione, il Sostegno all’Inclusione Attiva – SIA per il quale sono disponibili risorse utili all’estensione della sperimentazione (che fino ad ora ha riguardato 12 Comuni) a tutto il territorio nazionale. ASDI e SIA sono quindi le due misure alla base dell’avvio del Piano Povertà 2016. Per il 2017 le risorse disponibili ammontano invece a quasi un miliardo e mezzo, si tratta del miliardo stanziato con la Legge di Stabilità a cui si aggiungono i 200 milioni dell’ASDI e i 250 milioni della Carta Acquisti.

Per quanto riguarda l’accesso alla misura (per il 2016 e per il 2017) priorità sarà data ai nuclei familiari con minori. Nel 2017, sulla base delle risorse disponibili, la misura potrà rivolgersi anche alle persone con difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro. L’obiettivo principale è coprire i nuclei con figli minori. Nel complesso nel 2016 saranno coinvolte nell’estensione del SIA 1 milione e 150 mila persone. Per il 2017 sono invece prevedibili numeri superiori. A questi, vanno poi aggiunti i beneficiari dell’ASDI, poco meno di 100 mila persone.

Sicuramente un grande passo avanti, ma il problema è che sembra esserci una discrepanza tra quello che è stato annunciato e la fattibilità in senso stretto. Come ha dichiarato l’Alleanza contro la Povertà con una nota al Ddl delega «con la recente legge di stabilità il Governo Renzi ha varato il più significativo intervento mai ha varato il più significativo intervento mai deciso in Italia contro la povertà […] Oggi in Europa solo il nostro Paese, insieme alla Grecia, è privo di una misura nazionale universalistica – rivolta cioè a chiunque si trovi in tale condizione – per i 4,1 milioni di persone che versano in povertà assoluta. Una misura con queste caratteristiche, è l’oggetto della proposta d’Inclusione Sociale. A fronte del disinteresse mostrato dalla politica in passato, la legge di stabilità rappresenta ciò che di meglio sia mai stato realizzato in Italia nella lotta all’esclusione sociale. Il nostro ritardo, però, è tale che per arrivare al Reis il cammino da compiere è ancora lungo».

Però si legge anche che «l’Alleanza richiede, invece, di prevedere un percorso di graduale incremento delle risorse che permetta di introdurre il Reis nella sua interezza entro il 2019 […] Richiede, inoltre, di separare gli atti sulla lotta alla povertà da quelli sulla revisione dell’assistenza. Il riordino delle prestazioni assistenziali, pur necessario, deve essere vincolato ad una vera riforma del welfare, con l’obiettivo di ampliare e rendere più efficace il sistema di protezione sociale. Tuttavia, poiché il complesso della spesa assistenziale coinvolge ben più persone e interessi rispetto alla povertà, se le due problematiche non venissero scisse la gran parte del dibattito sulla delega non riguarderebbe i poveri bensì la revisione della spesa. L’Alleanza chiede, invece, che il tema della lotta alla povertà in Italia venga posto al centro dell’attenzione pubblica». 

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