sabato, Settembre 18

Reinventarsi un braccio bionico in Indonesia Perde l'uso del braccio e ne costruisce uno bionico con pezzi di vecchi frigoriferi, televisori, ventilatori

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Una mattina di sei mesi fa Wayan Sumardana, 31 anni, saldatore nel villaggio Nyuhtebel in Karangasem, nell’est della provincia di Bali, si è accorto di non avere più la sensibilità al braccio sinistro e si è recato subito dal medico per capire cosa gli stesse accadendo.

Dopo due mesi senza poter lavorare, Wayan frustrato e senza soldi invece di arrendersi ha un’idea. Da sempre appassionato di ingegneria elettronica, senza una laurea ma con un diploma all’istituto tecnico, decide di costruire una macchina per far funzionare il suo braccio. I pezzi li prende da vecchi frigoriferi, televisori, ventilatori e altri elettrodomestici che ripara abitualmente nel suo laboratorio. Mette insieme ingranaggi, ruote dentate, una batteria al litio, diversi componenti elettronici di recupero ed ecco che riesce a creare il suo braccio bionico. Un braccio funzionante che gli permette di riacquistare la mobilità perduta e tornare a lavorare, un’invenzione che lascia sgomenti scienziati e funzionari del Governo balinesi.

Il macchinario, dotato di una fascetta metallica collegata al resto dell’imbracatura, funziona grazie a un segnale inviato dal suo cervello che permette al braccio di muoversi. Ma gli studiosi sono alquanto scettici perché la macchina progettata non ha alcuna codifica che le permette di riconoscere un comando.

Una spiegazione scientifica ancora non c’è. Wayan giura che senza la sua invenzione il suo braccio resta inerme e riesce a muovere solo parzialmente tre dita della mano sinistra, mentre quando indossa il braccio bionico, riesce a muoverlo perfettamente. «E’ come se fossi posseduto» afferma Wayan, «e per usarlo serve una grande concentrazione, dopo 4 ore che lo indosso sono sfinito».

 

(video tratto dal canale YouTube BBC news)

 

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