mercoledì, 1 Febbraio
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Regolamenti parlamentari, più volontà politica

I regolamenti parlamentari intervengono in modo decisivo sull’iter legislativo agevolando il percorso istituzionale. Cambiare le procedure significa favorire un’attività più dinamica del Parlamento. I regolamenti parlamentari sono stati più volte argomento di discussione tra le forze politiche senza subire profonde trasformazioni. E’ senza dubbio un argomento sul quale riflettere prima di avventurarsi in profonde modiche della Costituzione Italiana. Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi non ha avuto alcun dubbio quando ha illustrato, nel suo discorso alle Camere per chiedere la fiducia, una serie di riforme per snellire il lavoro parlamentare: stravolgere la Costituzione.

E’ utile ricordare che nella XIV legislatura, il 31 maggio 2001, dopo la vittoria della coalizione di centrodestra, Pier Ferdinando Casini viene eletto Presidente della Camera dei Deputati. Durante la sua Presidenza si realizza, presso la Giunta per il Regolamento, un’intensa attività interpretativa con il preciso obiettivo di sciogliere alcune delle parti più complessi della riforma regolamentare, realizzata nella precedente legislatura. Eppure, con queste modifiche, non si giunse a un grande miglioramento capace di incidere positivamente sui lavori del Parlamento.

La prima disposizione dei regolamenti parlamentari garantisce l’indipendenza a ciascun ramo del Parlamento nei confronti dell’altro. La seconda disposizione delinea le regole che è opportuno siano condivise da un numero di deputati o senatori più ampio di quello richiesto per le decisioni ordinarie; in nessun caso possono essere decise da una minoranza che si trovi a essere maggioranza per le assenze di altri parlamentari. Nel rispetto di quanto direttamente disposto dalla Costituzione, organizzazione e funzionamento di ciascuna Camera sono oggetto di una riserva di regolamento parlamentare. Con questo passaggio si definisce con chiarezza che queste materie non possono essere disciplinate da altra fonte di rango sub-costituzionale, ma solamente da legge costituzionale e/o da regolamento parlamentare.

A intervenire sul discusso argomento per comprendere l’importanza dei regolamenti parlamentari nella società del XXI secolo sono Paolo Vicchiarello e Gianluca De Filio, cofondatori dell’associazione Professione Parlamento che si occupa di formazione, analisi e monitoraggio delle attività parlamentari. Paolo Vicchiarello: dal 2005 si occupa di politica e campagne elettorali. Ha collaborato presso alcuni enti locali e regionali. Alla Camera dei deputati dal 2007 è stato collaboratore parlamentare, consulente politico e di comunicazione. Oggi funzionario legislativo. Gianluca De Filio: lavora in ambito parlamentare dal 2001, è stato collaboratore parlamentare, consulente politico e funzionario legislativo. Ha lavorato presso enti locali e regionali. E’ stato tra i promotori dei referendum approvati nel 2011.

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