giovedì, Dicembre 9

Regno Unito, il terremoto Ukip

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Nigel Farage


Londra
–  Si chiama United Kingdom Independence Party, ma è ben più noto con il suo acronimo, Ukip. Il partito che sta sconvolgendo il panorama politico inglese, lo suggerisce il nome stesso, ha da sempre indicato l’indipendenza del Regno Unito come la sua principale battaglia. Il nuovo protagonista della scena Europea, ha, in realtà, 20 anni di storia alle spalle. Alla sua nascita, nel 1993, fece espressamente dell’uscita dall’Unione Europea la sua ragion d’essere e chi vi aderì si schierò apertamente contro il Trattato di Maastricht. Tra questi, Nigel Farage, attuale leader del partito e autore dei recenti successi del movimento. 

Nel corso degli anni, Ukip è riuscito a scrollarsi di dosso l’immagine di una formazione politica nata solamente con l’intenzione di contrastare l’Unione Europea. Anche grazie alle doti comunicative di Farage, ha raccolto un ampio seguito entrando nell’arena politica a pieno titolo intervenendo puntualmente nei vari dibattiti in agenda, in particulare su immigrazione e economia, talvolta suscitando critiche per le posizioni espresse.

Il primo vero successo del partito fu durante le elezioni per il Parlamento Europeo del 1999, dove, risultando il quarto partito con il 7% dei voti, Ukip ottenne 3 seggi, uno proprio per Farage. Partendo da questo risultato, il partito indipendentista ha poi ottenuto 12 seggi nel 2004, scavalcando i Liberal Democratici e poi 13 seggi  nel 2009, diventando il secondo partito davanti ai Laburisti. Con il 27% dei voti e 24 seggi, ottenuti alle elezioni per l’ottava legislatura del Parlamento Europeo svoltosi a maggio, Ukip diventa il primo partito, davanti anche ai Conservatori. Per la prima volta dal 1906, un partito diverso dai Laburisti e dai Conservatori ha preso il maggior numero di voti a livello nazionale, e questo ha decisamente acceso l’attenzione e le preoccupazioni di David Cameron, Primo Ministro inglese e leader dei Conservatori e di Ed Milliband, leader dell’opposizione e del partito Laburista.

Ai successi sul continente, non si sono adeguati però i risultati delle elezioni nel Regno Unito, dove tuttora Ukip non ha nessun parlamentare nella Camera dei Comuni, l’unica democraticamente eletta dai cittadini. Pur non avendo nessun rappresentante eletto a Westminster, le percentuali di voto negli anni sono cresciute, permettendo a Ukip  di rafforzarsi soprattutto nelle ‘constituencies’, ovvero i collegi sul territorio. Durante le ultime elezioni locali di maggio,  ha ottenuto oltre 150 seggi, e pur non avendo vinto in nessuna ‘council’, si è dimostrato un contendente alle prossime elezioni politiche del 2015.

 Abbiamo parlato di questi risultati elettorali con Robert Ford, Lettore di Politica all’Università di Manchester, esperto di politica europea e co-autore del libro ‘Revolt on the Right, Explaining support of the radical right in Britain’, che si occupa proprio della crescita di partiti come Ukip.

 Ukip è simile ad altri partiti che stanno crescendo sul continente”, dice Ford, “un partito di destra radicale, nazionalista, anti-immigrazione e anti EU, capace di muovere un elettorato adulto scontento composto da colletti-blu.”

 Ford ci spiega che è difficile prevedere da dove arrivino i voti quando si tratta di un nuovo partito, “poichè prendono voti da partiti già esistenti in una maniera imprevedibile”. In questo caso si può semplificare dicendo che vengono sia da quelli che perde Cameron, alla guida del paese, e da quelli che Milliband non riesce a prendere. “Quindi”, sintetizza Ford, “i Conservatori perdono voti a causa di Ukip e i Laburisti falliscono nell’intercettare questi voti”.

 Pur non volendo entrare nella fantapolitica, è naturale che la stampa inglese abbia commentato i dati delle elezioni europee e il ruolo di Ukip in vista delle prossime elezioni. “I risultati delle elezioni locali”, suggerisce Ford, “è molto più significativo di quello europeo per il futuro di Ukip.” I migliori successi in Europa sono da spiegarsi con il sistema proporzionale che aiuta partiti come Ukip, ma adesso “stanno imparando a vincere le elezioni, cercando di rafforzarsi sul territorio, poiché nel nostro sstema di voto tutto è deciso localmente. Devi essere forte nel tuo collegio”, continua Ford, “é per questo che vincere più di 150 seggi locali è molto più significativo per la politica del Regno Unito dei Parlamentari Europei“.

 Manca meno di un anno alle elezioni per eleggere i nuovi MPs, i rappresentanti delle constituencies per la Camera dei Comuni, ed è chiaro che Ukip avrà un ruolo di primo ordine in questa campagna elettorale. “La grande sfida è quella di convincere gli elettorali sul territorio che hanno fatto bene in passato, che sono persone affidabili, credibili e che possono ottenere la vittoria nel collegio. La loro più grande sfida è costruire credibilità locale”, specifica Ford, “in modo da poter trasformare quello che è una piuttosto alta percentuale nei sondaggi in effettivi seggi a Westminster, perché senza quei seggi non avranno l’influenza che vorrebbero avere.”

 Al momento, Farage e i suoi stanno cercando alleanze in Europa per creare un nuovo gruppo parlamentare. Nella scorsa legislatura, Ukip era il principale component di EFD, Europe of Freedom and Democracy, che vedeva al suo interno anche esponenti della Lega Nord. In questi ultimi giorni le trattative per formare nuovi gruppi si sono fatte più accese e Ukip è al centro dell’interesse del partito francese di estrema destra Front National, guidato da Marine Le Pen.

Abbiamo chiesto a Ford quali sono i motivi per cui Farage sta cercando un’alleanza in Europa con Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle.Ci sono due motivi. Il primo è una spinta alla credibilità di Ukip. C’è stato un grande dibattito in UK sul fatto che ci possa essere un elemento estremista nella loro base, o addirittura tra i loro attivisti e rappresentanti. Un’alleanza con qualcuno come Grillo, che non ha assolutamente quell’immagine, sarebbe veramente profittevole per Farage, che potrebbe così dimostrare che la politica di cui si fa portavoce è credibile politica tradizionale.  I suoi motivi”, continua Ford,  “non sono diversi da quelli di  Le Pen, che sta cercando di fare un’alleanza con Farage, che non accetterà perché non vuole sembrare più estremista”. É un guadagno di immagine quello per Farage nel caso dovesse unirsi con il Movimento 5 Stelle in Europa.  Il secondo motivo è, naturalmente, la possibilità di accedere ad un maggior numero di risorse facendo parte di un gruppo parlamentare.

 Il partito di Farage è quindi alla ricerca di credibiltà in Europa e sul territorio. Un test importante è quello della ‘by-election’, l’elezione straordinaria, di Newark, in Nottinghamshire, che si svolge proprio oggi, giovedì 5 giugno. In caso di vittoria, Roger Helmer, candidato Ukip come Member of Parliament per questo collegio, e già parlamentare europeo, potrebbe diventare il primo membro del partito di Farage ad entrare a Westminster democraticamente eletto. Sarebbe certamente un grande successo per il partito indipendentista del Regno Unito e un valido aiuto in vista della campagna elettorale per le prossime elezioni.

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