mercoledì, Agosto 4

Regno Unito, fioccano gli investimenti, nonostante la Brexit. Italia in picchiata Nonostante la Brexit, la Gran Bretagna rimane una meta attrattiva per le fusioni e acquisizioni (M&A), mentre l'Italia perde più di venti posti in cinque anni, secondo l'ultimo rapporto MAAIS

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Il Regno Unito continua ad essere una proposta di investimento attraente nonostante l’uscita dall’Unione Europea, secondo l’ultimo Mergers and Acquisitions Attractiveness Index Score (MAAIS) compilato dal Mergers & Acquisitions Research Centre della Business School(ex-Cass) di Londra.

Dal 2009, il Mergers and Acquisitions Attractiveness Index Score (MAAIS) valuta, ogni anno, i paesi di tutto il mondo, sulla loro capacità adattrarre e mantenere l’attività di fusione e acquisizione (M&A) domestica e in entrata, classificata in base a sei criteri. I punteggi finali diogni paese si basano principalmente sui punteggi dell’indice, ma anche sul volume effettivo di attività registrato nel corso dell’anno (vedi metodologia riportata a fondo pagina).

Altri punti-chiave dell’ultimo rapporto in data riguardano:

  • Gli Stati Uniti e Singapore hanno mantenuto i loro rispettivi primi e secondi posti in classifica con una continua e forte performance di infrastrutture e beni.
  • L’Arabia Saudita sale di 20 posti ed entra nella top 30 mondiale grazie al miglioramento della sua performance socio-economica.
  • L’Islanda sale di 13 posti stabilendosi al 32°posto, in gran parte grazie al punteggio ottenuto nell’indice economico, sociale e di governance aziendale (ESG).
  • Il Brasile scende di 12 posti a livello globale, non aiutato dalle sue scarse prestazioni normative e politiche durante l’ultimo anno.
  • In un periodo di cinque anni, l’Italia è scesa di ben 23 posti ritrovandosi di fatto fuori dalla top 30 mondiale.
  • La Cina è scivolata in basso di 20 posti mentre icriteri sui fattori normativi ed ESG continuano a influenzare il suo andamento.

Questi dati forniscono una prima indicazione su come la pandemia di coronavirus influenzerà i diversi paesi, ma in molti casi il vero impatto resta da verificare.

Naaguesh Appadu, ricercatore presso la Business School (ex-Cass) e principale co-autore del rapporto ha dichiarato:

L’M&A Attractiveness Index Score fornisce un’istantanea di dove si concentrano maggiormente le attività di investimento e ci aiuta a prevedere le tendenze sulla base di fattori infrastrutturali, tecnologici, ESG, normativi e politici, economici e finanziari e socio-economici.

Nonostante la Brexit, il Regno Unito ha registrato il terzo più alto volume di deal dietro USA e Cina, mostrando la resilienza della sua infrastruttura finanziaria che continua ad attrarre investimenti esteri.

“Naturalmente, questo potrebbe anche suggerire un’urgenza di finalizzare gli accordi prima che la fase di transizione della Brexit scadesse alla fine dell’anno, con uno scenario di no-deal ancora possibile.

Gli ultimi dati, che riguardano il 2020, rivelano che il Regno Unito è salito di due posti nella classifica globale annuale, stabilendosi al quinto posto nel mondo, e al terzo in Europa, dietro Germania e Paesi Bassi. Secondo i dati raccolti, questo è in gran parte dovuto ai suoi asset nelle infrastrutture e nei beni, così come nelle competenze tecnologiche di cui può vantarsi.

“Vale anche la pena ricordare” – afferma Appadu – “che il Regno Unito è sceso di quattro posti rispetto a cinque anni fa. L’incertezza intorno alla Brexit e i successivi negoziati hanno senza dubbio avuto un impatto su questo graduale declino, e sarà interessante continuare a monitorare questo punto insieme all’impatto del coronavirus e alla probabile introduzione del National Securities and Investments Bill che aumenterà i poteri di veto.

L’Italia ha perso tre posti nell’ultimo anno. Non sorprende che l’attuale posizione dell’Italia sia al 36° posto nella classifica generale dell’Index Score, a causa dei fattori normativi e politici e della spesa pubblica, insieme ad un calo del 18% del volume di M&A rispetto allo scorso anno. Si prevede un’ulteriore contrazione dell’economia, il che potrebbe anche influenzare l’attività di M&A nel breve termine”.

“Rispetto al nostro primo rapporto del 2009, abbiamo fatto progressi migliorando la metodologia per ottenere una maggiore precisione in linea con i cambiamenti di mercato in tutto il mondo. La pandemia ha avuto un impatto più significativo su molti paesi rispetto ad altri, criterio che è stato preso in considerazione”.

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