martedì, Maggio 11

Regione Lazio: D’Amato si autoelogia, ma la vergogna della ‘lotteria dei vaccini’ continua L’assessore alla sanità, che ha l’obiettivo di vaccinare il maggior numero di persone, non si occupa del fatto che qualcuno ci possa rimanere secco perché è solo una statistica, non un essere umano

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Solo un anno fa non c’avremmo potuto credere, ma vaccinarsi in maniera sicura è diventata una lotteria.

Prendiamo, ad esempio, il caso della Regione Lazio. Intanto entrare nel sito per giocare alla ‘lotteria dei vaccini’ è complesso perché l’applicativo diverse volte non permettere di accedere dicendo che i dati non sono accettabili o produce altri segnali di errore. Ci voleva molto a farne uno che funzionasse bene?

Se uno poi prova troppe volte il sistema si adonta e comincia a proporre incredibili quiz fotografici del tipo seleziona tutte le foto con estintori o semafori o fiumi che vedi. Immaginiamoci l’utente già innervosito che deve pure perdere tempo per entrare.

Se uno è fortunato entra e sul sito, progettato come detto in maniera approssimativa e poco funzionale. Compare una mappa con cerchi rossi e verdi. Naturalmente al cittadino suddito non viene data alcuna spiegazione. Si arrangi da solo a capire quale è il meccanismo recondito e se non è portato per l’enigmistica sono affari suoi!

La soluzione c’è, ma richiede capacità logica, prontezza e la conoscenza della meccanica quantistica.

Poi si passa alla lotteria vera e propria in cui uno si siede alle 7 di mattina fino a mezzanotte di sera per vincere il ‘vaccino che funziona’ e cioè Pfizer o Moderna. Naturalmente il sistema propone invece sempre i siti che somministrano AstraZeneca che tutti schifano per i noti problemini.

In ogni caso il prenotando si munisce di panini e generi di confort per affrontare -in età che si suppone anche considerevole- la lotteria alla Fantozzi.

Guai distrarsi un secondo per andare a fare bisogni fisiologici. Il sito dell’assessore Alessio D’Amato ti punisce implacabilmente e fa uscire gli attesi siti buoni all’improvviso. La finestra, che i giocatori più avvezzi e incalliti hanno definito ‘slot’, dura solo pochissimi secondi in cui uno si gioca tutto e cerca di compulsare tastiera e mouse come un organista provetto. Prima però deve controllare che non si tratti del cosiddetto ‘punto ciofeca’ e cioè di un sito che rifila AstraZeneca. Come si fa?

Anche qui la lotteria richiede abilità: in pochi millisecondi deve calcolare la differenza tra la prima data di somministrazione e la seconda. Se è di 21 giorni è Pfizer, se è di 28 giorni è Moderna, se è di tre mesi è Astrazeneca.

Ma attenzione, il Ministro Roberto Speranza, quello implicato nel mancato aggiornamento del piano anti – pandemia su cui indaga la procura di Bergamo, sta preparando un nuovo ostacolo. Ha appena detto che Pfizer e Moderna passeranno a 42 giorni per dare un po’ di fastidio ai giocatori abituati a calcolare al volo sui vecchi parametri.

Fatto il calcolo, si clicca e vengono chiesti il numero di telefono e l’email, ma sadicamente, si richiede la conferma. Mentre tu ti precipiti a farla qualcuno ti fotte sul tempo e compare il messaggino ‘ritenta e sarai più fortunato’ nella forma ‘Gentile utente qualcuno ha già prenotato’ e così il giochino ricomincia.

È chiaro che, con il passare delle ore, dei giorni e delle settimane l’utente si scaltrisce e da novizio diventa praticante, abile ed eccezionalmente abile a secondo del grado di trucchi che impara a sue spese.

Nel frattempo l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, si rammarica che AstraZeneca rallenti le dosi mentre sono in arrivo quelle del vaccino buono e cioè Pfizer che copre molto di più e non dà effetti collaterali fatali. Insomma D’Amato, che ha l’obiettivo di vaccinare il maggior numero di persone, non si occupa del fatto che qualcuno ci possa rimanere secco perché è solo una statistica, non un essere umano.

Invece l’UE e quindi Draghi attaccano AstraZeneca e disdicono il contratto per il prossimo anno. E la gente che deve pensare? Che lo Stato intanto debba smaltire quelli comprati per quest’anno, un po’ come una partita di pesce marcio.

Qualcuno starà male, ma che importa? È solo una statistica e il pesce è buono madama la Marchesa…

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