domenica, Giugno 20

Referendum sul maggioritario: e ora Renzi che farà? La parabola di Renzi, che ha in mano le sorti del Governo. La legge elettorale primo banco di prova per capire quanto il PD e il Governo potranno ‘stare sereni’ con lui

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La situazione politica di questo Paese, se non fosse tragica, come purtroppo è, sarebbe comica, o almeno da ridere sonoramente.
L’ultima che ci perviene è che in primavera avremo un referendum sulla legge elettorale, ce lo ha annunciato ieri Matteo Salvini, lui lo chiama ‘referendum sul maggioritario’, si tratta di un referendum abrogativo della componente proporzionale dell’attuale legge elettorale, resterebbe solo la parte maggioritaria, così, come dice il Capitano con la sua solita finezza, «Chi vince governa, chi perde non rompe le palle».
Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Piemonte, Abruzzo, ovvero le Regioni governate dalla Lega, hanno avanzato la richiesta richiesta di referendum sulla legge elettorale nazionale, e, come prevede la Costituzione, la legge elettorale sarà sottoposta a referendum, a meno che la legge elettorale, in tempi rapidissimi a questo punto, non venga modificata dal Parlamento.

L’altro Matteo, Matteo Renzi, a questo punto che farà? Lo vedremo. Ieri in un intervento televisivo ha detto: «Matteo Salvini nel dicembre del 2016 doveva attaccare me e non gliene fregava niente del futuro dell’Italia, adesso che c’è passato e che ha capito che il sistema non funziona, ha capito anche che bisognava fare in un altro modo». Il che significa che si sta già lasciando tutte le strade aperte.

Questo delle legge elettorale in realtà potrebbe essere uno dei primi banchi di prova per capire quanto il PD e il Governo potrannostare sereni’ con Renzi, così come, invece, potrebbe diventare la Brexit dell’Italia, quello su cui la tragedia politica italiana entrerà nel tunnel del loop infinito.

Serve allora ricostruire la parabola politica di Renzi.
Renzi ha lasciato il PD dopo due anni di avvertimenti che avrebbe lasciato, anzi, dopo due anni nei quali ha sostanzialmente preparato il terreno per il suo abbandono del partito, del quale è stato addirittura Segretario, uno dei peggiori, ma tant’è, Presidente del Consiglio di questo Paese. Dal quale ha avuto tutto: posti, soldi, onori e quant’altro. Solo che, dopo avere raggiunto il mitico 40% dei voti, ma nelle elezioni europee -che oggi lui per primo dice che non valgono molto allo scopo di dire che Salvini non ha poi vinto tanto … uno coerente Renzi. Preso dalla frenesia del potere assoluto (e critica Salvini che voleva e vuole i ‘pieni poteri’ … come siete simili!) propone una modifica profondissima della Costituzione italiana, che trasformerebbe il nostro regime democratico parlamentare in un regime autoritario centrato sull’Esecutivo e non sul Parlamento -più o meno quanto vuole oggi Salvini con il suo di referendum. Il Paese, con un referendum, gli ha detto che vuole tenersi l’attuale Costituzione e, alla fine il PD si ritrova con uno striminzito 18%. Sia come si voglia, la validità di un progetto si misura con il consenso che ha al momento delle elezioni (finché ci sono, ovviamente), e quindi avrà avuto pure il 40, ma alla fine ha il 18. E per di più quel 40 e quel 18 sono i voti espressi da circa il 60% degli italiani.

Bene, anzi, male, ma questa è la situazione. E che fa Renzi? dice che ha sbagliato e si ritira a coltivare carciofi in Maremma, vola all’estero e apre un ristorante, si ritira in Convento? No, continua a fare politica, ma lamentandosi del fuoco amico, cioè del fatto che nel PD c’è chi, ed è la maggioranza, non gradisce le sue idee: né più né meno. Perfino dopo che quelli che lui odiava di più (D’Alema, Bersani, ecc.) se ne vanno, nel partito non lo vogliono lo stesso.

E allora lui pensa di farsene uno tutto suo di partito, ma intanto sta e resta nel PD, dove cerca e ottiene non solo un seggio senatoriale per sé e per i suoi amici e vari seggi per i deputati amici suoi, ma anche di mettere taluni ‘suoi’ nel Governo, anzi, di contribuire ad una sterzata improvvisa che porta il PD al Governo, molto controvoglia. Ma a lui non importa, perché intanto procede nel farsi il partitino suo, tutto suo e, mentre ci lavora, continua a lamentarsi di non essere amato, di avere fuoco amico (cioè gente che non la pensa come lui), ecc.

Infine, ottenuto tutto ciò che può, manda il solito messaggio a Giuseppe Conte (un altro su cui ci sarebbe da dire, ma lasciamo perdere) per dirgli di stare sereno, e lascia il partito, perché non ne può più di gente che … non la pensa come lui. Allegria per quelli che vanno con lui, ma sono fatti loro.

In realtà tutti sappiamo benissimo, che il suo scopo, oltre ovviamente a quello di avere un partito tutto suo dove lui parla per tutti e gli altri fanno silenzio, è di creare un partito di centro, che prenda pezzi un po’ da tutte le parti. Appunto, un raccatta-sbandati non di sinistra e non troppo di destra. Il centro, dice; tempo fa ho già spiegato perché il ‘centro’ non esiste, parlarne è solo un modo per abbindolare la gente.
Idee, progetti, filosofie, politiche? Nemmeno l’ombra. Però, si conferma che pescherà molto là dove da sempre voleva pescare, il partito di Silvio Berlusconi, che, sono dati ultimissimi, gli cede parecchi voti. E dunque l’accrocco è sempre lo stesso, ma il risultato ora come ora? Potere, semplice banalissimo, volgare potere.
Direte, ma se è il potere che vuole oggi è fuori da tutto, che potere ha? Un potere immenso: perché oggi può ricattare sia il Governo che il PD che anche altri, perché la sua partecipazione al Governo è decisiva: può farlo cadere in qualunque momento voglia, per di più potendo dire che se il Governo sbaglia lui non c’entra niente.
E infatti se ne esce, come sempre in questi casi, con una mirabile idea: fare un piano di investimenti massiccio per sostenere l’economia verde, ma senza tasse. Meraviglioso, neanche la Fatina dai capelli turchini! Tanto non deve realizzarla ‘sta cosa, solo fare propaganda.

Bene, dirà qualcuno, è stato bravo, abile, furbo, brillante, pronto. Sicuramente, lo è stato, e anche cinico e faccia di bronzo e spregiudicato. Se la politica è questa: potere innanzitutto, idee poi se ne parla …, se la politica è questa, viva Renzi, anzi Italia Viva, al solito anche nel nome: ‘mettici Italia e tutti pensano che sei uno che difende l’Italia’.
Fin qui, ciò che sappiamo e sapevamo di Renzi e del suo modo di agire.

Giorni fa, intervistato in TV, Nicola Zingaretti ha detto che della scissione è stato avvertito con un whatsapp, insomma con un sms: se ridesse di meno Zingaretti potrebbe diventarmi perfino simpatico, perché sembra proprio, agisce esattamente come una persona onesta, capace di sorprendersi. E dunque, neanche il buon gusto, la lealtà di andare da Zingaretti e dirglielo, spiegarlo, o addirittura, come in genere si fa, di andare ad una direzione a un congresso o che so io e lì proporre le proprie idee e quindi le proprie alternative e, visto il rifiuto, andarsene. Nulla di tutto ciò, anzi la Direzione, della quale fa parte, la diserta da sempre.
Lui, come Luigi Di Maio e oggi anche Conte, parla via Facebook o Twitter. Di Maio, come Renzi, boicotta via Facebook le elezioni in Umbria: un incontro diretto, chiaro, limpido, trasparente no, eh? Colpi bassi via Facebook … e meno male non via Twitter, ha superato i 160 caratteri, sta diventando un letterato!

Perché? Ma perché ha tante capacità, tanta improntitudine, ma, come ho scritto in altra occasione, Renzi è alla fine un bambinone vile, sì, vigliacco: il confronto faccia a faccia non gli si confà, non è cosa per lui. È tipico di certe persone tutto ciò, e va di pari passo con la maleducazione e il disprezzo, ma sempre non manifestato direttamente.
Notate bene, Renzi non va a discutere nel partito, no, va da Fazio e silura l’accordo con gli stellini, va su Facebook e propone l’accordo con gli stellini, va da Vespa e aRepubblicae dichiara che se ne va. Ma mai, mai e poi mai, il confronto diretto: faccia a faccia, guardandosi negli occhi, sfidandosi a duello, a pugni magari. No, nulla di tutto ciò, al massimo l’intervista ‘casuale’ in calzoncini corti, tutto sudato, mentre corre per allenarsi, ma a un giornalista.

E quindi lo ripeto, pensateci ha fatto sempre così: a Enrico Letta ‘stai sereno’ via Twitter, a Conte, una telefonata, a Zingaretti un sms. Lo ripeto, ha paura, è un vile, non affronta mai gli avversari a viso aperto

Qualche giorno fa, a Sheffield, le spogliarelliste di vari locali sono scese in piazza a protestare contro … le femministe, che proponevano la chiusura di quei locali: salvare la coscienza (se poi di coscienza si tratta) a spese altrui. L’ipocrisia.
Tutti accomunati da una sola chiara, chiarissima cosa: la assoluta, totale radicale viltà: non affrontare l’avversario, e salvare la faccia a spese degli altri.
E vedrete che questi ‘yogurt’ giocheranno disinvolti sulla pelle degli italiani, ma senza mai dirlo apertamente. Pare che potrebbero essere votati da un 5/6% di italiani (non ci credo, ma non sono un esperto), spero che non siano tutti solo vili, certo però, l’Italia è il Paese di Don Abbondio, non dimentichiamolo mai!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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