mercoledì, Dicembre 1

Referendum. O la va o la spacca field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


«L’iniziativa non ha avuto risonanza mediatica, ma la conoscenza cresce attraverso il passaparola», rivendica. Questa settimana il movimento organizza nuovamente mille punti di raccolta firme, da venerdì 11 a domenica 13, nelle principali città italiane. «Nei piccoli e medi centri della provincia c’è iniziativa politica e promozione di un’idea diversa di come si fanno e di come si devono fare le cose. In tutta Italia la campagna cresce, si associano persone e soggetti sociali, il numero delle firme si intensifica e la corsa prosegue in crescendo», sintetizzano i responsabili.
«Il recente appello degli ambientalisti», riprende Civati, «dimostra che c’è una larghissima condivisione sul tema delle trivelle. Come sul resto, Scuola in primo luogo, ma non solo. È legittimo che alcuni soggetti, altri hanno fatto il contrario, abbiano deciso di non partecipare. Ma noi ci crediamo. Ci stiamo moltiplicando e faremo di tutto, anzi lo facciamo già. Perché il motto non è più ‘Dì qualcosa di sinistra’, ma ‘Fa qualcosa di sinistra’. Per i diritti dei lavoratori, per la partecipazione dei cittadini, per la promozione di una conversione ecologica che sola ci può salvare: anche dal punto di vista economico. Per ribadire che un’idea di società da rimettere in discussione».
Ricordiamo, schematicamente, gli Otto Referendum.
1. DEMOCRAZIA _ Legge Elettorale
2. Eliminare i capilista bloccati e le candidature plurime
3. Eliminare l’intera Legge varata a Maggio 2015
4. AMBIENTE _ Trivellazioni
5. Fermare le trivellazioni in mare
6. Revocare il ‘carattere strategico‘ delle trivellazioni
7. LAVORO _ Jobs Act e dintorni
8. Abrogare il Decreto ‘Sblocca Italia‘, superando la politica delle Grandi Opere
9. Abrogare la previsione del demansionamento
10. Tutelare il lavoratore dai licenziamenti collettivi
11. SCUOLA _ ‘Buona scuola’
12. Eliminare il potere di chiamata del ‘Preside manager‘ previsto dalla Riforma
Di questi Referendum, e di altri, L’Indro si è occupato e si occupa, doverosamente, in maniera analitica. L’ultima volta con Otto Referendum. Se Civati ce la fa…, contenente anche il DOSSIER L’Indro: REFERENDUM ITALIANI. ‘CIVATI’ (E GLI ALTRI) 2015.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->