sabato, Maggio 21

Referendum Giustizia e dintorni: magistratura e democrazia a rischio Te lo meriti Luca Palamara!

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Eccoci, finalmente, a ‘I due giorni che sconvolsero la legislatura’, il work in progress della Consulta che tra questo martedì 15 e mercoledì 16 febbraio 2022 deve dare via libera, o meno, agli otto Referendum. In ordine di esame quello sul Fine vita, poi Cannabis, quindi il pacchetto dei sei sulla Giustizia giusta‘ (www.referendumgiustiziagiusta.it). Che, fatta salva l’importanza civilmente ed auspicabilmente rivoluzionante dei primi due, è ilboccone grossoche occupa ed inquieta la nostra presunta Classe Dirigente Politica.

Dopo Raccolta firme e successiva Validazione della Cassazione, ecco dunque i giorni del Giudizio, con discussione ed esame di fronte alla Corte Costituzionale che decide della loro ammissibilità. Giuliano Amato da poco suo Presidente, è stato Docente universitario e pluripresidente del Consiglio, ha spiegato come occorra «evitare di cercare il pelo nell’uovo» e che la Consulta deve «impegnarsi per consentire il voto». Parole che parrebbero aprire la strada a più quesiti del previsto, poi dall’immarcescibile ‘Dottor Sottile’, uomo dalla spiccata e attenta sensibilità politica, c’è da aspettarsi di tutto. Persino che operi in scienza e coscienza.

Ideati dai Radicali del PRNTT e ‘portati a casa’ dalla Lega stanno dunque in questo scorcio di fine legislatutra i sei Referendum sulla Giustizia. In sintesi. 1/ Riforma del CSM 2/ Responsabilità diretta dei magistrati 3/ Equa valutazione dei magistrati 4/ Separazione delle carriere dei magistrati tra funzioni giudicanti e requirenti 5/ Limiti agli abusi della custodia cautelare 6/ Abolizione del Decreto Severino. Si vedrà quanti sopravviveranno al giudizio della Consulta, dal quale ovviamente dipendono molte cose a cascata. Ma è evidente come sia in corso «un crescendo di iniziative legislative e referendarie che hanno un unico comun denominatore: ridimensionare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura». Così Roberto Scarpinato ha efficacemente sintetizzato la ‘Questione referendaria’ per quanto concerne la Giustizia, e il più ampio contesto in cui questa si inserisce. Dopo aver condotto in posizioni e postazioni delicatissime la sua attività da Magistrato a Palermo, Scarpinato ha concluso da Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Caltanissetta prima e Palermo poi. Nel suo ‘Il dinamitardo della giustizia‘ (il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2022), dedicato a quel preclaro gentiluomo dalla memoria selettiva dell’ex magistrato Luca Palamara che di tale operazione si è fatto non marginale protagonista, analizza lucidamente le manovre per «minare la credibilità complessiva dell’intero ordine giudiziario, alienandogli la fiducia popolare e creando così un clima propizio all’emanazione di riforme dirette alla sua normalizzazione». C’è «un vasto schieramento che da anni tenta di accreditare la tesi complottista e mistificante secondo cui i processi celebrati in quest’ultimo trentennio nei confronti di tanti esponenti della nomenclatura del potere, sarebbero stati instaurati non per finalità di giustizia, ma per occulte finalità politiche».

Questioni che pure abbiamo già  analizzato in ‘Giustizia, grandi manovre, si fa per dire, in attesa dei Referendum‘. Ora Scarpinato tira le somme anche per noi. E quel che afferma, pur pesante, non appare eccessivo. «La posta in gioco è l’assetto democratico del nostro Paese che ha uno dei suoi perni fondamentali nel principio costituzionale della uguaglianza di tutti i cittadini dinnanzi alla legge, senza distinzione di condizioni personali o sociali. Principio che rischia di trasformarsi in una formula vuota, se nei prossimi mesi dovessero essere manomesse (…) le garanzie costituzionali di indipendenza della magistratura». Se poi dal combinato disposto di Riforma della Giustizia Made in Cartabia (& Co.) ed Effetto Referendum quanto paventato continuerà a prendere corpo e il progetto andare a buon fine anche grazie dell’ignavia di chi potrebbe e dovrebbe opporvisi, non resterà che rifarsi a Nanni Moretti: «Te lo meriti Luca Palamara!».

REFERENDUM 2022 /2 (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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