mercoledì, dicembre 19

Referendum: ecco lo spacchettamento

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Il Referendum sulla Riforma Costituzionale e istituzionale che si terrà presumibilmente il prossimo ottobre è il focus dl dibattito politico, ed al centro di iniziative concrete. Si segnala in particolare quella elaborata dal Professor Fulco Lanchester, Ordinario di Diritto costituzionale della Sapienza-Università di Roma, di cui è stato pro-Rettore e Preside della Facoltà di Scienze Politiche.
Promotore assieme ai Radicali Italiani del Comitato per la libertà di voto, ha avanzato l’ipotesi di svolgere il Referendum per parti separate.
La proposta, dopo il deposito in Cassazione, sta cercando di raccogliere firme a supporto, sia tra la popolazione che tra i parlamentari. Impresa difficile, ma forse non impossibile.
L’iniziativa segue la lettera sottoscritta da 56 costituzionalisti presentata lo scorso aprile al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro dell’Interno Angelino Alfano ed al Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi. Gli studiosi esprimevano le loro perplessità su un testo di revisione costituzionale di cui non si condivide il merito. «Siamo preoccupati che un processo di riforma, pur originato da condivisibili intenti di miglioramento della funzionalità delle nostre istituzioni, si sia tradotto infine, per i contenuti ad esso dati e per le modalità del suo esame e della sua approvazione parlamentare, nonché della sua presentazione al pubblico in vista del voto popolare, in una potenziale fonte di nuove disfunzioni del sistema istituzionale e nell’appannamento di alcuni dei criteri portanti dell’impianto e dello spirito della Costituzione». Lanchester ci espone, i contorni della proposta di cui è ‘padre’, e le possibilità concrete di una sua effettiva incidenza su una riforma che modifica profondamente il Titolo V della Costituzione e la stessa conformazione del Parlamento italiano. Le sue tesi, assieme a quelle del Sì e del No, sono state esposte a partire dal Convegno ‘L’incrocio pericoloso: Referendum costituzionale e leggi elettorali’, del 30 giugno 2016.

 

Anzitutto, Professor Lanchester, in che quadro ci muoviamo?

Ci troviamo di fronte ad una divaricazione per cui sia quelli che ‘vogliono bene’ a Renzi, sia quelli che gli sono avversi, preferiscono scontrarsi come tori furibondi piuttosto che puntare sul discernimento e la ragionevolezza. Voler rendere forzatamente bipolare questo sistema, oggi tripolare, rischia di portarlo all’implosione.

 

Lo ‘spacchettamento’ che ha ideato, e che propone assieme ai ‘Radicali Italiani’, in cosa consiste?

Chi vuole il cosiddetto ‘spacchettamento’ del cosiddetto ‘quesitone’ propone in alternativa una serie di quesiti specifici ed omogenei. Evidenziamo come con il quesito unico si ponga a rischio la libertà di voto su cui la Corte Costituzionale si è espressa con numerose sentenze relative all’art.75 della Costituzione sul Referendum abrogativo.

 

Quali sono le possibilità di realizzazione effettiva della vostra proposta?

È fattibile. Basterebbe semplicemente che i Deputati e i Senatori che hanno firmato i quesiti per il ‘Sì’ e per il ‘No’ sottoscrivessero anche i nostri per la votazione in parti separate. Il Giudice centrale per la Corte di Cassazione, e poi eventualmente la Corte Costituzionale, dovrebbero dare  un giudizio sulla effettuabilità dello ‘spacchettamento’, legittimando così anche tutto il procedimento di revisione costituzionale. Stiamo lavorando appunto perché l’opzione delle ‘parti separate’ arrivi davanti alla Corte di Cassazione e, se questa lo riterrà opportuno, davanti alla Corte Costituzionale. I tempi sono stretti, ma possibili

 

Quindi è fiducioso….

Fiducioso è una parola grossa, diciamo che si potrebbero anche ‘spuntarla’. Il problema è che quando si agisce solo per contrapposizione… Per esempio, il rappresentante in materia del Movimento Cinque Stelle, il deputato Danilo Toninelli, oggi sostiene la contrapposizione e basta. Eppure nel mese di aprile aveva pensato anche lui di proporre un Referendum per parti separate. Si pensi anche agli episodi del ‘Comitato del No’, quello ‘duro e puro’. Il suo Presidente, il Professor  Alessandro Pace, insigne collega costituzionalista, aveva dichiarato su ‘la Repubblica’ un mese e mezzo fa che lui, come l’ex parlamentare Alfiero Grandi altro importante esponente di quello struttura, erano favorevoli allo spacchettamento, ma erano stati messi in minoranza. Anche i 56 costituzionalisti autori della ‘Lettera-appello’ di aprile sottoscritta pure da me, nel punto 7 della dichiarazione, molto critica sul procedimento e su alcuni punti della revisione costituzionale, hanno sostenuto la possibilità dello spacchettamento.

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