lunedì, Settembre 27

Referendum d’indirizzo sui temi etici

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Referendum d’indirizzo sui temi etici. Questa è la proposta di qualche giorno fa, riportata da il Fatto, di Giuseppe Fioroni, area democratica. Un indirizzo popolare all’attività politica unicamente sui temi etici e bioetici. Questo vorrebbe dire che i parlamentari dovrebbero, inderogabilmente, seguire la volontà popolare (visto che dovremmo avere la sovranità).

C’è chi ha interpretato questa mossa come un velato ostruzionismo, visto che in questo momento modificare il Ddl costituzionale allungherebbe i tempi, e poi potrebbe far slittare anche la discussione sulle Unioni Civili (ricordiamo che è in ballo la legge della collega di partito Monica Cirinnà). Gli irlandesi lo hanno fatto, si potrebbe dire, ma bisogna anche sottolineare che il nostro ordinamento non prevede il Referendum d’indirizzo.

Quando parliamo di aspetti etici, provocazioni a parte, il macrotema è ampio. A questo punto ci siamo rivolti direttamente a Giuseppe Fioroni, per capire cosa vuol dire, in particolar modo in un momento estremamente delicato.

Referendum sui temi etici: che vuol dire?

Io ho fatto questo ragionamento: la mia posizione sui temi etici è nota. Ritengo che la biomedicina, la bioetica, i temi etici che riguardano i matrimoni tra le persone dello stesso sesso e le adozioni, il tema della vita e della morte, tramite il progresso interpellano sempre di più la coscienza di ciascuno di noi, nella parte più intima e personale. Si prendono decisioni su cui il Parlamento non è certo di esercitare una delega che rappresenti la (reale) volontà degli italiani sui temi appena accennati, ma anche su altri temi che riguarderanno il futuro per esempio la brevettabilità del DNA. Si apre una stagione che andrà sempre crescendo dove la domanda è: non credo, a seguito della modifica della Carta costituzionale tra Camera e Senato, che se ne debba occupare solo la Camera o il Senato delle Autonomie, credo che il principio della rappresentanza del parlamentare e il principio di delega hanno bisogno di una delega rafforzata da un indirizzo. Nella stessa famiglia, nello stesso partito, nelle nostre comunità, questi temi (e le convinzioni su questi) sono così gelosamente custoditi che l’esercizio della delega è complesso. E’ complesso ipotizzare che su questi temi si possa considerare  unicamente la disciplina di partito, perché è la sommatoria di orientamenti prevalenti. Credo che questi temi, da oggi in poi (è riduttivo dire che lo penso solo in virtù dei matrimoni gay e le adozioni) dalle conquiste della scienza e della tecnica ci porremmo molte domande su scelte di fondo che non saranno temi da campagna elettorale.

Un Referendum di indirizzo che guidi le scelte della politica?

Quando entriamo in sfere così sensibili è sbagliato montarci sopra una campagna elettorale. Credo che l’istituto della delega (parlamentare)  debba essere supportato da un Referendum di Indirizzo. Invece di discutere se ci sono due passaggi tra Camera e Senato, discutiamo la possibilità che su questi temi, estremamente delicati, circoscrivendo questo tipo di azione alla complessità dei temi etici e bioetici, si stabilisca un principio secondo il quale il popolo italiano è chiamato a dare il proprio indirizzo su scelte di fondo, e dovrà essere vincolante per gli eletti. In questo modi si rispetta l’orientamento del Paese, che sarà direttamente connesso alla sommatoria delle coscienze che daranno un indirizzo prevalente. E sarà evitata quella strumentale campagna elettorale che fa sì che i residui delle ideologie si contrappongono su temi che vanno rispettati, riguardano l’uomo, la sua dignità, la concezione della vita e della morte. Questo (il Referendum d’indirizzo) è lo strumento. Ho letto interpretazioni ridicole, questo non c’entra nulla con la normazione dei diritti delle unioni civili. Stiamo parlando di scelte fondanti. Ci deve essere il rispetto di lasciare la parola a ciascuno italiano, in questo maniera non ci saranno più strumentalizzazioni ideologiche e contrapposizioni strumentali, ma un libero confronto.

A livello Costituzionale ci riallacciamo alla discussione sulle modifiche all’art.55?

E’ possibile. Sicuramente avrò delle obiezioni, ma siccome stiamo discutendo l’art. 55, potremmo inserire, limitatamente al punto dove abbiamo inserito chi deve discutere di temi etici, una semplice frase che dichiara “previo referendum d’indirizzo, esclusivamente per i temi etici e bioetici”. Io non sono un costituzionalista, ma la ritengo fortemente sostenibile.

Qualcuno potrebbe anche affermare che, comunque, bisognerebbe disciplinare nella nostra Costituzione questa tipologia precisa…

Non stiamo parlando dell’introduzione del Referendum di indirizzo su tutti gli aspetti dell’attività politica, ma limitatamente a questo. Non voglio chiedere un indirizzo sulla politica in generale, io sto chiedendo l’introduzione selettiva e chirurgica di un referendum di indirizzo, che non è propositivo. Quando la Camera sarà chiamata ad esprimersi sui temi e etici e bioetici fondanti, servirà il parere popolare (tramite lo strumento del Referendum). Questo investe profondamente la nostra società. Parla di temi fondanti. Spero che possa essere accolto con l’emendamento, ma apre una discussione che investe direttamente la nostra Carta costituzionale.

Nel Pd come hanno accolto la Sua riflessione?

Io non ha idea se il Pd intenderà sostenerlo o non sostenerlo. Io ho un’espresso un’opinione ci riguarda i temi etici e bioetici e questa opinione non è sottoposta ad una valutazione di Partito. Sono profondamente convinto di ciò, e mi auguro che altri colleghi ne siano convinti come me e presentino l’emendamento e lo sostengano, dopodiché bisogna vedere. Anche se non passa l’emendamento, è un tema che resta. Nella mia concezione io non intendo portare avanti un referendum d’indirizzo sulle unioni civili (quando parliamo di normazione), ma il matrimonio e le adozioni tra persone dello stesso sesso. Stiamo parlando di una modifica sostanziale.

Lei crede che la volontà popolare, tramite la consultazione diretta, si discosterebbe molto dall’attività della politica (sempre rimanendo in questo frangente)?

I temi etici sono vissuti da ognuno di noi in maniera differente. Anche nel panorama politico siamo convinti che all’interno della sinistra e della destra tutti abbiano le stesse convinzioni su questi temi? Un indirizzo polare sarebbe la risultante della volontà maggioritaria. Credo che  la politica su questi temi ha una delega che deve essere rafforzata. Non è una lesione del parlamentarismo e nemmeno della delega la parlamentare, anzi è un rafforzativo affinché il parlamentare svolga la propria attività secondo l’indirizzo del popolo.

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