sabato, Aprile 10

Reborn, quando la vecchia auto 'rinasce' elettrica

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Panda reborn. Non è un film di fantascienza su un plantigrado replicante, ma il frutto di un progetto sul quale, per quattro anni, hanno lavorato aziende di Confartigianato Vicenza e Treviso, che potrebbe aprire nuovi importanti scenari nel campo della mobilità elettrica. Burocrazia permettendo.

Si chiama, appunto “Reborn” il progetto nato dalla collaborazione di imprese delle due realtà associative, che hanno messo assieme le esperienze di due iniziative simili, “Banzai” per i vicentini e “Retrofit” per i trevigiani, studiando un kit che possa far ‘rinascere’, appunto, un veicolo obsoleto, trasformandolo in un’auto esclusivamente elettrica: prototipo una Panda del 2009 nata con propulsore a combustione interna ha ricevuto un ‘cuore’ elettrico, mantenendo tutte le funzionalità e le dotazioni originarie, a partire dal cambio meccanico, con la stessa gamma di rapporti esistenti, diventando un veicolo molto più silenzioso, che percorre 100 km con un costo tra i 2 e i 3 euro.

Un’operazione non semplice dal punto di vista tecnico, ma ancor più da quello burocratico. “La difficoltà tecnica”, spiega Valter Fabris, responsabile categorie produzione e servizi innovativi di Confartigianato Vicenza, “è stata legata soprattutto al software, per la necessità di collegare il nuovo motore alle funzioni esistenti. È come un nuovo cervello che deve innestarsi perfettamente nelle funzioni organiche della macchina. Inoltre, il motore elettrico, essendo più piccolo, necessita di una ‘camicia’ che gli faccia da contenitore per adeguarla agli spazi esistenti, lasciati dal motore endotermico”.

Ma queste difficoltà sono state superate, visto che il 5 giugno è stata proprio una Panda riconvertita in elettrico, ad accompagnare Achim Steiner, sottosegretario generale dell’Onu e direttore dell’Unep,  il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, insieme all’ambasciatore Onu e calciatore Yaya Touré, all’apertura della giornata per l’ambiente all’Expo.

Ma il veicolo, in realtà, non è ancora vendibile, visto che manca ancora l’omologazione, al momento impossibile in Italia, a meno che il veicolo ‘riconvertito’ non sia immatricolato in Spagna o Germania e poi portato nel nostro Paese, ad un costo di circa 5.000 euro solo per questo ‘giochino’. In un Paese che nel 2014 aveva 61 auto su 100 abitanti – uno dei valori più alti d’Europa – con un’età media del parco auto tra le più vetuste a livello continentale, questo progetto avrebbe tutte le carte in regola per aprire un nuovo mercato, riconvertendo le auto più vecchie, utilizzate soprattutto per spostarsi all’interno della città.

“Abbiamo calcolato che un vicentino percorre in media 40-50 km al giorno”, sottolinea Luigino Bari, coordinatore del progetto ‘Banzai’ per la Confartigianato berica e titolare di un’officina elettromeccanica, “questo progetto potrebbe essere un ottimo modo per far ‘assaggiare’ ai cittadini il veicolo elettrico. Senza contare che il motore ha una durata illimitata. Come impresa noi abbiamo aderito perché ci crediamo e abbiamo fatto parte fin dall’inizio del progetto che è partito con ‘Futuro elettrizzante’ e proseguito con Banzai e Reborn, per stimolare azioni nei riguardi dell’ambiente, partendo dalle colonnine di alimentazione. I settori elettromeccanica, metalmeccanica e autoriparazione si sono uniti, partecipando a corsi di formazione per capire a che punto fosse il know how e pensato che la strada giusta fosse proprio la trasformazione dei veicoli obsoleti in elettrici”.

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