giovedì, Dicembre 9

Reality:la gestione dell'orrore image

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aerei

 

Lascia a bocca aperta tutti, almeno quelli che non sono ancora ipnotizzati dai media mainstream, la reazione del mondo all’abbattimento del Boeing  777, sigla MH17, della Malaysia Airlines avvenuto tre giorni fa.

I dati certi di questo episodio sono la morte di 298 persone innocenti (olandesi in maggioranza), le modalità dell’attentato (un missile terra-aria di alta precisione) e il luogo della tragedia, al confine tra Russia e Ucraina.

Un’altra cosa certa è che il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dichiarato, in una conferenza stampa convocata per l’occasione, che l’intelligence americana, entrata immediatamente in azione, ha acquisito la sostanziale certezza che il missile impiegato per l’azione sia di fabbricazione russa e che il suo utilizzo sia da imputare ai separatisti filorussi operanti in Ucraina.

Dichiarazioni che nel mondo, soprattutto nelle Nazioni di appartenenza dei 298 morti sul Boeing dovrebbero suscitare ondate di indignazione incontrollabili, di cui però i media non ci danno riscontro.

A questo punto, forte del vantaggio di essere un giornalista totalmente indipendente come lo è la testata che diffonde le considerazioni mie e di tanti altri validissimi colleghi, proverò a formulare delle ipotesi ad ampio raggio su quanto sta accadendo.

E’ completamente casuale la contemporaneità dell’abbattimento del jet malese con la guerra che a Gaza sta suscitando, questa sì, reazioni di orrore in tutto il mondo, rivolte soprattutto contro Israele?

Due aerei della stessa compagnia sono scomparsi  nel giro di pochi mesi. Uno volatilizzato da qualche parte tra l’Oceano Indiano e il Tibet, senza lasciarsi dietro un rottame che è uno. L’altro, al contrario,  abbattuto con dovizia di particolari ed immagini filmate.

Dobbiamo aspettarci un terzo aereo della Malaysia Airlines dirottato in streaming mondiale, con l’assassinio in diretta dei passeggeri uno ad uno, trucidati da soldati a volto scoperto e divise nazionali in primissimo piano?

Quanto sarebbe importante la notizia, non confermata, secondo cui l’aereo presidenziale con a bordo Vladimir Putin di ritorno dal Brasile viaggiava a solo 30 minuti dall’orario del MH17 malese? Un errore o un avvertimento in pieno stile mafioso?

Mi è venuto in mente il falso comunicato delle BR con cui si dirottavano le ricerche di Aldo Moro, dato per giustiziato, verso il Lago della Duchessa. A posteriori si ipotizzò che quell’annuncio fu una sorta di prova generale, voluta da chi conosceva già il futuro tragico epilogo della vicenda, per testare le reazioni dell’opinione pubblica ad un fatto di tale gravità.

Se è vero, come è vero, che chi controlla i mezzi d’informazione controlla il mondo, nessuna meraviglia se la guerra del terzo millennio viene combattuta con azioni spietate e vittime vere, ma ben calcolate nei loro effetti  dimostrativi e intimidatori.

L’impressione che si rafforza, almeno tra i liberi pensatori, è che l’abbattimento di aerei di linea, scelti a caso o con motivazioni ben studiate a tavolino, rientri ormai nelle strategie di guerra parallela, o psicologica, un’evoluzione delle tattiche terroristiche stragiste che in Italia abbiamo ben conosciuto e che inquadra gli scenari delle rotte aeree come ideali per facilità di bersaglio e relativa cassa di risonanza.  

E che la gestione delle informazioni da parte dei Governi su simili atti di guerra rientri nel grande disegno di peacekeeping, settore tra i più delicati da  maneggiare da parte delle intelligence di tutto il mondo.

In questo modo si spiegherebbe  il calmiere mediatico applicato su questo ultimo gravissimo episodio, mirante ad attenuare  contraccolpi difficili da arginare.

Mi sono chiesto che effetto avrebbero fatto 193 vittime civili italiane cadute in un attacco premeditato ed eseguito da una fazione politica identificata con chiarezza, sull’opinione pubblica del nostro Paese.
Speriamo di non doverlo mai verificare. 

 

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