martedì, Settembre 21

Re Matteo Renzi e la Regina in attesa

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In fondo sono giusto colpevoli di qualche bagatella. Di avere generato, avallato e difeso vent’anni di dittatura fascista, con tutto quello che ancor oggi comporta, e poi Leggi Razziali, guerre e Guerra, stermini di massa delle altrui e proprie popolazioni, dalla Libia (causato) alla Russia (subito)…

Cosa volete che sia. E cosa volete che sia se da Vittorio Emanuele III all’ambiguo figlio Umberto, dall’omonimo nipote omicida con la passione per le armi (e i fucili da caccia. Vedi alla voce: Isola di Cavallò), sino al più presentabile di tutta la storia recente, il giovane cazzaro Emanuele Filiberto…, insomma cosa volete che sia se intelligenza e volitività di carattere non sembrano caratteristiche precipue della schiatta. Se, insomma, per dirla con Aristotele, “sembrano una massa di fessi” (sempre attenuando il giudizio per il simpatico cazzaro, per via della deliziosa moglie francese, e per l’invidia di status, ché se fare il giornalista è sempre meglio che lavorare, fare il principe ereditario senza Trono, ma con eccellente Auditel, è ancor meglio che fare il giornalista).

Insomma, anche considerando tutto, a fronte della storia della monarchia italica moderna e contemporanea, e dei rischi connessi, forse meglio loro della ‘linea ereditaria’ che va da ‘Re Giorgio’ (Napolitano) a ‘Re Matteo’ (Renzi). Che, avendo gestito con una, diciamo così, certa spregiudicatezza il proprio ruolo istituzionale, pretendono di proseguire in questa direzione. Ora lo scettro è passato al ‘Royal baby’, copyright, continuiamo a correttamente ricordare, di Giuliano Ferrara, inquietante ircocervo generato dai lombi di Amintore Fanfani e Silvio Berlusconi (Renzi, non Ferrara, per quanto…), incauto connubio dalle inquietanti implicazioni, con la partecipazione, indispensabile, dell’‘insediatore’, Napolitano appunto. Dopo il trionfo del Senato, e sul Senato, ben poco sembra frapporsi all’autocrazia imperiale renziana. Roma, Movimento Cinque Stelle, Alessandro Di Battista permettendo. Con tutte le implicazioni che un carattere che si sta dimostrando ancor più pericoloso del preventivato comporta in prospettiva, come abbiamo iniziato a delineare con Re Matteo (2015.10.15) ne il Contrappunto.

Emerge, però, ora una nuova variabile. Quella descritta da Valter Vecellio nel suo appuntamento di apertura della settimana su L’Indro. “Chissà quali sono i sogni veri di Maria Elena Boschi, Ministro per le Riforme del Governo guidato da Matteo Renzi, che confessa di essere ‘lib’ per quel che riguarda i temi del lavoro, dell’economia e del mercato; e che sui diritti dice di superare ‘il capo’ a sinistra (non che ci voglia molto, basta spostarsi poco poco…)”. E, ancora: “Ora c’è quella incoronazione di fatto dell’Economist; c’è Il Foglio che suggerisce a Renzi di puntare su di lei per sperare di conservare la poltrona del Campidoglio… Lei, l’inossidabile renziana dotata di smaliziata capacità empatica grazie alla quale riesce a intrattenere amicali rapporti con la veterana Anna Finocchiaro e con il sanguigno Denis Verdini; che si fa rispettare da un pirotecnico Roberto Calderoli come dai fumini pentastelluti; che dice di amare ‘C’era una volta in America’ di Sergio Leone e i film con Audrey Hepburn, e legge Milan Kundera. Questa è la donna che dice di fare sogni molto più belli, che sedere un giorno sulla poltrona di Palazzo Chigi; ne riparliamo quando l’attuale inquilino lascerà libero il posto”. Giustamente concludendo: “Madonna Boschi svetta, e sempre più, di propria luce”.

E se, aggiungiamo, non fosse solo questione di successione, ma di sostituzione in caso di necessità? Con il suo (del mèntore Renzi) avallo o meno. Sempre di Monarchia si tratterebbe, ma con Regina. La Regina, annunciamo, è (almeno politicamente) in attesa. Di un ‘Royal baby’ del ‘Royal baby’? Vedremo, forsanche a breve. Però, allora, di fronte ai rischi di questa nuova Monarchia, Monarchia per Monarchia cominciamo a riflettere se non sia meglio, già che ci siamo, riprenderci gli infami Savoia.

 

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