venerdì, Settembre 17

Re Matteo e il ‘bosco che si muove’. O la Boschi

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Quanto sta avvenendo ora in Italia è stato a suo tempo raccontato da William Shakespeare, o chi per lui, nel Macbeth, composto tra il 1605 ed il 1608. Dramma, tragedia, dalle nostre parti anche farsa, come sovente la storia che si ripete.

Abbiamo già tratteggiato l’irrersistibile ascesa al Trono del nuovo regnante in Attenzione arriva Renzi, Re Matteo Re Matteo e la Regina in attesa. Ma cediamo le armi, e soprattutto le parole, al Gran Bardo, che ha dettagliatamente descritto, oltre quattro secoli fa, fatti e contesto di quanto sta avvenendo oggi in questo benedetto, assurdo bel paese. Ciascuno può decrittare, e traspondere a suo genio, quanto il genio britannico scrive.

 

Da parte nostra provvederemo poi a esplicitare chi sono, qui e ora, da noi, quei personaggi, e a chi corrispondano quei nomi.

 

Macbeth è tra i più conosciuti drammi di Shakespeare, nonché la Tragedia più breve. Frequentemente rappresentata e riadattata nel corso dei secoli, è divenuta archetipo della brama di potere e dei suoi pericoli. Per la trama si ispirò liberamente al resoconto storico del Re Macbeth di Scozia di Raphael Holinshed, e a quello del filosofo scozzese Hector Boece. Popolare anche l’Opera di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave.

L’azione si apre in una cupa Scozia di inizio Basso Medioevo. In un’atmosfera di lampi e tuoni tre Streghe (Le Sorelle Fatali, le Norne) decidono che il loro prossimo incontro dovrà avvenire in presenza di Macbeth. Nella scena seguente, un sergente ferito riferisce a Re Duncan di Scozia che i suoi generali Macbeth, Barone di Glamis, e Banquo hanno appena sconfitto le forze congiunte di Norvegia ed Irlanda,guidate dal ribelle Macdonwald. Macbeth, congiunto al re, è lodato per il suo coraggio e prodezza in battaglia.

La scena cambia. Macbeth e Banquo fanno considerazioni sul tempo e sulla loro vittoria. Mentre passeggiano nella brughiera, le tre Streghe, che li stavano aspettando, compaiono loro e pronunciano profezie. Anche se Banquo per primo le sfida, esse si rivolgono a Macbeth. La prima lo saluta come Barone di Glamis, la seconda come Barone di Cawdor, e la terza gli preannuncia che diventerà Re. Macbeth è stupefatto e silenzioso, così Banquo ancora una volta le sfida. Le streghe lo informano che sarà il capostipite di una dinastia di Re. Poi le tre Streghe svaniscono e un altro barone, Ross, messaggero del re, subito arriva e informa Macbeth che questi ha appena acquisito il titolo di Barone di Cawdor: la prima profezia è così realizzata. Immediatamente Macbeth incomincia a nutrire l’ambizione di diventare Re.

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