lunedì, Maggio 17

Il Re, la Corona e il futuro della Thailandia Ancor oggi nessuno sa bene cosa accadrà. Come sarà manovrato il suo timone?

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Un anno passato in fretta. Sull’onda delle lacrime, il popolo thailandese ha trascorso questa parentesi temporale così labile tutto stretto in una lacrima. Una gran parte della Storia della Nazione, uno dei cuori pulsanti del Regno è asceso nel Regno dei Grandi del Siam ma lascia tutti davanti ad un mare sconfinato di dubbi. Ancor oggi nessuno sa bene cosa accadrà alla Thailandia. Il Regno è per sempre, questo è chiaro. Ma come sarà manovrato il suo timone, come affronterà le sfide che si parando davanti? Nessuno –al momento- riesce ancora bene a dirlo.

Il 26 Ottobre 2017 segna un momento storico nel Regno del Siam, quando i resti di Re Bhumibol Adulyadej  saranno cremati marcando così la fine di una parabola che non ha solo caratterizzato le vicende della Corona thailandese ma del suo stesso popolo e della intera Nazione. Il Governo thailandese di fatto ha impiegato un anno per svolgere al meglio le imponenti cerimonie connesse con la cremazione pubblica, un vero e proprio evento epocale, probabilmente secolare, ovvero un funerale reale. Per spiegare minimamente la portata dell’evento storico si può annotare che il costo delle cerimonie è attualmente stimato in circa 90 milioni di Dollari USA.

Il funerale durerà cinque giorni, a partire dal 25 ottobre per terminare nella notte sotto lo sguardo attento dei servizi di vigilanza posti intorno e di fronte all’urna reale ed alla bara presso la Sala del Trono al Dusit Maha Prasart all’interno del Grand Palace. Il giorno successivo la bara che contiene i resti del Sovrano sarà trasportata col carro reale spinto da centinaia di uomini. Lascerà il Grand Palace e raggiungerà il Crematorio principale posto a Sanam Luang, la ampia piazza riservata per le Cerimonie di Stato.

Una pira costituita da legno di raro albero kalameet sarà accesa alle 5,30 del pomeriggio quando – appunto – il Re sarà cremato. Il giorno successivo, le sue ceneri saranno raccolte in una speciale urna che sarà collocata all’interno del Grand Palace presso la Chakri Mahaprasart Hall. Sia la cremazione sia la raccolta delle ceneri saranno trasmesse in diretta televisiva nazionale. Si ritiene che i thailandesi mostreranno il loro ultimo gesto di rispetto all’uomo che essi hanno creduto fosse il più grande Re del Paese nell’arco dei tempi moderni.

Molti si chiederanno come mai il Re Bhumibol Adulyadej sia ormai ritenuto il più grande Sovrano in epoca moderna in Thailandia e come mai abbia riscosso via via la stima e il rispetto non solo nel suo Paese ma anche a livello mondiale. Ma non è difficile a intuirsi.

Incoronato nel 1946, dopo la morte accidentale del fratello Re Ananda, Bhumibol Adulyadej ha successivamente trasformato una monarchia in declino nella più importante istituzione politica del Paese. Operò in intima unione con l’apparato dell’Esercito, attraversando la Guerra Fredda, con il sostegno degli Stati Uniti. Insieme hanno condotto la Thailandia ad essere una Nazione amica degli USA e contro ogni movimento sovversivo ispirato al Comunismo o contrario alla Monarchia. Per gli osservatori di cose thailandesi, è stato via via costituito una specie di network politico – un ‘cerchio magico’ – operativo fin dagli Anni ’70 intorno alla Monarchia, un consorzio consistente nella unione con l’Esercito, il commercio e le attività economiche di alto profilo, i burocrati e tutti i lealisti vicini al Sovrano.

Secondo questi osservatori, il ‘cerchio magico’a guida monarchica ha di fatto dominato la Politica del Paese, ufficialmente guidato da Governi civili ma ufficiosamente consentiti solo se deboli e mantenuti ad alto livello di vulnerabilità. Nel caso in cui avessero mostrato un qualche segno di minaccia al network, sarebbero stati scalzati da un colpo di stato. Questo spiegherebbe perché in Thailandia ci son stati 21 colpi di stato dall’abolizione della Monarchia assoluta nel 1932.

Allo stesso tempo, il lungo regno di Bhumibol è stato ammantato di autorevolezza. Uno spirito basato su tre elementi principali quali: ‘essere sacro, popolare e democratico’. Tutta la Corte è stata concentrata nella costruzione di un neo-lealismo, come è stato definito da alcuni osservatori soprattutto occidentali. Il Re Bhumibol è stato anche sacralizzato e trasformato in Dhammaraja, ovvero Re-Dio, incastonato all’interno di mura giuridiche cementate dalla potenziale accusa di “lesa maestà”, ogni volta che si delineasse un insulto o diffamazione nei confronti del Re. Le implicazioni politiche e le innumerevoli re-interpretazioni del concetto giuridico di ‘lesa maestà’, variamente declinata, è diventata un fattore cruciale nell’agone politico e soprattutto in termini di censura nell’ambito della libera espressione e nell’agone politico thailandese.

Il Re Bumibol è così diventato un Dhammaraja popolare, sceso in terra sotto forma cittadino-centrica. Allo stesso modo, l’immagine di un Sovrano democratico è stata via via disegnata e dipinta nonostante i contenuti dei discorsi pubblici del Sovrano, ancorché radi e sporadici, spesso hanno mostrato evidenti sfumature tutt’altro che ‘aperte’ nei confronti della Democrazia.

Regnando per circa 70 anni, Bhumibol è stato il Monarca che ha regnato più a lungo. La propaganda di Palazzo ha consegnato una immagine del Sovrano che è passato attraverso una istruzione nazionale e profondamente rispettoso delle forme. Ma in realtà, si tratta di figura certo più complessa e che si è formata in Occidente secondo stilemi, tratti culturali e contenuti civili o politici di natura eterogenea rispetto alle istanze tutte thailandesi. Questa unicità della figura di Re Bhumibol, i risultati conseguiti nel raggiungimento della adesione popolare e nella stima mondiale sono oggi un retaggio parecchio difficile da gestire per il figlio successore ed erede al trono, il Re Maha Vajiralongkorn nel seguire le orme di un così popolare e stimato padre ancorché carismatico. Ora la ideologia coniata come neo-lealismo monarchico servirà come unità di misura – affermano gli osservatori di cose thailandesi – per valutare appieno l’entità dell’eredità di Re Bhumibol certamente ma anche per stimare al meglio le capacità della Corona thailandese nel prossimo futuro, dopo che saranno completate le cerimonie connesse con la cremazione del Sovrano precedente.

Sostanzialmente, Re Maha Vajiralongkorn è un’incognita. Il suo stile di vita precedente, ritenuto alquanto eccentrico, la formazione all’estero ritenuta non all’altezza del suo predecessore, il carisma e l’affetto popolare, nonché l’appoggio incondizionato dell’apparato dell’Esercito nel caso del suo illustre Padre sono oggi un banco di prova notevole per chiunque. Re Maha Vajiralongkorn comunque non è stato con le mani in mano: ha ‘rivisitato’ tutto l’entourage di casa reale sostituendo via via i componenti fedeli al Padre con persone di sua maggior fiducia; pur valutando attentamente il ruolo e lo spessore dell’appoggio dell’Esercito non è propenso a limiti eccessivamente vasti per i militari; soprattutto ha preso piena visione delle proprietà della Corona ed ha personalmente proceduto a definire limiti e competenze nella sua gestione, essendo de facto, uno dei sovrani più ricchi dell’intero Pianeta.

E’ vero. Dopo la cremazione dei resti del corpo di Re Bhumibol Adulyadej niente sarà più lo stesso. Dentro e fuori le segrete stanze dei palazzi imperiali. Dentro e fuori la società thailandese e l’intero Regno del Siam.

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