martedì, Settembre 28

Razzismo elettrico Ecologia a corrente alternata

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Il governo ha deciso di riportare in auge gli eco-incentivi per l’acquisto di automobili poco inquinanti. Soldi che, distribuiti in un momento infuocato come questo, pieno di crisi lavorative e sociali e con continui tagli allo stato sociale, dovrebbero essere usati con accuratezza e intelligenza. Permettere il rinnovamento del parco auto dei cittadini di una nazione è sicuramente un obiettivo interessante, a questo punto l’incentivo dovrebbe essere collegato alla rottamazione della vecchia auto. Il problema però è che questo governo (il governo dell’ex rottamatore Matteo Renzi) non sembra guardare ai veri obiettivi da raggiungere in particolare nelle città: ridurre il parco auto circolante. L’urbanizzazione ha concentrato troppa popolazione nelle maggiori città e Roma, ad esempio, si ritrova sulle strade tante automobili quante tutta l’Austria.

Non solo, non paghi della scarsa lungimiranza della scelta hanno deciso di escludere dai finanziamenti le biciclette a pedalata assistita. Proprio in un momento in cui le persone hanno meno soldi da investire su un mezzo di spostamento, proprio ora che il numero delle persone che usa le due ruote aumenta progressivamente, proprio ora che persino le cause automobilistiche hanno cominciato a farsi avanti nel settori ciclistico. Come mai questa scelta?

Forse perché il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi era già stata protagonista di polemiche per l’accordo tra l’Anci guidato all’epoca dall’attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano del Rio e la Ducati energia (società della Guidi) per una fornitura di bici elettriche ad alcuni comuni. Ma anche no direbbe qualcuno, infatti poteva mancare un conflitto di interessi anche in questa occasione? La Ducati Energia sarà beneficiaria degli ecoincentivi per mezzi elettrici. Cosa che mi può rallegrare in quanto ambientalista, meno in quanto cittadino repubblicano e democratico, che odia i privilegi e chi raggiunge il potere potendo gustarsene una fetta per i propri interessi.

Insomma, chi sorride con questa scelta? Chi produce mezzi elettrici, ibridi, a metano e gpl (Fiat…pardon Fca compresa), anche ciclomotori/scooter. Questi ultimi in concorrenza con le biciclette a pedalata assistita, ma non con le bici normali che però non avrebbero nulla a che fare con la modalità di incentivo optata dal governo. E pensare che fino a pochi mesi fa, quando era sindaco, lo stesso Renzi si mostrava in giro a pedalare con disinvoltura. Si sarà dimenticato di quanto è bello andare in bici ora che è costretto ad avere la scorta e a girare in auto di rappresentanza? Chissà, magari la sostituisce con una elettrica, potrà chiedera consulenza alla sua collega di governo Federica Guidi.

 

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