martedì, Luglio 27

Ravello: quando la magia della bellezza incontra il Festival Tema del 2015 è ‘InCanto’ che celebra anche il miracolo della voce umana oltre l'amore

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Il Festival di Ravello si svolge ogni anno nel periodo estivo, e rappresenta un appuntamento imperdibile che unisce la bellezza di luoghi incantevoli della costiera amalfitana, ad un intenso programma musical con ospiti internazionali.

Ravello si propone come ‘Città della Musica’ grazie a luoghi come Villa Rufolo, cui si è aggiunto l’Auditorium per le esibizioni al coperto, progettato da Oscar Niemeyer, che ha regalato il progetto al presidente della Fondazione Ravello Domenico De Masi, riconfermato, il 6 agosto scorso, alla guida della Fondazione Ravello per i prossimi quattro anni.

Numerosi sono gli artisti che hanno tratto ispirazione dalle bellezze del luogo, come Richard Wagner che nel 1880 ha trovato a Villa Rufolo sia gli spunti per la scenografia del secondo atto del ‘Parsifal’, sia le idee per migliorare l’intera trama musicale di questo suo ultimo capolavoro, o come Giovanni Boccaccio che nel ‘Decamerone’, ha ispirato ai giardini di Ravello la descrizione dei luoghi incantati che fanno da sfondo alle celebri novelle e ne ha dedicata una delicatissima alle venture del ravellese Landolfo Rufolo. Anche le arti figurative hanno risentito del fascino della cittadina come Maurits Cornelis Escher, che qui maturò il suo stile labirintico incontrando poi Jetta, la ragazza che sarebbe poi diventata sua moglie, e sempre in tema di idilli Greta Garbo a Villa Cimbrone, nel 1938 ebbe una movimentata vicenda d’amore con il direttore d’orchestra Leopold Stokowski.

Tra i nomi celebri che sono transitati per Ravello ci sono Giuseppe Verdi ospite di Villa Rufolo, Edvard Grieg, grandissimi esecutori e direttori d’orchestra si sono esibiti come Bruno Walter, Arturo Toscanini, da Leopold Stokowski a Wilhelm Kempff, da Leonard Bernstein a Krzysztof Eugeniusz Penderecki,  a Lorin Varencove Maazel, da Valerij Abisalovič Gergiev a Daniel Barenboim, da Vladimir Davidovich Ashkenazy a Antonio Pappano.

Il Ravello Festival deriva da iniziative precedenti risalenti agli anni trenta, quando l’orchestra del Teatro San Carlo si esibì più di una volta con il repertorio wagneriano, ma si deve a Paolo Caruso, circa venti anni dopo, la proposta dell’offerta musicale con l’ardita soluzione logistica di un palco sospeso nel vuoto. L’iniziativa prese corpo grazie all’impegno dell’Ente Provinciale per il Turismo, allora diretto da Girolamo Bottiglieri. Va quindi riconosciuto a Girolamo Bottiglieri e a Paolo Caruso l’ideazione dell’evento culturale che più di ogni altro avrebbe contribuito a costruire l’identità di Ravello come ‘Città della musica’, dove Wagner è rimasto nume tutelare del Festival e tuttora un’attenzione particolare viene devotamente riservata alle sue musiche.

Il direttore artistico del Festival Stefano Valanzuolo commenta circa l’obiettivo del festival: “Qual è oggi il compito di un grande festival internazionale? Assecondare le tendenze, spesso fluttuanti, del pubblico, o provare ad orientarne i gusti con consapevolezza supportata dai mezzi anche economici? Il Ravello Festival propende decisamente per la seconda ipotesi, nel rispetto di una mission culturale che non può essere svenduta ai dettami della moda e del mercato. E allora, ecco la scelta di commissionare lavori in prima esecuzione, ecco la scelta di invitare artisti da troppo tempo (se non da sempre) assenti dalle scene italiane, di proporre cicli integrali (tutto Bach per violino solo in una sera; tutti i Brandeburghesi in una sera) che sanno di sfida e, forse, di scommessa. Tutto ciò sottrae la proposta alla tentazione della monotonia ed alle sirene del facile consenso, in nome di una funzione divulgativa ed educativa orgogliosamente difesa“.

Ogni anno il Festival ha un tema di riferimento, a partire dal primo nel 2003 che fu il ‘Potere’ e successivamente passando per il Sogno’, ‘Contrasto’, ‘Gioco’, ‘Passione’, ‘Diversità’, ‘Coraggio’, ‘Follia’, ‘Viaggio’, ‘Memoria’, ‘Domani’, fino a quello del 2014 del ‘Sud’, che ha visto una delle ultime performance di Pino Daniele.

Il tema del 2015 è ‘InCanto’ che celebra anche il miracolo della voce umana, di melodie suadenti come quelle che annichilirono i compagni di Ulisse, e che ha per protagonisti cantanti provenienti da diversi generi musicali come il pop, il jazz ed il classico, ma anche non riferibili ad un genere. Come canto riferito all’incanto d’amore celebrati nel 2015 quello fatale di Tristano ed Isotta, celebrati dall’edizione 2015 del Festival, a 150 anni dalla prima dell’opera; o ricordare il giardino incantato del ‘Parsifal’, che Wagner ricavò da una passeggiata in Villa Rufolo.

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