martedì, Luglio 27

Rapporti tra Grecia e Russia

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Nell’esercizio della sua politica estera e di difesa, la Grecia si trova sempre ad affrontare una contraddizione critica. Essendo un alleato della NATO e un Paese membro dell’Unione europea, dovrebbe considerare la Turchia come un alleato e un Paese amico e la Russia come un Paese di un blocco di opposizione e un ‘nemico’.  Ovviamente, ciò non rispecchia la realtà. La Grecia, infatti, ritiene che l’unico Paese che stia minacciando la sua sicurezza nazionale sia la Turchia, che continua a occupare Cipro del Nord e ad avanzare pretese sul Mare Egeo, senza rispettare minimamente il diritto internazionale marittimo.

Alla luce di questa contraddizione, gli USA fanno pressione sulla Grecia affinché non approfondisca i rapporti con la Russia in nome della NATO e della solidarietà ‘occidentale’ ma a spese dei propri interessi e della propria sicurezza. Di recente, l’opposizione americana ha fatto sospendere la realizzazione degli accordi tra Grecia e Russia, come quello del gasdotto South Steam e della fornitura dei veicoli militari russi da combattimento BMP3 da parte della Grecia. Inoltre, l’opposizione americana ha fatto crollare il Governo conservativo di Kostas Karamanlis, che ha avviato questi accordi.

Il nuovo Governo ha annunciato una nuova politica sui rapporti tra Grecia e Russia e si è già mostrato molto aperto in alcune occasioni come quando si è opposto alle nuove sanzioni economiche contro la Russia per il problema dell’Ucraina e quando il Ministro degli Esteri greco ha visitato Mosca.  La Grecia è senza dubbio contraria alla politica delle sanzioni economiche contro la Russia e all’intensificazione della tensione a causa del problema ucraino; ritiene, infatti, che questa politica sia controproducente e possa portare l’Europa sull’orlo di un’altra guerra fredda pericolosa.

In questo contesto, abbiamo chiesto all’Ambasciatore ad Honorem Christos Botzios, ex Ambasciatore della Grecia presso la Santa Sede e direttore per i rapporti tra Grecia e Russia al Ministero degli Affari Esteri greco, di rispondere alle seguenti domande ed esprimere un parere sulla situazione.

 

Il nuovo Governo greco sembra molto determinato a modificare i rapporti tra Grecia e Russia. A tal riguardo, la visita a Mosca del Ministro degli Affari esteri greco ha aperto una nuova prospettiva di cooperazione pacifica. Qual è il suo parere sulle prospettive dei rapporti tra Grecia e Russia?

Ha ragione. Il nuovo Governo di coalizione SYRIZA-ANEL sta facendo esattamente il contrario di quello che faceva il Governo precedente. Vi ricordo che il Ministro degli Esteri precedente, Evaggelos Venizelos, è stato criticato aspramente per non aver visitato Mosca, come aveva fatto per Kiev durante la Presidenza greca dell’Ue, e non aver svolto un ruolo costruttivo di mediazione nel conflitto ucraino. La visita a entrambe le capitali, Mosca e Kiev, da parte dell’attuale Ministro degli Esteri, il Professor Nikos Kotzias, era finalizzata a controbilanciare l’atteggiamento passivo assunto in precedenza dalla diplomazia greca e a riportare i rapporti tra Mosca e Atene alla giusta dimensione. Bisogna tener presente che negli ultimi anni i rapporti tra Grecia e Russia erano precipitati. Attendo con ansia di assistere a un recupero e a un miglioramento dei rapporti tra Atene e Mosca.

Sembra che il nuovo Governo greco colleghi lo sviluppo dei rapporti tra Grecia e Russia a tre parametri di base: a. la Grecia non esclude la cooperazione con Paesi che non appartengono all’Ue per affrontare il suo problema economico, b. non bisogna permettere alla questione ucraina di minare la cooperazione tra Europa e Russia e di portare a una nuova guerra fredda, c. la Grecia, che ha legami storici e culturali con la Russia, ritiene di avere tutto il diritto per mantenere dei rapporti normali con questo Paese e per fungere da ponte tra Europa e Russia. Lei cosa ne pensa?

 Riguardo alla sua domanda, voglio ricordare che la politica estera multidimensionale rientra nei principi e nelle linee guida di base del partito al governo, SYRIZA, e del Movimento di idee e azioni PRATTO, guidato dall’attuale Ministro degli Esteri Nikos Kotzias. Il sostegno mostrato a questa politica estera multidimensionale indica che il nuovo Governo non vuole restare attaccato alla politica unidimensionale del passato ed è pronto a cercare sostegno in altri Paesi emergenti, in particolare nei BRICS. Ovviamente, questa politica non tiene conto del fatto che la Grecia sia un membro a tutti gli effetti dell’Ue e della NATO. Tuttavia, nell’ambito di una politica multidimensionale, la Grecia può stringere rapporti in tutte le direzioni. Ad esempio, la Grecia intrattiene buoni rapporti e collabora con la Cina, soprattutto nel settore navale, come si può notare, tra l’altro, dall’uso del porto del Pireo.

Per quanto riguarda la crisi ucraina, mi lasci esprimere un parere personale. L’Ucraina è un Paese molto particolare. La maggior parte della popolazione è ortodossa. Nella zona orientale, la maggior parte della popolazione è russofona e guarda alla Russia. Nella zona occidentale, la maggioranza è rappresentata dai cattolici. Questi ultimi seguono la liturgia tradizionale degli ortodossi ma riconoscono il Papa come capo della chiesa. Il diverso orientamento tra la zona orientale e quella occidentale del Paese ha portato alla crisi odierna, cha ha assunto le sembianze di uno scontro tra Russia e Occidente, ricordando la guerra fredda.

La diplomazia greca attuale crede che questo scontro non giovi a nessuno. Dovremmo cercare di trovare una soluzione con mezzi diplomatici. Personalmente, credo che isolare la Russia sarebbe un errore strategico. In passato la Russia fungeva da bastione dell’Occidente e sicuramente può svolgere un ruolo simile in futuro.  Può essere anche un fattore di stabilizzazione per la pace e la cooperazione in Europa. Sicuramente, la Grecia può svolgere un ruolo molto costruttivo di ponte tra Europa e Russia, dal momento che la popolazione greca ha legami storici e culturali profondi con quella russa.

La cooperazione militare e quella energetica rappresentano due punti critici, contro i quali gli americani si sono opposti duramente in passato durante il Governo di Kostas Karamanlis. Crede che ora, con il nuovo Governo greco, la cooperazione in questi due ambiti procederà?

La cooperazione militare tra Grecia e Russia si limita alla fornitura da parte della Grecia di equipaggiamento militare complementare di difesa. Il maggior quantitativo di armamenti di difesa è importato dai Paesi occidentali. Tenendo in considerazione le strutture basilari delle Forze armate greche, non vedo modifiche nella politica e nella procedura rispetto al passato; durante i governi di PASOK ci sono stati due casi di intensa cooperazione con Mosca. Il primo riguardava la concessione da parte della Grecia di attrezzature ripagate alla flotta sovietica nel cantiere navale dell’isola di Syros. Il secondo riguardava la fornitura da parte di Cipro del sistema antiaereo S 300. Questo sistema è stato infine trasferito da Cipro a Creta, in seguito alla grande opposizione occidentale. La cooperazione nell’ambito energetico presenta quasi gli stessi problemi della cooperazione militare. Dopo la sospensione del progetto dell’oleodotto Burgas-Alexandroupolis, che probabilmente è stato abbandonato definitivamente, sembra che anche il progetto del gasdotto South Stream sia stato interrotto. È probabile che la nuova iniziativa russa di un gasdotto turco, che fornirà gas russo all’Europa occidentale attraverso il territorio greco, avrà prospettive migliori per la cooperazione tra Grecia e Russia in ambito politico ed economico. L’anno prossimo, il 2016, è stato definito l’anno della Grecia e l’anno della Russia. Le manifestazioni e gli eventi che avranno luogo in entrambi i Paesi rafforzeranno sicuramente i rapporti bilaterali e allo stesso tempo il ruolo di mediazione della Grecia tra l’Occidente e la Russia.

 

Traduzione a cura di Francesca Fiorenza

 

 

 

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