domenica, Giugno 20

Ramadi: riconquista delle truppe irachene Un grosso passo avanti nella lotta alla resistenza ISIS

0

Le forze irachene, supportate dalle milizie volontarie sciite e da quelle popolari (Hashd al-Chaabi) ora controllano l’ex complesso amministrativo di Ramadi, capitale della provincia a maggioranza sunnita di al Anbar (situata a 100 km ad ovest di Baghdad) e ultimo baluardo dei jihadisti dello Stato Islamico nella città e in loro possesso dallo scorso 17 maggio. Testimoni hanno riferito di vari jihadisti in fuga verso nord-ovest che hanno posto una strenua resistenza fino alla fine, ed hanno tentato di rallentare l’avanzata delle truppe regolari disseminando mine lungo le strade e ricorrendo ai cecchini e agli attacchi suicidi fino a  lasciare il compound governativo di Ramadi, come ha annunciato il portavoce dell’unità speciale antiterrorismo dell’esercito iracheno, Sabah al-Numan. L’intero perimetro del complesso governativo deve essere comunque bonificato da mine e trappole esplosive prima che le truppe governative ne possano prendere il controllo completo, ma tale vittoria significa il primo passo per cancellare tasche di resistenza dei militanti ISIS, presenti qua e là in città, un duro colpo allo Stato Islamico, dopo l’annuncio della sfida all’Occidente del leader del Califfato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi  e una rivincita su coloro che sostenevano che i raid aerei della coalizione internazionale non stessero riuscendo nel loro intento di arrestare l’avanzata dello Stato Islamico, secondo loro al contrario più forte di prima ed in espansione, segnando invece una perdita di terreno e difficoltà degli jihadisti dello Stato islamico rispetto al successo delle forze governative irachene che segue la presa di Tikrit dello scorso 31 marzo. Tuttavia a differenza di altre operazioni militari contro ISIS, l’esercito iracheno, invece della sola milizia sciita filo-governativa irachena – come Kataib Hezbollah (KH) e Asaib Ahl al-Haqq (AAH) –è stato coinvolto in Ramadi per superare la diffidenza numerica rispetto ai residenti sunniti, forse per evitare problemi internazionali legati alle violazioni dei diritti umani, tra cui il rapimento di sunniti e la distruzione di abitazioni, secondo Human Rights Watch, come a Tikrit. I combattenti dell’ISIS hanno costretto alcuni civili a rimanere a Ramadi e li hanno usati come scudi umani, complicando l’operazione di questa settimana, ma centinaia di migliaia di abitanti di al Anbar erano già stati fuggiti o erano stati prelevati in precedenza dalle loro case rispetto allo scorso anno.

(tratto dal canale ‘Youtube’ di ‘DW‘, in lingua inglese)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->