lunedì, Ottobre 25

Rai: Usigrai, Fnsi e Odg contro la spartizione ‘al buio’ Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 27

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Si sta per rinnovare il vertice della Rai, e il Consiglio d’Amministrazione sarà probabilmente nominato entro mercoledì 18 (luglio 2018). Mentre il Movimento Cinque Stelle procede con la scelta on line dei propri candidati suRousseau’, il ‘Sistema operativo del MoVimento 5 Stelle’, come illustrato in ‘Rivoluzione Rai: rivoluzionerai?‘, ‘L’Indro’ lunedì 16 luglio (2018). (In lizza: Paolo Cellini, manager, insegna economia digitale alla Luiss, ha lavorato per Microsoft e Walt Disney; Beatrice Coletti, manager, esperienze televisive a ‘La7’, ‘Sky’, ‘Fox’ e già Amministratore Delegato di ‘Sportcast’, la casa di produzione del canale ‘Supertennis’; Paolo Favale, avvocato, già Dirigente Rai e responsabile del suo settore di Consulenza giuridica; Claudia Mazzola, giornalista del Tg1, già a Rai Parlamento e alla trasmissione ‘Telecamere’; Enrico Ventrice, documentarista e produttore televisivo, proveniente dalla ‘GVG’, ‘Global Vision Group’, azienda italoamericana di produzioni televisive).

Gli altri procedono sottotraccia, nel rinnovo delle funzioni apicali Rai più ‘clandestino’ che si sia mai visto. Pochi tra i politici, pochi anche tra i giornalisti quelli che seguono o hanno ‘qualcosa da dire’ su quanto sta avvenendo. Così ‘Il Governo del cambiamento’, come si è autodefinito e viene rappresentato dai suoi ‘Soci fondatori’, il MoVimento Cinque Stelle e la Lega, proprio nulla sembra voler cambiare in materia di nomine RAI. Peraltro sarà la prima volta che viene applicata la ‘Legge Renzi’, dopo che il Governo del putto di Rignano aveva proceduto alle sue nomine con la Legge voluta dal Puttaniere di Arcore e firmata da Maurizio Gasparri (quando era, incredibilmente, Ministro delle Comunicazioni).

A squarciare quantomeno il velo di ipocrisia, prendendo anche posizioni forti e lanciando proposte concrete, è l’USIGRAI (Unione Sindacale Giornalisti Rai), il cui Segretario Vittorio di Trapani, attacca sostenendo che «l’unico ‘cambiamento’ possibile è quello della concretezze e dei fatti. Se vuole essere tale realmente e non solo vantarsene, il cosiddetto ‘Governo del cambiamento’ deve fare qualcosa in questa direzione». E ancora: «Giornalista ‘buono’ viene ritenuto quello che loda, ‘cattivo’ è quello che fa la seconda, terza e quarta domanda. Tanto più questo si pretende dai giornalisti Rai, che invece in gran numero hanno dimostrato e dimostrano di essere non proni. La questione della libertà d’informazione non è separata dalla questione Rai. Abbiamo appena assistito al ‘lancio’ di parole contro Rai News, sbagliate e prodromiche forse di un imminente pessimo evento». Concludendo con una proposta: «Dopo il ‘Decreto Dignità’ chiediamo una ‘Legge Libertà’ per liberare la Rai dalle influenze politiche e dei Partiti. A partire dalle modalità di nomina dell’Amministratore delegato, che dovrebbero seguire un virtuoso ‘percorso pubblico’».

Al fianco dell’Usigrai anche l’Ordine dei Giornalisti con il suo Presidente Nazionale, Carlo Verna (già alla guida proprio dell’USIGRAI), e la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana), il sindacato dei giornalisti, con il Segretario, Raffaele Lorusso, e il Presidente, Giuseppe Giulietti. Dice Giulietti: «Mai vista una nomina dei vertici Rai circondata da un silenzio complice e connivente come questa. Non un dibattito, un convegno, un’iniziativa. Quanto stanno facendo i giornalisti Rai trova tutte le strutture della FNSI impegnate a copertura di ogni iniziativa che vorranno prendere. Quanto sta avvenendo è in totale violazione delle norme e della deontologia. La ‘Legge Renzi’ con cui si procede alle nomine ha mutuato il peggio della ‘Legge Gasparri’. In questo settore prevale la ‘continuità’. Non esiste un metodo corrotto che dia frutti positivi, e presto lo vedremo anche in questo caso: in tali condizioni non si possono produrre altro che negative conseguenze a catena. Intendiamo intanto istituire un ’Osservatorio’ presso la sede della FNSI. E fare un esposto in proposito alla Corte Costituzionale: ci sono abissali differenze tra quanto prevede questa legge e quanto indicato dalla Consulta. La Rai deve ‘rispondere’ alla Corte Costituzionale ed alle norme europee».

Giulietti continua, rilancia e conclude pasolinianamente: «Mi rivolgo a due Direttori generali in particolare. Luigi Gubitosi, oggi  all’Alitalia, e Antonio Campo Dall’Orto: ci sono bande che ‘bloccano’ programmaticamente, che  impediscono la vera riforma della Rai. Facciano i nomi. Io li so. Ma è importante che li facciano loro».

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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